Surviving Mars – Recensione
Voto 85

Surviving Mars è un nuovo ed originale titolo che mischia caratteristiche survival a quelle dei city builder, ambientato sulla spietata superficie del pianeta rosso. Disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One

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Surviving Mars – Recensione

In Surviving Mars si realizzano i sogni della scienza

Non è passato tanto tempo da quando molti di noi erano fissi col naso all’ingiù sui video che mostravano in diretta l’eccezionale test del Falcon Heavy di SpaceX. Il razzo percorreva la sua traiettoria parabolica, sganciando nello spazio il particolare carico, una Tesla cabriolet rossa fiammante, che di lì a poco avrebbe iniziato il suo improbabile viaggio verso Marte. Proprio il pianeta rosso è l’obiettivo finale dell’ambizioso progetto spaziale guidato da Elon Musk, che ha dichiarato di voler esprimere i suoi sforzi verso l’incredibile idea di colonizzazione. Haemimont Games (dev di Tropico 3-5), insieme alla grande spinta di un publisher come Paradox Interactive, non poteva scegliere periodo migliore per rilasciare questo nuovo ed interessante Surviving Mars, dedicato appunto al sempre più plausibile viaggio dell’uomo verso la sua inospitale seconda casa.

surviving mars

Questione di priorità

La conquista di Marte ha necessariamente bisogno di una ingente quantità di fondi e la prima scelta che siamo tenuti a fare riguarda proprio lo sponsor e il leader della missione, opzioni che consentono di personalizzare l’inizio di una nuova partita con diversi livelli di sfida oltre a malus e bonus unici. Infine i preparativi richiedono la scelta di quale payload (carico utile trasportato) assegnare al primo razzo in partenza. Infatti tutti i vettori spaziali possono trasportare un determinato quantitativo di peso utile ed è il giocatore a stabilire quali e quante risorse far viaggiare. Possiamo decidere di portare materiali grezzi da utilizzare una volta giunti a destinazione, oppure investire grandi parti del budget e trasportare strutture prefabbricate e pronte all’uso. Il primo viaggio tuttavia non può pensare di includere equipaggio umano, è ancora troppo presto per il primo passo dell’uomo sul pianeta rosso.

Il razzo giunge infine in orbita Marziana e, grazie alle osservazioni delle sonde, possiamo scegliere un promettente punto di ammartaggio. La mappa della zona prescelta è divisa in settori che un po’ alla volta possiamo esplorare con appositi torri scanner e conoscere meglio la nostra nuova casa. Al termine della discesa della navicella, droni e rover percorrono la scalinata verso il suolo polveroso e sono da subito operativi. I droni sono efficienti lavoratori automatici che provvedono a costruire e aggiustare eseguendo ogni ordine impartito; dobbiamo però fare attenzione allo stato delle batterie e al raggio operativo in cui possono agire. Inizialmente infatti possiamo costruire soltanto nella zona adiacente al razzo ma presto, grazie a dedicati Hub per i droni, vediamo espandersi i confini del nostro dominio. I rover invece sono controllati direttamente dal giocatore che può servirsene per analizzare anomalie, estrarre e trasportare materiali o servirsi di base operative mobili per espandere temporaneamente il raggio di azione dei droni.

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Un grande passo per l’uomo

In Surviving Mars il primo obiettivo è quello di creare strutture che possano sostenere la vita dell’uomo su Marte, per fare ciò serve costruire una efficiente rete che produca elettricità, materiali di costruzione, ossigeno e acqua. Le strade per l’accumulo di queste risorse sono varie e possiamo scegliere di dedicarci a pannelli solari, turbine eoliche, condensatori dell’atmosfera per la preziosa H2O, escavatori e così via. Strutture più avanzate e fantascientifiche vengono rese disponibili solo col progredire nella ricerca dei numerosi alberi tecnologici a disposizione. Una volta pronti è arrivato il momento di costruire il primo Dome, una cupola che come una enorme Biosfera replica le condizioni di vita sulla Terra e diventa meta dei primi coloni spaziali. Questa prima fase di gioco è molto affascinante e ben realizzata, pregna di tutti i meccanismi scientifici che gongolano nella nostra mente quando immaginiamo l’espansione della specie umana su pianeti alieni.

Sulla Terra intanto i preparativi per il primo razzo passeggeri sono ultimati. Scelti i parametri di selezione in base a sesso, età, specializzazioni e molti altri perks, ecco il primo e storico equipaggio di pionieri. Questa nuova versione di padri fondatori impiega qualche minuto di gioco (simulando mesi) a raggiungere l’obiettivo e a prendere posto nel Dome. La vita su Marte è scandita dal Sol, unità che indica il giorno marziano, e presto l’entusiasmo dei coloni può diventare un problema se non siamo pronti a porre rimedio. I nuovi arrivati hanno bisogno di case per dormire, luoghi per socializzare, divertirsi e ovviamente mangiare. La cupola viene quindi presto riempita di strutture che la fanno assomigliare ad un attraente quartiere residenziale, garantendo la stabilità fisica ed emotiva del gruppo.

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Casa dolce casa

All’interno dei Dome lo spazio deve essere ottimizzato secondo le nostre necessità. Possiamo prediligere la produzione di cibo ed evitare di fare affidamento esclusivo sulle prossime spedizioni, oppure costruire laboratori di ricerca e accelerare la progressione scientifica, oppure ancora costruire molte abitazioni e scuole per incrementare lo spazio per nuovi viaggiatori o perfino sperare in una prima nascita su suolo alieno! Ovviamente è possibile costruire più cupole (facendo attenzione alle risorse) ed è una vera e propria sfida rendere sostenibile la prima città marziana. Nuove ricerche consentono la costruzione di edifici anche all’esterno di questi ambienti protetti, ampliando i nostri progetti grazie a estrattori di minerali preziosi da rivendere, estrattori d’acqua dal sottosuolo, campi coltivati e così via.

E’ indispensabile fare affidamento sui razzi compresi quelli già atterrati su Marte e che, col giusto rifornimento di combustibile, possiamo riportare sulla Terra e riutilizzarli per un nuovo viaggio; una visione ancora più fantastica di quella di SpaceX insomma. Andare su Marte non è proprio una vacanza, i pericoli non tardano a manifestarsi e dobbiamo sempre essere pronti al peggio. Il primo e costante pericolo è la temibile polvere rossa che si accumula continuamente su cavi e strutture danneggiandoli o riducendone l’efficienza. Niente a che vedere con l’improvviso abbattersi di un meteorite sulla colonia o l’incredibile devastazione di tornado chiamati “diavoli della polvere”. Non dobbiamo infine dimenticare che Marte è un mondo sconosciuto e che prima o poi c’è la possibilità che il sistema di eventi (comune di tanti giochi associati a Paradox Interactive) ci metta faccia a faccia con un qualche tipo di mistero ai confini della realtà.

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Surviving Mars non è solo un city builder in chiave fantascientifica, è una vera e propria sfida di sopravvivenza. La continua ricerca di bilanciamento delle risorse vi terrà sempre sul filo del rasoio e sarà un piacere vedere aumentare il numero di persone che riescono a vivere nei vostri Dome. Il comparto grafico più che soddisfacente e il sonoro rilassante uniti ad un grande numero di edifici e specializzazioni sbloccati man mano dalla ricerca, aumentano di molto la longevità di questo sorprendente titolo di Haemimont Games. A nostro avviso le prime fasi di gioco, quelle più legate ad una esplorazione scientifica, sono le più divertenti; in quanto in seguito il titolo si rende più simile ad altri esponenti fra il genere dei city builder. Ciononostante l’apertura alle mod già al lancio e l’evidente propensione del publisher ai DLC (esiste già un Season Pass!), fanno pensare a una lunga vita per questo nuovo arrivato.

Surviving Mars – Recensione ultima modifica: 2018-03-15T20:17:45+00:00 da Matteo Gallo

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