Orwell: Ignorance is Strength – recensione
Voto 87

Il talentuoso team tedesco di Osmotic Studios ha pubblicato la seconda stagione di Orwell, riprendiamo i comandi dell’invasivo sistema di controllo in questa nuova opera intitolata Orwell:Ignorance is Strength. Disponibile per PC

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Orwell: Ignorance is Strength – recensione

In Orwell: Ignorance is Strength il mondo creato da noi uomini è la realtà più volubile e manipolabile in assoluto

Le informazioni ci comandano, ci instaurano delle idee, una morale e pilotano il nostro destino. Questo è il messaggio che lo studio Osmotic vuole lasciare con Orwell: Ignorance is Strength, sequel che da il via a una vera e propria serie dopo il primo Orwell. La prima stagione fu un ottimo gioco narrativo, incentrata sullo scoprire la verità dietro ad un attacco terroristico tramite l’utilizzo di Orwell: un sofisticato sistema di controllo che sfrutta i dati raccolti da numerose fonti, come ad esempio le telecamere di sorveglianza. Ignorance is Strength però, propone un approccio totalmente diverso all’utilizzo dell’Orwell e allo sviluppo della storia.

Orwell: Ignorance is Strengh

Il moderno Grande Fratello

Il giocatore impersona un agente novizio di Orwell, il quale viene introdotto al sistema da un agente delle forze speciali che funge da superiore, dando gli ordini da eseguire. Il compito è simile a quello della prima stagione: risolvere un mistero. Un soldato dell’esercito di Parges è scomparso, l’ultima notizia riguardo la sua posizione è una telefonata con un certo Raban Vhart. Da qua inizia il compito dell’agente, indagando il passato dei due individui in questione bisogna scoprire più informazioni possibili per trovare la posizione del soldato scomparso. Il primo episodio su tre risulta molto simile alla prima stagione e altrettanto entusiasmante. Il gioco vanta una scrittura estremamente valida e un’immedesimazione totale nel proprio ruolo di agente Orwell. Il secondo episodio però cambia le carte in tavola, difatti non dobbiamo risolvere alcun mistero, bensì cercare delle informazioni per screditare Raban Vhart, in modo che perda seguito. Il bersaglio è infatti un blogger molto influente che vuole incitare pericolose rivolte. Il terzo episodio cambia a sua volta il gioco, difatti viene reso disponibile l’influencer, utile strumento di Orwell con cui, senza mezzi termini, possiamo diffondere informazioni vere o false per perorare la nostra causa.

Orwell: Ignorance is Strengh

Le basi su cui Orwell basa ognuno dei suoi tre capitoli sono molto interessanti, ma necessitano di un paio di elementi per risultare solide: il primo è una buona libertà che deve essere concessa al giocatore, il secondo un’ampio contenuto di informazioni da poter utilizzare. Questi due requisiti sono quasi entrambi raggiunti, solo quasi perché la libertà è sì presente ma in alcuni punti richiede di far azioni che non si vorrebbero eseguire. Questo succede a causa del sistema di tempo, infatti ogni volta che si trova e si comunica un’informazione passano 10 minuti e a certi orari si sbloccano nuove piste. Non tutti gli indizi risultano utili alla causa, ma spesso ci si vede costretti ad utilizzarli semplicemente per far proseguire il tempo. Per quanto riguarda il resto del titolo c’è veramente poco di cui lamentarsi. La quantità di informazioni, anche estremamente secondarie, è impressionante. Navigare nel sistema Orwell è divertente, interessante e appagante per quanto ci si sente parte della fittizia agenzia di controllo.

Il diavolo è nei dettagli

Ovviamente, essendo Orwell: Ignorance is Strength un gioco fortemente narrativo, la storia ha un peso enorme sulla qualità del titolo e non siamo rimasti delusi. I personaggi da stalkerare sembrano più veri che mai grazie alla quantità di nozioni estrapolabili su ognuno di loro. Sembra inutile, ma sapere che il fratello di Raban sia un campione del gioco di carte Hand of Fate, o poter sbirciare nei suoi interessi quali il gaming o i dinosauri robot, aiuta a far sembrare il personaggio vivo. Questo è vero per tutti gli attori principali della campagna, un po’ meno per i secondari, ma il fatto che nel gioco l’agente sta lavorando aiuta a mascherare gli ovvi limiti che Orwell deve imporre al giocatore. Anche la scrittura dei dialoghi intercettati è eccelsa, i personaggi rendono bene il loro carattere senza nasconderne i difetti. Non si parla di persone idealizzate in uno stereotipo, ma di individui coi propri interessi e che commettono errori che, da una visuale esterna, possono essere considerati stupidi. Ma nessun’azione pare forzata, unendo le informazioni rubate e i loro dialoghi, si può capire esattamente il motivo di ogni azione compiuta da ogni singolo personaggio coinvolto.

Orwell: Ignorance is Strengh

La storia si sviluppa in base a ciò che il giocatore trova indagando sui personaggi, ma risulta ottima in ogni sua sfaccettatura. Peccato per qualche piccola ingenuità che emerge dalle azioni del nostro superiore che a volte risultano forzate e sciocche. Questo rompe un pochino la magia in un paio di passaggi, ma parliamo comunque di qualche neo in un lavoro di ottima fattura.

Orwell: Ignorance is Strength è un titolo dalla scrittura eccelsa. Un esempio di storytelling non convenzionale ottenibile solo tramite il medium videoludico. Alcuni potrebbero non apprezzare il fatto che il gioco è stato rilasciato per la prima volta a Febbraio secondo una politica “ad episodi” che si è conclusa appunto qualche giorno fa. Ciononostante la sua credibilità e il divertimento che si ottiene dall’utilizzo del sistema Orwell gli permettono di riuscire a obliterare i propri, piccoli problemi.

Orwell: Ignorance is Strength – recensione ultima modifica: 2018-03-27T07:00:09+00:00 da Alessandro Tosoni

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