One Hour One Life – Recensione
Voto 75

One Hour One Life è un survival che rivoluziona il gioco cooperativo online. Ogni vita dura al massimo sessanta minuti e il nostro lavoro influenzerà le future generazioni in gioco. Disponibile per PC

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One Hour One Life – Recensione

One Hour One Life ha rivoluzionato il gameplay cooperativo in meglio?

Lo sviluppatore Jason Rohrer, già creatore di una decina di giochi indie e considerato eccentrico nel suo stesso settore che spesso punta all’originalità, ha realizzato One Hour One Life. Lo ha fatto pensando che il mondo fosse pronto a questa novità, un modo completamente nuovo di intendere il coop in multi player, ma almeno in parte l’appuntamento col mondo deve essere rimandato. Attraverso le generazioni, la comunità di cui fate parte può progredire a piccoli passi, proprio come per la vera storia dell’uomo, e ogni individuo ha davanti a sé al massimo un ora di vita per contribuire al bene del gruppo.

one hour one life

Sono nelle tue mani

Una nuova nascita in One Hour One Life è un vero colpo di genio. Ogni giocatore prende vita come bebè nelle mani di una madre che è anch’ella controllata da un altra persona connessa al mondo di gioco. Ci si trova completamente vulnerabili e senza l’aiuto dell’altro giocatore la nostra fine è segnata. La neo madre deve trasportarci in giro, cibarci e almeno per i primi minuti di gioco non possiamo far altro che sperare nel supporto di questo sconosciuto/a. Esiste una chat per comunicare ma, in quanto neonati, possiamo esprimerci solo con poche lettere alla volta che si rivela essere un metodo davvero efficace per ambientare l’essere neonati. Terminato questo periodo iniziale possiamo iniziare a muoverci con le nostre gambe e presto ci accorgiamo che siamo comunque ancora dipendenti dal lavoro delle precedenti generazioni. Nella nostra esperienza abbiamo incontrato piccole capanne, fuochi per scaldarsi, campi coltivati a carote e pozzi d’acqua: tutte queste strutture e sostentamenti non sono apparse lì per caso ma sono state realizzate attraverso il lavoro di generazioni di giocatori che ci hanno preceduto, rivelando l’essenza di One Hour One Life ovvero un gioco cooperativo con la “C” maiuscola. In questo titolo nessuno può realizzare niente da solo e anche un solo piccolo contributo influenza enormemente il futuro di un mondo virtuale ma vivo.

Per il bene di tutti

Il gameplay è semplice, ci muoviamo in giro liberamente raccogliendo materiali per iniziare processi di crafting che comprendono migliaia di possibilità. Largo alla fantasia perché la quantità di oggetti craftabili supera ogni immaginazione e sicuramente è bene iniziare con vestiti per proteggersi dal freddo e sistemi per ottenere profitto dall’agricoltura e placare la fame. Il primo impatto con One Hour One Life non è dei più morbidi, le cose da imparare sono molte e diventa fondamentale osservare i giocatori già esperti o comunicare con loro per apprendere le basi. Abbiamo trovato affascinante questa ricerca e ancora una volta l’ambientazione di gioco è perfettamente riuscita.

Dobbiamo tuttavia evidenziare un problema che è intrinseco a questo tipo di concept. In One Hour One Life dipendiamo quasi totalmente dal lavoro collettivo, e per questo se la collettività non è buona, anche l’esperienza di gioco risulta rovinata. Senza considerare l’immancabile presenza di griefers, ci si sente preda di una strana sensazione: non siamo noi al timone della nave a di fatto dipendiamo da scelte già prese in precedenza. Il sistema di vita e rinascita ogni sessanta minuti è davvero originale, ma elimina totalmente il senso di progressione di un personaggio a favore di una crescita comunitaria che in qualche modo abbiamo “sentito di meno”. Il comparto tecnico è ben realizzato tramite disegni che ricordano le opere di bambini colorati grossolanamente a pastelli che ricreano un effetto unico e sicuramente piacevole.

one hour one life

Costruire il proprio futuro

Il gioco propone una progressione dall’era antica fino a moderne costruzioni che necessitano di alimentazione elettrica. Arrivare a questo punto dell’evoluzione richiede molto tempo e un grande spirito di cooperazione e coordinazione. Ogni vita deve fare la sua parte senza spreco di tempo e di risorse, aspetto per cui vediamo importante la comunicazione esterna su canali di chat vocale utili allo scopo. I progressi tuttavia faticano ad ingranare perché la costante necessità di cibo, davvero frequente, vi costringe a non allontanarvi troppo dalla sicurezza di casa a meno che ben equipaggiati con zaini colmi di risorse. Questo senso di ansia continua limita molto l’esplorazione della zona circostante e spesso un piccolo viaggio fuori le mura si trasforma in una morte violenta causata dall’attacco di feroci animali. Addirittura sono nati server personalizzati che limitano la richiesta di cibo per concedere più tempo ai giocatori che vogliono imparare le basi del gioco.

one hour one life

One Hour One Life è qualcosa di nuovo ed ambizioso. Questo titolo si affida totalmente alla community ed è proprio questo il rischio su cui scommette il proprio successo o fallimento. La nostra esperienza di gioco non è stata delle migliori proprio per le sensazioni descritte in questo articolo ma riconosciamo un grande pregio a quest’opera che, in un epoca in cui il multiplayer punta comunque all’esaltazione dell’individualismo di ogni giocatore, cerca invece di unire le persone forzando il gioco di squadra. Un titolo quindi strano e atipico, consigliato agli amanti del crafting dotati di buona pazienza.

One Hour One Life – Recensione ultima modifica: 2018-04-03T08:00:07+00:00 da Matteo Gallo

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