Pathfinder: Kingmaker – Recensione
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Pathfinder: Kingmaker è un gioco di ruolo che ci mette alla guida di un gruppo di avventurieri, alla conquista delle selvagge Stolen Lands. Disponibile per PC

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Pathfinder: Kingmaker – Recensione

Da carta, penna e dadi al PC: l’avventura di Pathfinder: Kingmaker

Negli ultimi anni, Kickstarter sembra essere diventato il faro guida nella rinascita di un genere amatissimo, che non troppo tempo fa sembrava destinato a rimanere relegato alla memoria degli appassionati: stiamo parlando degli RPG con visuale isometrica, iniziatori e capisaldi degli RPG per computer. Il genere conta una quantità di vecchi titoli che vengono giustamente considerati veri e propri capolavori. Giochi come Baldur’s Gate e il monumentale Planescape: Torment hanno aperto nuove vie per giocare di ruolo dal proprio PC, senza carta, penna e dadi. Oggi questi mostri sacri godono di nuova vita e versioni rinnovate, e il genere è tornato di prepotenza nei PC di tutto il mondo. Questa rinnovata ondata di giochi Old School (almeno in superficie), partita da Kickstarter, annovera titoli del calibro di  Pillars of Eternity, Divinity Original Sin e Torment: Tides of Numenera. E in questa nuova era di Giochi di Ruolo per PC troviamo anche Pathfinder: Kingmaker, prima trasposizione digitale del popolarissimo gioco da tavolo Pathfinder. Una responsabilità non da poco, per il team di Owlcat Games.

Andiamo ad analizzare insieme il risultato dei loro sforzi.

L’eredità di Pathfinder

Che Pathfinder: Kingmaker sia stato pensato in primo luogo per gli appassionati del gioco di ruolo da tavolo è visibile già dalla schermata di creazione del personaggio. Chi conosce il gioco cartaceo si troverà subito a casa: le classi disponibili comprendono alcune di D&Desca memoria, come Mago, Ranger e Paladino, insieme ad alcune specifiche di Pathfinder, come Magus e Inquisitore. Lo stesso discorso vale per le otto razze disponibili, che vanno da Elfi e Nani agli angelici Aasimar.

Il sistema delle caratteristiche, dei talenti e delle abilità risulterà familiare a tutti gli appassionati di Dungeons and Dragons e di giochi come Neverwinter Nights, con tutta la varietà e i tecnicismi che comporta. L’aderenza alle regole del gioco cartaceo è quasi totale, e questo potrebbe rendere la vita difficile ai neofiti del genere.

A proposito di difficoltà, anche questa rispecchia la fedeltà al cartaceo e la natura profondamente hardcore del gioco: ci sono molti livelli tra cui scegliere, e molte opzioni che è possibile attivare o disattivare. Sarà possibile, ad esempio, eliminare alcune meccaniche casuali come i Colpi Critici. Alla massima difficoltà l’aderenza alle regole sarà ferrea: questo include il fuoco amico per gli incantesimi ad area, il game over alla morte del personaggio principale e tutta una serie di altri elementi di cui tenere conto. Il poter scegliere a che livello giocare può facilitare in parte l’inserimento dei novizi nelle meccaniche di gioco e dare pan per focaccia ai veterani. Creato il nostro eroe, ci ritroviamo nel mondo di Golarion, l’ambientazione fantasy ufficiale del gioco della Paizo.

pathfinder: kingmaker

Avventura, dolce avventura

Un gruppo di avventurieri, una missione: reclamare le selvagge Stolen Lands dalle grinfie del bandito chiamato Stag Lord. La ricompensa vale tutti i pericoli: il titolo di Barone, e il governo delle stesse terre riconquistate. Queste  sono le premesse da cui prende il largo la storia di Pathfinder: Kingmaker. Senza entrare troppo nel dettaglio, possiamo dire che il nostro personaggio si troverà catapultato sin da subito nell’azione. La prima fase fungerà da tutorial per le meccaniche del gioco. Queste ricalcano fedelmente quelle del gioco da tavolo, e l’interfaccia risulterà molto intuitiva per chi conosce i classici del genere. Tutto si decide a fil di spada, e a tiro di dado – l’iconico dado a venti facce.

Spada, magia e fortuna

Il giocatore si troverà quindi alla guida di un gruppo di eroi, ognuno con capacità e poteri diversi, che dovrà saper miscelare al meglio per uscire vincitore dagli scontri. I combattimenti con i nemici non sono mai banali: la tattica è fondamentale, soprattutto alle difficoltà più alte. Il bilanciamento degli scontri è uno dei punti deboli di Pathfinder: Kingmaker. A volte sembrano semplicemente sbilanciati, e spesso vengono risolti da un mix di fortuna con i dadi e di preparazione. Se questo può essere divertente per le battaglie casuali, diventa invece frustrante in alcuni scontri chiave del gioco, che spesso necessitano di un livello adeguato per essere affrontati.

Data la struttura libera del gioco, di cui parleremo successivamente, ci si ritrova spesso ad arrivare impreparati ad alcuni incontri centrali della trama. Allora l’unica soluzione diventa esplorare il mondo, crescere in esperienza e tornare in un secondo momento. Alcuni di questi problemi sono affrontati dal team di sviluppo con un flusso costante di patch e fix; la speranza è che questo sbilanciamento scomparirà gradualmente.

Fuori dal combattimento, molte situazioni possono essere risolte con tiri di abilità: queste comprendono la Diplomazia per convincere un NPC o una prova atletica per scalare una collina. La gestione di queste prove, e di alcune situazioni più prettamente narrative, si svolge tramite delle pagine illustrate, dove dovremo scegliere tra diverse opzioni e progredire nel racconto. Queste fasi spezzano in modo piacevole il ritmo del gioco, e ci fanno prendere un respiro dai combattimenti.

Passiamo ora ad un altro aspetto fondamentale del gioco: l’esplorazione.

pathfinder: kingmaker

Sì, viaggiare

Presto il nostro gruppo di eroi avrà accesso al vasto mondo di gioco, esplorabile liberamente. A parte alcuni punti chiave segnati sulla mappa, i nostri dovranno scoprire sentieri sconosciuti avventurandosi nell’ignoto, dei veri Pathfinder. Il viaggio, fuori dalle locations, avviene spostando una pedina attraverso la mappa della regione. Delle frecce ci permetteranno di muoverci in diverse direzioni: via via che ci si sposta si scoprono dei sentieri prefissati, e la fog of war si dissipa. Dopo i primi viaggi, ci si potrà spostare tra le location visitate semplicemente cliccando su di esse.

Oltre all’aspetto grafico molto piacevole, che ricalca volutamente un BoardGame, le meccaniche di viaggio contengono una componente strategica impossibile da ignorare. I viaggi, infatti, durano ore o giorni, in un gioco in cui il tempo è sorprendentemente prezioso. In Pathfinder: Kingmaker, infatti, alcune missioni hanno un tempo di completamento massimo, e falliscono automaticamente dopo una certa data. Questo fallimento può portare addirittura al Game Over, nel caso delle missioni di trama.

Non è finita qua: dopo alcune ore di viaggio i personaggi saranno affaticati, condizione che causa diversi malus alle caratteristiche. Dato che la mappa è costellata di incontri casuali, è consigliabile riposarsi al più presto in queste condizioni.

pathfinder: kingmaker

Il fuoco arde, e la notte è lunga

La gestione del campo è importantissima: si potranno assegnare ruoli diversi ai pg, a seconda delle loro abilità. Avremo il cacciatore, che si procura il cibo per il gruppo (operazione che costa di solito diverse ore); il cuoco, che può dare bonus significativi per alcune ore dopo il riposo; le guardie, per evitare attacchi a sorpresa; e altro ancora. Il riposo è anche fondamentale per curarsi e recuperare gli incantesimi, nonché il momento in cui si svolgono divertenti siparietti tra i membri del gruppo.

Insomma, gestire bene tempo, spazio e riposo è essenziale per il successo e la sopravvivenza, e aggiunge una profondità non banale al Gameplay. Gli incontri casuali avvengono in delle location generate casualmente, da cui si esce immediatamente dopo la risoluzione dello scontro.

My kingdom, my rules

Uno degli elementi più interessanti del gioco, però, è la gestione del proprio feudo personale. Senza scendere troppo nei dettagli della trama, ci ritroveremo a un certo momento del gioco ad avere in mano le redini delle Stolen Lands. Questo comporta tutta una serie di responsabilità: potremo assegnare a vari personaggi il ruolo di consiglieri, e mandarli a risolvere missioni che danno bonus o malus in caso di successo o fallimento. Potremo gestire trattati commerciali, reclamare terre vicine e conquistarle, fondare nuove colonie e città, e anche gestire la costruzione degli edifici nelle città stesse.

Molti di questi compiti possono essere automatizzati, mentre il nostro eroe va all’avventura, ma alcuni compiti necessitano la presenza del personaggio nella sala del Trono della capitale. Queste meccaniche gestionali sono divertenti e ben implementate, e restituiscono bene il feeling di essere alla guida di una comunità appena nata. In generale, sembrano meno accessorie di alcune meccaniche simili, già viste in giochi come Pillars of Eternity (dove si poteva gestire la fortezza di Caed Nua).

Sceneggiatura

L’aspetto forse meno riuscito dell’intera produzione sono storia e personaggi. nonostante sia stato ripreso dal modulo di avventura omonimo della Paizo, infatti, Pathfinder: Kingmaker soffre di una trama interessante, ma non incredibilmente originale, e di una serie di personaggi ben caratterizzati, ma stereotipati. La barbara Amiri è una Conan al femminile, la barda Linzi è una cantastorie chiacchierona e ottimista, il sacerdote Tristian è un sacerdote guaritore altruista e benevolo. Insomma, i personaggi hanno storie interessanti e ben calate nel lore del mondo di gioco, ma spesso risultano troppo bidimensionali per essere davvero d’impatto.

Aspetti tecnici

La grafica stile “Cartoon” non è eccezionale, ma è piacevole, e richiama quella di giochi come Divinity: Original Sin. Le locations non sono mai troppo grandi, e la presenza di eventi atmosferici casuali, come vento e pioggia, dà un tocco di casualità e realismo in più. 

Il gioco può girare bene anche su configurazioni più vecchie. Unici nei: un peso mostruoso che si aggira intorno ai 40 GB, e caricamenti lunghi e frequenti. Questi ultimi diventano particolarmente fastidiosi quando si naviga tra le schermate di gestione del Regno, per cui il passaggio ad ogni pagina genera un nuovo caricamento.

Pathfinder: Kingmaker è un ottimo gioco, divertente e impegnativo. La sua difficoltà hardcore, la fedeltà alle regole del cartaceo e la componente strategica e gestionale rappresentano un’ottima sfida per i veterani, ma forse un ostacolo per i neofiti. Trama e personaggi buoni ma non eccellenti e alcuni problemi di bilanciamento non danno al gioco quel tocco in più che potrebbe averlo distinto nel panorama dei giochi di ruolo per PC. Nonostante i suoi difetti, resta un’avventura imprescindibile per gli appassionati di gioco di ruolo, e specialmente di Pathfinder. Siete pronti a reclamare le Stolen Lands?

Pathfinder: Kingmaker – Recensione ultima modifica: 2018-11-12T07:00:26+00:00 da Manolo Fioravanti

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