Rage in Peace – Recensione
Voto 76

Rage in Peace è un action adventure sviluppato da Rolling Glory Jam e pubblicato da Toge Productions e Another Indie. È disponibile per PC via Steam e Nintendo Switch

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Rage in Peace – Recensione

Un risveglio lievemente traumatico in Rage in Peace

È appena sorto il sole, la sveglia suona. Perdete i classici cinque minuti a letto per non alzarvi in modo troppo traumatico. Una volta su, si va a far colazione, ci si lava e ci si veste. Pronti per iniziare la giornata e andare a lavoro prendete l’ascensore quando… Compare la morte e vi confida che entro sera non farete più parte del mondo dei vivi. Benvenuti in Rage in Peace.

Buongiorno, Morte

La modalità di gioco potrà sembrare frustrante dopo le prime (facili) morti, ma lo è solo in apparenza: da ogni trappola che non siamo riusciti ad evitare impareremo come fronteggiarla, impegnandoci, ma divertendoci allo stesso tempo. La filosofia di Rage in Peace è proprio questa: un ciclo di try, die & learn che ci porterà sempre più vicini al nostro obiettivo finale. Seppur sia vero che si tratta di una tipologia di gioco interessante, può comunque non piacere, soprattutto se si dilunga troppo.

Muori, impara, riprova

Quello che colpisce (in tutti i sensi) è la fantasia che gli sviluppatori hanno profuso nella creazione delle trappole: predatori affatati nelle piccole pozze, mattoni che ostacoleranno il nostro cammino, lame rotanti su ogni tipo di superficie, statue Moai che non vedranno l’ora di farci fuori e chi più ne ha più ne metta. Per sfuggire a tutto ciò potremo soltanto affidarci ai salti, alla corsa e alla nostra prontezza di riflessi. Dovremo far leva soprattutto su quest’ultimi visto che buona parte della difficoltà del titolo risiede proprio nel fatto che i pericoli si nascondono dietro ogni singolo passo, pronti a prenderci alla sprovvista per mandarci all’altro mondo. Insomma in Rage in Peace la nostra migliore maestra sarà la morte. Niente e nessuno ci avvertirà dell’arrivo di una trappola: dovremo per forza sorbircela per poi capire come provare a schivarla al tentativo successivo. Ovviamente il nostro percorso in Rage in Peace non sarà tutto trappole e morte: vi saranno dei checkpoint saggiamente posizionati fra i vari stage in modo da farci riprendere in zone non proibitive, senza costringerci a dover rifare tutto da capo.

Rage in Peace

Rage in Oddworld

In Rage in Peace, a seconda del nostro livello di abilità iniziale, cadere nella frustrazione è possibile. Dipende molto da come ci si approccia a questo tipo di titolo e soprattutto al genere. Ovviamente basare tutto sul morire e ripartire senza riflettere e lanciandosi nuovamente all’assalto tentando il colpo di fortuna è decisamente il modo peggiore con cui affrontare Rage in Peace. Tutto va approcciato in modo riflessivo, svariati esempi si hanno dando uno sguardo in più ai titoli del passato. Another World e Abe’s Exoddus esempi validissimi: titoli passati alla storia come perle. Proprio Oddworld è un esempio che molto si avvicina a Rage in Peace: un ibrido fra platform 2D e puzzle game. L’esperienza di gioco si basa sulla risoluzione di puzzle per salvare i Mudokon: proprio in essi si nascondono trappole o nemici mortali che saranno pronti a farci fuori al nostro minimo errore. Sono rarissimi i puzzle che si risolvono in più modi, anzi probabilmente non esistono neanche. Molto spesso la strada è solo una e un minimo errore ci riporterà all’inizio del rompicapo, dovendo ri-escogitare un’altra strategia. Tale paradigma si adatta molto bene alla filosofia di Rage in Peace.

Rage in Peace

Colorful Death

Lo stile di Rage in Peace è molto particolare ma allo stesso tempo molto attraente. Sarà facile farci catturare dalle varie di ambientazioni che percorreremo, fra le miriadi di pericoli mortali in cui incorreremo. Lo stile di Rage in Peace e i suoi vivaci colori stemperano molto la grande quantità di scene splatter, illuminando lo schermo con decine e decine di colori, riuscendo a tenere “vivo” lo schermo, cosa non da poco visto il genere del titolo. Da apprezzare anche la colonna sonora: riesce ben presto a catturare il giocatore, facendolo immedesimare subito nella frenetica e pazzoide corsa verso la morte, rendendo il tutto ancora più divertente.

Rage in Peace

Nel complesso Rage in Peace è una piccola perla del suo genere. I suoi ritmi frenetici, le tematiche proposte e il modo in cui esse vengono trattate, dialoghi divertenti e i celebri mille modi per morire lo rendono tutto sommato un titolo che va almeno provato. A far storcere il naso è la ripetitività in cui si va a cadere con le meccaniche di Try/Retry in cui si va a cadere a causa delle trappole ma… chi non vorrebbe provare e riprovare a vivere dopo la propria dipartita?

Rage in Peace – Recensione ultima modifica: 2018-11-29T07:00:34+00:00 da Salvatore Cifalinò

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