Tooth and Tail – Recensione
Voto 85

Tooth and Tail è un RTS dove controlliamo un esercito di animali in frenetiche sfide multiplayer. Disponibile per PC e PlayStation 4

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Tooth and Tail – Recensione

Tooth and Tail ovvero l’RTS alla portata di tutti

Sono passati circa quattro anni dall’uscita di Monaco: What’s Yours is Mine e Pocketwatch Games si è da allora concentrata nello sviluppo di Tooth and Tail. Il titolo è uno strategico in tempo reale ambientato in uno scenario davvero particolare: una rivoluzione popolare fra animali che ricorda le sommosse russe di inizio novecento. Di rivoluzionario non c’è soltanto l’ambientazione, infatti Tooth and Tail mette in tavola più di un idea originale e un concept che suona sia come una scommessa sia come una sfida.

Una rivoluzione molto alternativa

E’ doveroso cominciare descrivendo la stravagante ambientazione di Tooth and Tail. “Con l’eccezione dei maiali, gli animali decisero di cibarsi con la carne. Per un periodo questa novità funzionò, e il clero organizzò una lotteria con la quale decidere chi sarebbe diventato cibo. I problemi non tardarono a sorgere: il popolo ovviamente non voleva rischiare di finire in pentola e alcuni personaggi leader di questo contro pensiero, innescarono una rivoluzione. Iniziò così una guerra fra aristocratici, gente comune, polizia segreta e clero.”

Tooth and Tail

La campagna single player vi introduce passo a passo le unità, con missioni dedicate a valorizzare le peculiarità di ogni animale. L’obiettivo principale delle missioni è quello di distruggere i mulini avversari che sono sia fonte di cibo, l’unica risorsa del gioco, sia spazio edificabile. Infatti solo attorno ai mulini possiamo costruire postazioni difensive oppure strutture per reclutare soldati. Le missioni non sono difficili da portare a termine ma ogni battaglia vi sfida a completare un obiettivo secondario che mette a dura prova la vostra abilità. Fra un livello e l’altro prendiamo il controllo di vari personaggi a capo della rivoluzione, muovendoci in scenari ben realizzati dove intrattenere dialoghi che mano a mano svelano parte della storia. Lo stile grafico in pixel art è di alto livello e l’aspetto visivo è impreziosito da magnifiche illustrazioni per personaggi e unità. Convince anche il sonoro, contraddistinto da ballate popolari e doppiaggio dei personaggi con accento dell’est europa.

Tooth and Tail

Controlli d’autore

La vera rivoluzione in Tooth and Tail riguarda il gameplay. In questo strategico non controllate direttamente le unità ma solo il leader della vostra fazione. Il personaggio può muoversi in ogni direzione ma è completamente disarmato e tiene alto il suo stendardo, col quale richiamare a raccolta le truppe. Le sue uniche abilità sono la possibilità di scavare un tunnel per trasportarsi velocemente verso uno dei mulini oppure utilizzare lo stendardo. Tooth and Tail è pensato per essere giocato al meglio con un pad, e ancora una volta un gioco indie ci stupisce con una brillante idea di game design. Uno dei dorsali del pad serve a richiamare tutto l’esercito a raccolta, mentre l’altro impartisce l’ordine di movimento solamente al tipo di unità selezionata. Infatti in ogni battaglia avremo un set limitato di unità da poter costruire. Prima di ogni incontro decidiamo di quali unità ed edifici difensivi dotare la nostra banda armata. Le unità sono divise in tre Tier dalle più deboli alle più forti; col crescere della potenza, cresce anche il costo in cibo per il mantenimento e per la costruzione degli edifici. Costruendo fattorie possiamo raccogliere il cibo solo attorno ai mulini e dobbiamo quindi stare attenti a bilanciare la produzione (la coda) e la forza dell’esercito (il dente).

Mosse e contromosse

Il multiplayer è il vero cuore pulsante di questo titolo e gli autori di Tooth and Tail hanno preso grande ispirazione da giochi come Starcraft, ma hanno cambiato in maniera intelligente il gameplay, per creare partite molto più veloci che si risolvono in pochi minuti. Il gioco è frenetico e diviene presto evidente come noi dobbiamo sia fare da scout, da costruttore e da guerriero. Possiamo muovere solo il generale e quindi se decidiamo di spiare le mosse nemiche, non possiamo ad esempio ottimizzare la produzione di fattorie. Dobbiamo perfezionare il posizionamento stesso delle truppe. Infatti lasciare scoperto un fianco o spostare sempre tutto l’esercito assieme, ci rende facili prede di un imboscata. Le mappe di gioco sono generate ogni volta casualmente e presentano corsi d’acqua per rallentare i movimenti, zone invalicabili, alture difensive e ovviamente i mulini da conquistare per espanderci.

“Utilizziamo molto il poker come analogia nelle nostre discussioni sulle scelte di design. E’ divertente giocare con informazioni nascoste.”
Pocketwatch Games

Proprio nello stile dei grandi RTS, in Tooth and Tail la battaglia si decide con le giuste scelte nella produzione di unità e nel loro posizionamento. Possiamo fare la mossa giusta se siamo a conoscenza dei piani nemici e quindi è importante effettuare delle brevi incursioni per spiare le forze avversarie. Le unità sono rappresentate da ogni sorta di animale: scoiattoli armati di pistola, donnole con un mortaio, cinghiali e lanciafiamme, gufi o aquile come forze aeree, serpenti velenosi e così via. Ogni unità è il counter di un’altra e il tempismo nel produrle ed utilizzarle è la chiave per la vittoria.

Tooth and Tail

In questo senso Tooth and Tail è alla portata di tutti. Non esiste quella micro gestione particolarmente affine ai giovani coreani e difficilmente siete colti da frustrazione dopo una batosta. Una partita tira l’altra e in ogni sfida possiamo divertirci a cambiare il deck di unità iniziali e provare differenti strategie. Mappe casuali e scelte nascoste delle unità, non rendono Tooth and Tail un terreno fertile per il gioco competitivo. Tuttavia è una diretta dichiarazione degli sviluppatori quella di voler creare un “RTS pop corn” per giocatori veterani e casual. Rilassatevi e divertitevi dunque, la rivoluzione vi attende.

Tooth and Tail – Recensione ultima modifica: 2017-09-13T08:00:28+00:00 da Matteo Gallo

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