We Happy Few – Recensione
Voto 68

We Happy Few è un titolo affascinante, ma la realizzazione tecnica ballerina ne limita le possibilità. Il gioco offre ottima trama e eccellenti ambientazioni, ma al di fuori di questo non ha nulla. Disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC

  Voto 68 good

We Happy Few – Recensione

Una nazione senza passato è una nazione felice, We Happy Few racconta una storia in cui dimenticare se stessi è il male minore

Quando ormai anni fa si parlò per la prima volta di We Happy Few la curiosità era alle stelle. Il titolo sprizzava originalità e stile, con una possibile somiglianza con un certo Bioshock che un po’ tutti abbiamo amato. Dalla presentazione però, la magia sembra essersi man mano spenta. Tra il finanziamento di Gearbox, l’inserimento di strutture da survival e una beta che deluse sia critica che utenza, il sogno di We Happy Few sembrava essersi spento molto prima del lancio. Dopo più di un anno di silenzio però, Compulsion Games ha dato un’uscita, e ora abbiamo tra le mani un prodotto molto superiore a quello provato in accesso anticipato. Rimangono comunque grandi problemi. Un’utopia convincente si contrappone ad una realizzazione ludica altalenante, con problematiche di varia natura che possono peggiorare notevolmente l’esperienza nel caso non le si sopporti.

Tutto inizia a un Gioioso compleanno

We Happy Few è un titolo che, come si può tranquillamente dedurre dai trailer, si pone come molto ambizioso. Realizzare un Utopia credibile e interessante nel mondo dei videogiochi, e non solo, non è per nulla facile. Eppure Compulsion Games ha messo anima e corpo in questo titolo, riuscendo effettivamente nel suo obbiettivo. Le ambientazioni di We Happy Few sono semplicemente magnifiche, un mix di colori accesi e design inquietanti che creano un ottimo contrasto. Contrasto accentuato anche dalla scrittura che alterna delle scene crude a del sarcasmo in pieno stile Inglese, aiutato anche da un doppiaggio che porta una vena fortemente parodistica. La storia segue tre personaggi, ognuno con il proprio arco narrativo. Le avventure saranno giocabili solo una dopo l’altra in ordine fisso e tratteranno della vita dei protagonisti che smettono di prendere le pillole di Gioia, medicinali che rendono felici intrappolando la gente in un mondo illusorio al costo della propria memoria.

We Happy Few
Ma We Happy Few non si limita a farti vivere al di fuori di un illusione, guardando tutti gli altri intrappolati in essa, ma ti da anche la possibilità di vivere tale illusione. Difatti durante il corso dell’avventura sarà possibile assumere delle pillole di Gioia per poter vedere gli effetti che hanno sulla propria psiche. Le ambientazioni cambieranno palette cromatica, diversi effetti particellari e piccoli dettagli in base allo stato mentale dei protagonisti, accentuando ulteriormente la sensazione dell’essere intrappolati in una realtà ingannevole. Altro punto di forza di We Happy Few è la sceneggiatura che, sebbene sminuisca un po’ il secondo protagonista rispetto agli altri, riesce ad essere interessante per tutto il titolo, aiutando a portare a termine le ben trenta ore di gioco che questo titolo offre.

We Happy Few

L’altra faccia della medaglia

Nonostante il titolo di Compulsion Games sia riuscito nell’immergere il giocatore in un Utopia, i problemi ci sono, e nascono in tutto ciò che circonda narrativa e ambientazione. Il sistema di combattimento è basilare e piuttosto scomodo, oltre che poco responsivo. Il gioco da il meglio di sè quando giocato stealth, rubando abiti per uniformarsi alla zona da accedere e mettendo ko i nemici di soppiatto. Tutto crolla nel momento in cui si provi a giocarlo con un’accezione più action però. A questo si aggiungono dei problemi di prestazioni che possono essere fastidiosi. Giocato su PS4 Pro il titolo si è comportato piuttosto bene in generale, ma si palesavano comunque diversi problemi di framerate, specie nei video conclusivi della campagna. Inoltre son presenti un numero esagerato di Bug e Glitch vari, tanto che è possibile sfruttarli per rompere il gioco molto facilmente.

we happy few

Ovviamente ci sono altrettanti bug che giocano a sfavore del giocatore, come il fatto che a volte non si attivi l’animazione che permette di nascondersi sulle panchine quando si è in stato di amnesia. Da sottolineare anche un evidente problema di pop-up delle texture, che è presente in ogni zona del gioco. Questi problemi possono veramente rovinare un’esperienza che, con buone prestazioni, potrebbe risultare molto migliore. Compulsion Games ha ascoltato le critiche dell’early access, mettendo una pezza a tanti problemi di bilanciamento, specie sotto il lato survival che rimane poco necessario, ma perlomeno non è un problema troppo grande per il gioco in sé.

We Happy Few

We Happy Few è una perla sporca, un gioco che poteva essere ottimo, ed ha elementi ottimi, coperto da difetti su cui non è facile passar sopra. Un’ottima storia e una fantastica ambientazione possono facilmente portare il giocatore a concludere il titolo, ma senza di esse We Happy Few non ha alcuna attrattiva, tanto che abbiamo seri dubbi sulla futura modalità sandbox che Compulsion Games vuole integrare nel gioco. Nel caso vogliate una trama interessante ambientata in un contesto originale, We Happy Few fa per voi, in caso contrario non c’è alcun motivo per acquistarlo.

We Happy Few – Recensione ultima modifica: 2018-08-18T08:00:26+01:00 da Alessandro Tosoni

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