Salt and Santcuary – Recensione
Voto 85

Salt and Sanctuary è un Indie Soulslike con la struttura tipica dei Metroidvania prodotto e distribuito da Ska Studios uscito a maggio 2016 per Playstation 4, Playstation Vita, Steam e nel 2018 per Nintendo Switch

  Voto 85 great
Voto 0
Summary rating from user's marks. You can set own marks for this article - just click on stars above and press "Accept".
Accept
  Voto 0.0 bad

Salt and Santcuary – Recensione

Il sale della terra incontra il nero dello sconforto in Salt and Sanctuary, oggi anche su Nintendo Switch

Non è sempre facile descrivere a parole un’atmosfera che un videogame è in grado di trasmettere al giocatore ma questo problema in Salt and Sanctuary non si pone. Il piccolo studio indipendente Ska Studios (e piccolo in questo caso è un eufemismo poiché principalmente è composto da solo due persone), ha saputo trasmettere a pieno con il suo titolo il senso di smarrimento e angoscia voluti, grazie a una serie di escamotage perfettamente integrati tra di loro come le atmosfere dark e il genere metroidvania/soulslike.

Il viaggio appare cupo sin da subito e ogni singolo elemento presente a schermo, le musiche, le atmosfere, i disegni dei personaggi e la trama appena abbozzata non fanno altro che enfatizzare lì’angoscia e il suo manto nero d’inquietudine e paura che ci avvolge. Persino il sottofondo di gridolini e stridii in accordo con la risacca sorda del mare riempie il gamer di angoscia mentre esausto si rialza dalla sabbia dove è stato deposto dopo il naufragio del natante che lo trasportava.

L’unico obiettivo ora è ritrovare la principessa cui eravamo destinati a fare da scorta nel suo viaggio volto a incontrare il suo sposo, ma per rimanere fedeli alle atmosfere dark e al senso di malessere, non si trattava di un matrimonio d’amore, bensì di un accordo di non belligeranza suggellato da un legame eterno. Per colpa nostra però la futura sposa è dispersa e l’ombra della guerra si staglia sul futuro del nostro popolo.

Salt and Sanctuary

La struttura metroidvania e il suo connubio con il genere Soulslike

Forti dei favolosi anni ’80 e ’90 e grazie al furore riscosso dal genere metroidvania, oggi molti studi indipendenti si appoggiano a questo genere nella creazione di nuovi titoli. Gli elementi che rendono forte il genere sono lo scorrimento laterale che affascina da sempre, la struttura a sezioni nascoste e non accessibili da subito che cattura il giocatore dandogli motivo di tornare spesso a rivisitare sezioni già superate, e la scoperta di una mappa lineare sviluppata sia in longitudine che in latitudine ricca di segreti che dona spessore ai titoli.

Spesso per entrare a far parte di quello che viene comunemente definito con metroidvania, è necessaria una componente RPG nella crescita e personalizzazione del personaggio, altra componente che di suo accentua lo spessore del gioco.

Salt and Sanctuary

La tendenza degli ultimi anni però, vede il genere che abbiamo appena riassunto unirsi con la spietata crudeltà del Soulslike, componente in grado di far trascendere anche l’anima più candida e tranquilla. Infatti ciò che contraddistingue i souls è un grado di difficoltà elevato che conferisce ai combattimenti una calma forzata e più misurata, forte di una punizione inesorabile se si sottovaluta il nemico (anche i più semplici) e ci si getta a capofitto nella mischia. Con la morte si perde tutto e l’unico sistema per recuperare la perdita almeno parzialmente consiste nel ripercorrere l’intera avventura dall’ultimo salvataggio al luogo della morte prematura, riaffrontare il nemico e sconfiggerlo. Il connubio di questi due generi crea forte dipendenza, e costringe il giocatore ad affrontare Salt and Sanctuary con meticolosità e attenzione coinvolgendolo sempre di più grazie alle atmosfere e alla trama.

Salt and Sanctuary

Un pizzico di RPG non guasta mai

Per poter affrontare un genere cosi proibitivo e intransigente è necessaria una preparazione certosina frutto di esperienza e tentativi che il giocatore pagherà sulla propria pelle. Per ogni nemico ucciso verrà infatti recuperata una data quantità di sale (moneta di scambio sia terreno sia extra terreno), e per mezzo dei santuari ritrovati lungo il cammino – essenziali anche per il salvataggio dell’avventura – il nostro protagonista potrà sbloccare abilità, power-up, e armi.

Proprio l’aspetto armi non è una cosa che va presa alla leggera: Il protagonista, avendo logicamente due mani libere, potrà impugnare un’arma a due mani o un’arma e uno scudo. Poi potrà optare per armi da contatto fisico o da media e lunga distanza: a seconda della vostra scelta in fatto di armamento quindi varierà drasticamente anche il vostro approccio alla battaglia. Ricordate che in un Soulslike bilanciare l’agilità necessaria alla schivata e la parata con le armi da offesa si rivela essere essenziale per non incorrere in una serie infinita di morti premature. Per fortuna è possibile equipaggiare due set di armi da intercambiare nel corso dell’avventura e rendere così affrontabile qualsiasi imprevisto.

Completano la componente RPG accessori e vestiario, non solo permettono di personalizzare il personaggio esteticamente ma lo dotano anche di caratteristiche che lo miglioreranno nei valori tipici: stamina, forza agilità e così via.

Salt and Sanctuary

Un porting perfetto

Il titolo è da sempre stato già completo di suo e la neonata Nintendo Switch offre un terreno fertile per indie, quindi questo matrimonio non può che essere perfetto sotto tutti i punti di vista. Non esistono rallentamenti né nelle versioni originali né tanto meno in questa trasposizione e l’hardware non trova nessun tipo di fatica nel reggere senza incertezze tutte le caratteristiche di Salt and Sanctuary.

Interessante notare come il team Ska Studios, dopo le lamentele avute nel tempo a causa di una traduzione del titolo indegna persino di Google Translate, abbia prontamente ovviato al problema ritraducendo – questa volta in maniera decisamente più curata – l’intero titolo e soprattutto tutti i menù. Questo lavoro di traduzione unito al porting ben realizzato e alle caratteristiche intrinseche della Switch dona a Salt and Sanctuary quella marcia in più che lo fa apprezzare sotto tutti gli aspetti.

Salt and Sanctuary è un titolo metroidvania/soulslike davvero profondo, complesso e soprattutto ben realizzato. Le atmosfere cupe e angosciose unite a uno stile di combattimento e di crescita del personaggio curato, fanno di questo titolo un piccolo capolavoro che oggi dà il meglio di se su una console “portatile” che riesce a evidenziare ogni pregio del genere: Nintendo Switch. Un ottimo lavoro da parte dello Ska Studios che ci sentiamo di consigliare a tutti.

Salt and Santcuary – Recensione ultima modifica: 2018-09-27T07:00:46+00:00 da Matteo Cadeddu

Post Correlati

OkunoKA – Recensione

OkunoKA - Recensione

Okunoka è un platform 2D masocore prodotto e ideato dal team indipendente italiano Caracal Games per Nintendo Switch e in futuro per Playstation 4, Steam e Xbox One.

Desert Child – Recensione

Desert Child - Recensione

Desert Child è un life-sim racing shoot 'em up nel quale dobbiamo diventare il pilota numero uno del sistema solare. Disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

Reigns: Game of Thrones – Recensione

Reigns: Game of Thrones - Recensione

Reigns: Game of Thrones ci prende di peso e ci catapulta a Westeros, fra intrighi, tradimenti, Estranei e tanto, tanto freddo. Disponibile per PC, iOS e Android.

Lascia un commento