Seven: The Days Long Gone – Recensione
Voto 89

Seven: The Days Long Gone è un RPG isometrico 3D che fonde insieme meccaniche stealth, combattimento ed evoluzione del personaggio. Ambientato in un mondo post apocalittico costruito sulle rovine dell’antico splendore tecnologico umano. Disponibile per PC

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Seven: The Days Long Gone – Recensione

La mescolanza di generi diversi in Seven: The Days Long Gone crea un cocktail coinvolgente

Quando parecchi mesi fa abbiamo messo per la prima volta gli occhi su alcune immagini di Seven: The Days Long Gone, siamo stati subito catturati. Lo stile grafico, l’ambientazione e le meccaniche rappresentavano un mix perfetto che incontrava i desideri del nostro cattivo consigliere: l’hype. Sviluppato da IMGN.PRO e Fool’s Theory, Seven è un gioco ambizioso e pieno di possibilità, le quali sono la grande forza motrice dietro un’opera sicuramente capace di far discutere pubblico e critica.

seven: the days long gone

Opera degna di nota

Al termine di una guerra che ha devastato la Terra, l’essere umano rivive un periodo oscuro avendo perso la conoscenza di molte conquiste tecnologiche degli antichi e illuminati antenati. In questo mondo nuovo un’uomo di nome Drugun, grazie al potere di antichi artefatti, ha costituito il forte impero Vetrall. Teriel, un ladro catturato dall’impero, viene inviato in missione sull’isola prigione Peh per seguire le tracce di un’uomo sfuggito al controllo dell’imperatore durante la ricerca di una di queste antiche fonti di potere. Questa breve introduzione è solo la superficie di un complesso intreccio che rende il mondo di Seven: The Days Long Gone estremamente vivo. L’isola di Peh è un’insieme riuscitissimo di luoghi diversi fra loro: troviamo avamposti sgangherati dove regna la legge della strada, zone proibite protette da guardie e sistemi di sicurezza, pantani mefitici covo di orrendi mostri, città progredite con proprie leggi e fazioni in lotta fra loro.

Teriel non è da solo perché l’imperatore ha impiantato nella sua mente un demone di nome Artanak, il quale svolge il compito di consigliere e sorvegliante. Seven: The Days Long Gone è un RPG open world dove il piacere della scoperta è uno fra i maggiori punti di forza dell’avventura e che è reso possibile dalla fantastica realizzazione delle diverse zone dell’isola. Su Peh vige un controllo serrato da parte delle autorità e non tutte le zone sono immediatamente visitabili. Alcune zone dell’isola sono accessibili solo dopo aver inghiottito speciali pillole che svolgono la funzione di visto, altre invece saranno sempre interdette rendendo pericolosa la nostra intrusione; sulla mini mappa comparirà un avviso che indica se ci troviamo in un’area permessa o meno.

Cappa, spada e fucili energetici

In Seven: The Days Long Gone siamo liberi di scegliere come affrontare la sfida ed è possibile optare per un approccio più offensivo o più stealth. Il combattimento si svolge attraverso combo di attacchi che variano in base al tipo di arma equipaggiata. Alcune armi come pugnali o spade sono più veloci e permettono attacchi a ripetizione che lasciano poco spazio all’avversario. Invece lance e asce permettono di attaccare a lungo raggio e di buttare a terra i nemici; ma sono nettamente più lente. Infine non mancano le armi a distanza come balestre, pistole e fucili sci-fi oltre a granate di vario tipo che completano il vasto arsenale a nostra disposizione. Ogni oggetto possiede caratteristiche differenti e un grado di qualità e rarità che ne aumenta efficacia e valore.

seven: the days long gone

Le sessioni di combattimento contro singoli nemici non sono complesse ma, se attiriamo l’attenzione di più avversari, le cose si possono fare davvero difficili e spesso la migliore strategia di sopravvivenza è la fuga. Qui si apre uno degli aspetti più divertenti di Seven: The Days Long Gone perché muoversi in velocità significa saltare, schivare e scalare in perfetto stile Assasin’s Creed. Queste divertentissime sessioni di parkour in un mondo post apocalittico, lasciano spazio all’esplorazione di strane strutture con uso di cavi, condotte e scheletrici supporti di metallo o pietra che costituiscono le rovine di quegli edifici che erano un tempo l’orgoglio degli antichi.

Quando il gioco si fa duro, i duri si nascondono

Come anticipato, la lotta armata non è l’unica opzione. Cogliere alle spalle i nemici consente l’esecuzione di backstab o dropkill, ma dobbiamo avvicinarci muovendoci silenziosamente. I punti dove potersi nascondere sono numerosi e le guardie non sono l’unica preoccupazione. Droni e telecamere di sicurezza sono altrettanto temibili ma disattivabili una volta infiltrati nella rete di sicurezza. Teriel può entrare in una modalità percettiva che mostra sulla mappa oggetti di interesse, oltre alla destinazione dei cavi elettrici che ci conducono ai terminali da hackerare. Queste postazioni, così come casseforti o porte e finestre, sono protette da sistemi di sicurezza da superare con semplici mini giochi.

Seven: The Days Long Gone lascia molto spazio all’inventiva perché spesso è possibile completare un obiettivo in modo non lineare. Per oltrepassare un check point possiamo ad esempio travestirci oppure, invece di scassinare una porta, utilizzare finalmente la chiave rubata in precedenza dalle tasche di una guardia. Le strade a disposizione sono davvero tante se contiamo anche trappole, dardi e granate oltre ad abilità che possono conferire a Teriel particolari poteri, tra i quali anche una temporanea invisibilità.

Fantasma nel guscio

Il normale avanzamento a livelli al quale siamo abituati, lascia il posto ad un originale evoluzione del personaggio tramite l’impianto di chip. Questi circuiti, equipaggiati utilizzando una rara sostanza chiamata “nettare”, conferiscono diversi slot abilità e potenziamenti così da adattare il vostro stile di gioco a piacimento. La scoperta di nuove abilità non è automatica e richiede l’esplorazione dell’isola al fine di trovare schemi di potenziamento sparsi per tutta la mappa di gioco. Peh è un luogo affascinante da scoprire e questa ricerca ci ha incantato come è successo per importanti capolavori come The Witcher 3: Wild Hunt (oltre al fatto che alcuni degli sviluppatori del titolo CD Project Red sono gli ideatori e realizzatori di Seven: The Days Long Gone).

seven: the days long gone

In aggiunta alla barra della salute, Teriel può sfruttare dell’energia per eseguire speciali abilità, alcune delle quali sono veri e propri incantesimi. Un’esempio su tutti, una crono sfera che materializza una bolla capace di rallentare proiettili e nemici al suo interno. Non poteva mancare la possibilità di craftare praticamente ogni oggetto e la lista è davvero mastodontica. Una cianfrusaglia trovata per caso diventa l’importante componente di uno schema per costruire oggetti utili o addirittura modifiche per armi e armature, completando così un sistema di personalizzazione del personaggio molto vasto.

Una sguardo al futuro

La direzione artistica di Seven: The Days Long Gone merita un applauso. La grafica in stile cel-shading è molto dettagliata e benché semplice, lascia a bocca aperta. Gli amanti delle ambientazioni sci-fi troveranno di che rifarsi gli occhi e anche il sonoro è di tutto rispetto. Musiche “distorte” si sposano bene con il tema del gioco e il voice over di tutti i personaggi è realizzato con cura; sono d’effetto specialmente le voci dei protagonisti che riescono a caratterizzare fortemente i personaggi. Ci teniamo a precisare che il gioco è totalmente localizzato in Italiano mentre una nota negativa riguarda la mappa e i suoi indicatori, non sempre chiari.

Seven: The Days Long Gone mischia con maestria molti generi in un’unica grande avventura. La storia di Teriel è una sfida seducente che sa coinvolgere non appena mettiamo piede sulle sponde di Peh. Come in ogni open world che si rispetti, la scelta del nostro percorso è individuale e può seguire la trama principale o districarsi fra le molte quest secondarie. Completare l’impresa di Teriel può richiedere oltre 30 ore di gioco che a nostro avviso valgono la pena di essere assaporate, lasciandosi catturare dai piccoli particolari di una ambientazione che non fatichiamo a descrivere come una delle migliori in circolazione.

Seven: The Days Long Gone – Recensione ultima modifica: 2017-12-04T07:55:43+00:00 da Matteo Gallo

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