Not Tonight – Recensione
Voto 90

Not Tonight è un simulatore di buttafuori in un’Inghilterra distopica post-Brexit. Sviluppato da PanicBarn e pubblicato da No More Robots è disponibile su PC

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Not Tonight – Recensione

Not Tonight: Paper, ple…. Ehm, ID, please!

L’arte (e per partecipazione i videogame) ha come vero compito quello di proporre un’interpretazione del reale. A partire da concetti o eventi che esperienziamo nella nostra quotidianità, come singoli o come gruppo, l’arte crea, modella e ripropone una versione alternativa, da leggere in chiave alle volte drammatica e alle volte ironica.

Not Tonight fa proprio questo. E lo fa bene.

Not Tonight

La Brexit come non l’avete mai vista (speriamo)

2018. Inghilterra. Un partito estremista pro-Brexit sta raccogliendo sempre più seguaci e mette in atto il proprio piano. Chiunque non sia un vero Inglese non può più soggiornare nella Grande Bretagna. Gli europei non sono accetti e lo stesso è per coloro i quali non hanno origini inglesi risalenti ad almeno due generazioni prima, o chi semplicemente non guadagna abbastanza. Guarda caso, noi rientriamo in queste ultime caratteristiche: nati e cresciuti in Inghilterra, veniamo ora additati come stranieri. In una distopia che sembra risalire fino al 1984, ci troviamo catapultati in un appartamento fatiscente, nel South-West England, una regione-getto dove gli “Euros” possono tentare di non essere cacciati. Come? Pagando, ovviamente.

Ci viene assegnato il lavoro di buttafuori e subito cominciamo a notare una certa ironia di fondo. Per non essere cacciati dalla nostra casa, dobbiamo “tenere fuori” altre persone. Not Tonight si muove costantemente tra questi due perni: il dramma distopico e una comica ironia. Le news quotidiane parlano di attentati, morti sospette e di un partito che se ne fa beffe della Convenzione di Ginevra, ma al tempo stesso abbiamo a che fare con proprietari di club ignoranti fino all’inverosimile, una Resistenza che ci fa visita entrando dal nostro bagno e richieste lavorative non-sense come “Non fare entrare i mimi”. Dopotutto, quando la popolazione è sul punto di essere schiavizzata, ciò che conta è che i mimi non entrino a Londra, no?

Not Tonight

Paper, Please versione 2

È proprio il tono mai esageratamente drammatico ciò che aiuta maggiormente il giocatore a “resistere” alla pressione di Not Tonight: non solo a livello narrativo, ma anche a livello ludico. Il gioco del team londinese è il successore spirituale di Paper, Please: un’opera diventata rapidamente un piccolo classico, ma che certamente non può essere considerata “leggera”. Se non sapete di cosa stiamo parlando, è presto detto.

Il nostro compito è quello di controllare il documento della persona che desidera entrare nel locale e assicurarci che tutte le informazioni riportate siano in regola. Inizialmente basta appurare che la foto combaci con chi abbiamo di fronte, che sia maggiorenne e che l’ID non sia scaduto. Poi dobbiamo fare attenzione a notare segni di contraffazione. Avanzando, entrano in gioco altri elementi, come biglietti con timbri stampati e date da controllare, oggetti di contrabbando, liste di invitati, VIP che devono conoscere la password, lavoratori con certificati, occupazioni bandite, nazionalità non accette…

Not Tonight

Tutto deve essere controllato rapidamente, con precisione e con meno errori possibili, pena il fallimento. Ogni missione è a tempo e guadagneremo più soldi maggiore sarà il numero di persone che avremo fatto entrare. Ciò che ci interessa, dopotutto, è il vil denaro. Ecco allora che, forse, possiamo concederci una piccola svista sopratutto se la persona di fronte a noi ha appena allungato un centinaio di sterline. Oppure, visto che la paga non è mai abbastanza, possiamo vendere droghe a chi sta per entrare, facendo attenzione che non sia un poliziotto sotto copertura.

Otteniamo inoltre punti esperienza, in caso di successo, che sbloccano potenziamenti al nostro armamentario da buttafuori: uno scanner più veloce, un portadocumenti più comodo e via dicendo. Il bello di queste aggiunte è che influenzano anche il sistema di controllo. Inizialmente, infatti, dobbiamo fare tutto con il mouse: prendere i documenti, girare le pagine della guest-list, rifiutare l’ingresso o attivare la leva che apre le porte del locale. In seguito potremo eseguire buona parte della azioni con i tasti della keyboard, così da rendere più snella la procedura.

Not Tonight

Casa, lavoro, rivoluzione… era così?

La fase “lavorativa”, però, è solamente una delle componenti di gioco. Not Tonight introduce, in ognuno dei tre capitoli, degli elementi simil-gestionali. I nostri soldi servono principalmente per pagare lo stato e non farci cacciare, ma devono anche essere investiti per migliorare il nostro appartamento: ad esempio, un letto comodo e un sistema di riscaldamento di qualità ci permetteranno di mantenere buone le nostre condizioni di salute. Questa componente di gioco risulta secondaria e di facile gestione, ma aiuta a dare un altro po’ di varietà all’opera.

Il nostro appartamento, inoltre, diventa ben presto luogo di incontri: in primis, l’ufficiale per il quale dobbiamo compiere lavoretti vari (sempre legati al ruolo di buttafuori), ma anche membri della resistenza e una vicina chiacchierona. Not Tonight, infatti, ha anche una vera trama di cui noi saremo motore. Ogni capitolo (che si svolge nel corso di un mese di gioco) ci dà degli obbiettivi, missioni finalizzate ad aiutare la resistenza. In pratica, ogni locale custodisce un oggetto utile a portare a termine il nostro compito da ribelli: per ottenerlo, basta completare con successo tre giorni di lavoro, diventando il capo-buttafuori. La narrazione non è nulla di incredibile, ma è un motivo in più per proseguire e presto ci affezioneremo ai vari personaggi che appaiono più e più volte.

Not Tonight

 Errare è umano, perseverare è europeo

Le missioni sono raramente difficili e in alcuni casi è possibile ottenere tutti i bonus con poco impegno, ma basta un secondo di distrazione per compiere grossi errori, soprattutto nelle fasi avanzate durante le quali le contraffazioni diventano più sottili e gli elementi da tenere in considerazione innumerevoli. Una mente fresca e attenta è fondamentale: non pensate di poterci giocare con la stanchezza della giornata accumulata sulle spalle.

In verità, però, possiamo vedere in tempo reale se abbiamo fatto un errore, quindi è sufficiente uscire dal gioco e ripetere da capo la missione, grazie al salvataggio automatico che salva all’inizio di ogni giornata.

Al netto di qualche missione ripetuta, il gioco richiede circa quindici ore per essere portato a termine: un numero di tutto rispetto, sopratutto confrontandolo con le quattro ore offerte da Paper, Please. La ripetitività, però, è parte del pacchetto: fortunatamente il gioco ci mette di fronte un buon numero di ambientazioni, locali con stili differenti che donano un po’ di varietà visiva. Anche a livello tecnico c’è poco da lamentarsi: Not Tonight si costruisce attorno a una pixel art semplice ma estremamente efficace. Discorso simile per il sonoro, che non propone un vero doppiaggio ma dei mugugni adeguati allo stile complessivo, oltre a musiche di sottofondo che spaziano tra molti generi, di locale in locale.


Not Tonight è l’evoluzione di Paper, Please: un gioco ben pensato e ben realizzato, oltre che longevo. Al tempo stesso, però, è l’evoluzione di Paper, Please: un’opera ripetitiva e basata su un concept che sarà indigesto a moltissimi giocatori. In sostanza, il classico ottimo indie di nicchia.

Not Tonight – Recensione ultima modifica: 2018-08-29T08:00:18+00:00 da Nicola Armondi

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