Unworthy – Recensione
Voto 70

Unworthy è un nuovo soul-like pubblicato da Aleksandar Kuzmanovic Games, con uno stile grafico particolare e forte enfasi sul combattimento. Disponibile per PC

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Unworthy – Recensione

Indegno di vivere, non meritevole di morire, Unworthy lottando per un posto nel mondo

Unworthy è un indie che si ispira a un genere che ormai è definibile una moda degli ultimi anni: il Souls-like. Dark Souls, che lo si voglia ammettere o meno, è stato uno dei titolo più influenti della scorsa generazione. L’industria è stata letteralmente invasa da titoli ispirati all’opera di Miyazaki, sia nel campo dei tripla A sia nel settore indipendente. Ovviamente l’influenza dei Souls ha portato sia a prodotti poco convincenti, come The Surge, sia a delle vere e proprie perle come Nioh per i tripla A o Hollow Knight e Salt & Sanctuary per gli indie. Unworthy si piazza un po’ nel mezzo, con alcuni ottimi meriti ma anche degli elementi migliorabili, o semplicemente anonimi.

unworthy

Un buon combat system e poi?

Come deducibile dal genere di appartenenza, Unworthy è un gioco che punta pesantemente sul combattimento, tanto da offrire pressoché solo questo. A differenza di altri souls-like 2D, questo titolo ha totalmente rinnegato il platform che lo avrebbe reso un metroidvania, a favore di un esplorazione basata su scale e danni da caduta. Non esiste quindi il salto in questo titolo e l’esplorazione, pur restando in generale interessante, avrebbe sicuramente giovato dalla sua presenza, dato che diverse zone costringeranno il giocatore a passare più tempo a scalare piuttosto che a combattere o muoversi liberamente. Proseguendo nel titolo, l’esplorazione viene arricchita da armi e abilità particolari che apriranno nuove possibilità.

La sensazione però, rimane quella che si poteva far di più sotto questo punto di vista. Il combat system è invece un lato sicuramente molto più positivo. Il titolo di Aleksandar Kuzmanovic Games è veloce e divertente, sebbene a volte un po’ legnoso. I nemici, pur essendo semplici, riusciranno a creare un ottima sfida, specie quando si troveranno alcune temibili combinazioni di avversari. Lo stesso protagonista non avrà un moveset vastissimo, ma il game design di Unworthy ha sfruttato bene ciò che offre.

Nota un po’ dolente sono i boss, che pur essendo originali e divertenti, tendono a essere ripetitivi a causa del loro limitato move set. Si parla di tre, massimo quattro mosse ad ogni boss. Inoltre questi nemici hanno delle fasi che man mano aggiungeranno una mossa al nemico, questo significa che a inizio battaglia i boss faranno un solo attacco. Vi è presente anche un sistema di potenziamento del proprio personaggio, molto semplice, basato su livelli con aumenti di statistiche in stile classico, simile ai castlevania o agli rpg classici. L’unica personalizzazione vera è propria consiste in una griglia di potenziamenti selezionabili di tanto in tanto dal giocatore, in cambio di peccati, la valuta di gioco.

Un mondo in nero, grigio e… rosso

Oltre al combat system punitivo e basato su un sistema di stamina, Unworthy condivide con i souls anche lo stile narrativo. La narrativa del gioco è fortemente tragica, a volte persino troppo, con dialoghi spontanei con npc che si troveranno durante l’esplorazione. Inoltre Unworthy offre anche un interessante bestiario, con descrizione di tutti i nemici e boss incontrati. Nonostante tutto ciò, il contesto rimane molto enigmatico, con informazioni spesso inutili, specie se leggiamo il bestiario in cui solo i boss hanno un approfondimento degno di nota.  Ciò di originale che il titolo di Aleksandar Kuzmanovic Games cerca di offrire è lo stile grafico, in scale di grigio. La scelta è sicuramente intrigante, ma come tutto il resto ha dei pro e dei contro.

Gli sfondi sono belli, ben differenziati tra le diverse zone e talvolta interattivi. Anche gli sprite sono ben animati, ma il gioco pecca in mancanza di dettaglio e attenzione. Certo con uno stile in scale di grigi è possibile e accettabile avere pochi dettagli, ma la mancanza di originalità nel design dei nemici non è facilmente ignorabile. Inoltre questo stile grafico talvolta crea problemi al gameplay stesso, con nemici o protagonista che vengono nascosti dall’ambientazione. Da sottolineare un sound design piuttosto buono, con audio ambientale convincente e qualche bella traccia durante le bossfight.

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Per distinguerti in un genere con tanti esponenti, bisogna aver delle buone idee. Unworthy queste idee le ha, ma le mette in atto solo in parte. Pur essendo ben sopra la sufficienza, ogni elemento del gioco ha qualche falla quando lo si va a esaminare nel dettaglio. Sicuramente consigliato ai fan dei soulslike e meritevole di una chance da chiunque, ma non riesce a ritagliarsi un proprio spazio nel genere che già è saturo di titoli di buona qualità.

Unworthy – Recensione ultima modifica: 2018-06-08T13:00:20+00:00 da Alessandro Tosoni

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