Nantucket – Recensione
Voto 77

Nantucket è un gioco di strategia navale ambientato durante l’epoca d’oro della caccia alle balene. Il cuore del gioco riguarda la gestione di nave ed equipaggio in viaggi avventurosi. Disponibile per PC

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Nantucket – Recensione

Nantucket si perde fra realtà e finzione offrendo un facile viaggio all’immaginazione

La nostra condizione non permette nemmeno di immaginare quanto dura e solitaria doveva essere la vita dell’equipaggio di una baleniera durante il diciannovesimo secolo. Il lavoro costringeva la nave a inseguire correnti dell’oceano in cerca di promettenti territori di caccia per procurarsi il prezioso olio, vera linfa vitale del neonato mondo moderno. Nantucket è una piccola isola, scenografia nel famoso romanzo Moby Dick e fiorente porto commerciale dal quale la nave Pequod salpò verso il suo triste destino. Questo videogioco omonimo è ambientato proprio durante questo periodo e narra degli eventi subito seguenti al tragico incidente del famoso vascello, immedesimando il giocatore in Ishmael, unico sopravvissuto tra i membri dell’equipaggio del capitano Ahab. Andiamo a scoprire questo interessante indie sviluppato dagli italiani Picaresque Studio.

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O capitano! Mio capitano!

Nantucket parte subito bene grazie alla spinta imponente ed estremamente affascinante data dalla sua ambientazione. Oltre alla trama principale, filo conduttore dell’avventura, il gioco può essere definito uno strategico. Infatti per procedere sarà necessario accumulare denaro svolgendo la nostra attività di cacciatore, affrontando numerosi pericoli dati dal mare e dalle stesse prede. Affronteremo le sfide tramite sistemi ad eventi basati sulle caratteristiche dei personaggi a bordo della nave e combattimenti realizzati con un sistema che usa carte e lancio di dadi. La prima cosa da fare è la veloce creazione del personaggio tramite una semplice scelta di caratteristiche che influiscono sulla capacità del capitano divise in quattro differenti aree: caccia, navigazione, crafting e scienza. Durante il gioco queste caratteristiche aumenteranno di valore con il classico passaggio di livello e di fatto il capitano sarà un personaggio plasmato sui vostri gusti e stile di gioco.

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L’avventura ha inizio nel porto cittadino dal quale è possibile raggiungere diverse aree dedicate a vari scopi differenti e in primis troviamo la taverna, luogo ideale per reclutare nuovi membri dell’equipaggio. La nostra prima nave può ospitare al massimo tre persone e dobbiamo scegliere i collaboratori con attenzione, infatti alcuni di essi sono eccellenti cacciatori, altri ancora ci aiutano nella navigazione o nelle riparazioni della nave, infine anche un buon medico di bordo può essere un’utile membro della ciurma. Tutti i ruoli sono importanti e avranno ricadute sugli aspetti gestionali dell’imbarcazione. Ogni viaggio può durare anche molti mesi e prima di partire dobbiamo procurarci al mercato tutto il necessario tra cui acqua, cibo, legna per le riparazioni e l’immancabile grog per tirare su il morale agli uomini. Uno strillone ci invita a leggere le ultime notizie dei quotidiani ed è buona cosa, visto che passerà molto tempo prima della prossima visita di un porto e oltretutto sul giornale possiamo accettare diverse missioni che ci ricompensano con denaro e prestigio. Proprio il prestigio è una delle caratteristiche fondamentali del nostro capitano perché questa risorsa viene spesa per arruolare i migliori marinai.

Esiste un’isola non segnata sulle carte: i luoghi veri non lo sono mai

Inizialmente la mappa del mondo è in gran parte oscurata e solo viaggiando leveremo il sipario sull’oceano. Cliccando su di un punto nella mappa, la nave si muove lungo la rotta stabilita e per ogni giorno di navigazione le risorse in stiva vengono mano a mano consumate. L’interfaccia del vascello mostra i vari posti di lavoro disponibili a bordo e il giocatore deve ottimizzare questa gestione ponendo ad esempio il miglior navigatore al timone (guadagnando così velocità), il miglior osservatore di vedetta (rivelando così una più grande porzione di mappa) e così via. Al porto è possibile acquistare navi più grandi con postazioni di lavoro più specializzate o eseguire degli upgrade. La velocità del vento o la sua totale assenza possono comunque far saltare i nostri piani e farci trovare in situazioni spiacevoli; per questo motivo abbiamo anche il potere di razionare le scorte con il conseguente rischio dell’abbassamento del morale degli uomini che può anch’esso portare a spiacevoli eventi.

Gli eventi sono una parte importante di Nantucket perché in qualunque momento, durante la navigazione, possono attivarsi finestre di dialogo che forniscono multiple opzioni di scelta basate anche sulle condizioni e caratteristiche dell’equipaggio. Gli eventi legati alle missioni o alla trama principale sono molto vari e divertenti da scoprire, lo stesso non possiamo dire degli eventi “generici” che dopo le prime ore di gioco tendono ad essere un po’ troppo ripetitivi. Ciononostante questo sistema aiuta a caratterizzare maggiormente i personaggi e si finisce con l’affezionarsi ad ognuno dei compagni di viaggio.

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Prendi bene la mira, avrai una sola occasione

Gli spostamenti su mappa devono essere ben pianificati per evitare acque pericolose, tempeste o attacchi dei pirati e quindi infine raggiungere i territori di caccia  per cercare le preziose prede. Ogni personaggio possiede in base all’esperienza un certo tipo di attacchi attivati dal risultato di un dado. Maggiore è l’esperienza, maggiore è la probabilità di realizzare un’azione e le abilità sono parecchie. Possiamo eseguire un semplice attacco con l’arpione, intrappolare la creatura con una fune, curare qualcuno, manovrare la scialuppa per evitare di venire ribaltati e così via. Lo stesso vale per le azioni dei “nemici” che, nel disperato tentativo di difendere la propria vita, possono tranquillamente fare a pezzi ogni uomo troppo incauto e sicuro di sé; uno dei pulsanti più importanti a disposizione sarà appunto quello dedicato alla fuga!

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Questo metodo ricorda meccaniche dei giochi da tavolo ed è fin da subito strategico e profondo, in quanto possiamo scegliere solo alcune delle azioni a disposizione che oltretutto possono essere vanificate o alterate dalle mosse scelte dal nemico, rappresentate da carte coperte, o perfino dalle condizioni atmosferiche. Al termine del combattimento si passa alla raccolta del grasso di balena da rivendere grezzo o raffinato in olio per ulteriore profitto.

E’ difficile descrivere le molteplici opzioni che un gioco come Nantucket può offrire. Abbiamo una trama avvincente, elementi da gioco di ruolo, elementi strategici e gestionali che mettono a prova la vostra capacità di pianificazione ed infine un azzeccato e divertente sistema di combattimento che rispecchia le caratteristiche dei personaggi e che impegna la materia grigia senza essere ripetitivo. Lo stile grafico è più che soddisfacente così come le musiche impreziosite da vere e proprie canzoni marinaresche che contribuiscono ad ambientare ottimamente il titolo. Ci si sente davvero a bordo di un brigantino durante le estenuanti traversate oceaniche e il gioco trasuda quello spirito d’avventura che ricorda, oltre al capolavoro di Melville, anche i racconti di Verne… e questo non può che essere un enorme pregio.

Nantucket – Recensione ultima modifica: 2018-01-18T16:30:47+00:00 da Matteo Gallo

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