Overwhelm – Recensione
Voto 57

Overwhelm è un gioco che mischia vari generi e che mette alla prova i vostri riflessi, capace subito di attrarre per il suo particolare stile grafico. Disponibile per PC

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Overwhelm – Recensione

Frenetico quanto ingenuo, Overwhelm ha un ottima base con una gestione incerta.

Overwhelm, titolo sviluppato da Ruari O’Sullivan, è un gioco veloce e frenetico, in cui l’esitazione di un secondo può sancire un game over. Il gioco parte da un idea interessante, unire l’esplorazione tipica dei titoli metroidvania a un gameplay simile ai run’n’gun. In un genere con una concorrenza spietata l’originalità è d’obbligo e Overwhelm sembra avere tutto in regola per potersi ritagliare un suo spazio. In un bilancio conclusivo però, le buone idee di Overwhelm non riescono a riempire le lacune che il titolo presenta. Anzi, alcuni dei principali difetti del gioco derivano proprio da un voler avere troppe meccaniche, ma senza contenuti che ne giustifichino la presenza.

Overwhelm

Entriamo nel Nido

L’inizio di Overwhelm è molto semplice, ma efficace. Un breve tutorial, due righe di dialogo e il gioco comincia, si è subito nel gameplay. Le prime cose che saltano all’occhio sono lo stile grafico e il moveset del protagonista. Esteticamente l’impatto con il gioco è gradevole, ma non sorprendente. Lo stile pixel art è usato e abusato nel settore di videogiochi indipendenti e non solo, ma alcuni titoli han dimostrato come, se fatta bene, quest’ultima riesca ad essere non solo gradevole ma anche eterna, invecchiando pochissimo. Overwhelm non fa parte di queste eccellenze, anzi, l’estetica del gioco risulta quasi banale.

Non c’è cura né per gli ambienti, né per i modelli dei nemici, che sono tutti troppo semplici e a volte persino mal realizzati. La palette cromatica utilizzata aiuta molto a non far stancare l’occhio, ma crea dei problemi nel game design. Un lato, e forse l’unico lato, molto positivo riguarda invece il gameplay. Il moveset del nostro cavaliere armato di pistola laser è semplice, ma ottimo. Si tratta di due salti, un pugno e il tasto per sparare, tutto qua. La velocità e fluidità con cui Overwhelm permette di esplorare e combattere è sicuramente degna di nota. Questo potrebbe portare quindi a un gioco di qualità, con una base semplice ma divertente, come in tanti altri titoli. Purtroppo non è così e ad affossare Overwhelm non sono i limiti di programmazione, ma delle scelte prese per mascherarli.

Una buona base non comporta un buon gioco

Per poter evidenziare al meglio dove Overwhelm pecca, bisogna iniziare guardando la durata complessiva del titolo. Difatti, in una run con poche morti, il gioco dura meno di due ore. Un gioco di due o tre ore, ma divertente e con qualità di gioco alta, non è un cattivo gioco. Ma probabilmente non la pensava così lo sviluppatore, che ha deciso di rendere il titolo, inutilmente, un roguelike. Morendo tre volte la partita ricomincia e si potrà scegliere da dove respawnare in base a quanti boss sono stati sconfitti. Questa meccanica però, è totalmente inutile, messa unicamente per allungare il brodo. In Overwhelm non morire non porta alcun vantaggio, le mappe non sono generate proceduralmente, non c’è alcun motivo per implementare la meccanica roguelike se non il puro voler allungare il brodo. Anzi, nel game design del gioco ci sono diversi motivi che appesantiscono ulteriormente questa infelice scelta dello sviluppatore

Overwhelm

Nella sua breve durata, Overwhelm offre cinque zone, ognuna con una particolarità come ad esempio il livello subacqueo o la foresta e così via. Di queste cinque zone, almeno tre si basano fortemente sul trial and error, avendo nemici praticamente invisibili o percorsi che intrapresi segnano il game over. In un titolo in cui la morte porta a un respawn rapido e un nuovo tentativo, tutto questo non si pone come un problema, ma in Overwhelm (dove 3 morti portano al game over) possono urtare perché allungano ulteriormente e inutilmente il gioco. A tutto questo si aggiunge anche un’eccessiva dipendenza dall’rng in alcuni boss. Senza far spoiler, vi sono due bossfight che, in base a dove i nemici decideranno di andare, possono risultare impossibili. Non perché siano insuperabili, ma perché essendo ogni danno letale, nel momento in cui alcuni movimenti chiudono il giocatore in un angolo si avrà il game over. E questo venir chiusi in un angolo non è sempre evitabile.

Overwhelm è un gioco che sicuramente può divertire. Parte da un interessante idea di unione dei generi metroidvania e run n’ gun con un intrigante meccanica di progresso, ma viene tradito da altrettante ingenuità nel game design. Alcune scelte sono al limite dell’insensato e nella sua breve durata il titolo presenta anche sezioni pensate molto male o eccessivamente dipendenti dall’rng. Una buona base tradita da una gestione infelice del suo sviluppo.

Overwhelm – Recensione ultima modifica: 2018-06-27T08:00:39+00:00 da Alessandro Tosoni

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