My Memory of Us – Recensione
Voto 65

My Memory of Us è una reminescenza di tempi passati, ma indelebili e che hanno segnato duramente il genere umano. Segregazione, guerra, morte e odio narrati in bianco e nero. Disponibile per PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch

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My Memory of Us – Recensione

Il concetto di “Memoria Storica” e My Memory of Us

La storia è memoria vivente del mondo, senza storia non c’è né può esserci futuro. La memoria storica è ciò che impedisce all’essere umano di commettere gli stessi errori del passato, di ricadere nelle stesse falle, negli stessi preconcetti, nelle stesse tragedie. Preservare la memoria storica è compito mandatorio di chiunque, specialmente dei giovani, fondamento e futuro della società civile prossima. Purtroppo, in diverse circostanze, l’essere umano tende a dimenticarsi chi è stato.

Il piccolo studio polacco Juggler Games cerca di riportare la nostra mente a un passato non così remoto come pensiamo, ossia alla Seconda Guerra Mondiale. Più precisamente, My Memory of Us ci riporta all’invasione della Polonia da parte dei Nazisti, iniziata giorno 1 settembre 1939 e che diede inizio alla guerra, e lo fa in modo piuttosto cruento, pur narrandoci i fatti quasi fosse stata, a tutti gli effetti, una fiaba.

My Memory of Us

C’era (purtroppo) una volta…

La storia inizia nel presente, in cui una ragazzina piuttosto curiosa e ficcanaso, se possiamo permetterci, entra in una biblioteca a curiosare e incontra un anziano signore, che inizia a raccontarle una storia. Una storia d’amicizia fra due bambini, un maschio e una femmina (di cui non ci è dato sapere i nomi), ma anche una storia di guerra, più precisamente quella fra umani e robot.

Molti anni prima l’inizio delle vicende, la faida fra umani e macchine si è evoluta tragicamente in guerra, portando all’invasione armata dei robot e della sottomissione degli abitanti di moltissime città, in particolar modo quelle che si rivelavano essere “Rosse” (cosa vi ricorda?). Le persone rosse venivano esiliate in campi appositi, dove vivevano in ristrettezze sia di generi alimentari, sia di comfort, maltrattate e derise da chi aveva la fortuna di essere ancora in bianco e nero.

My Memory of Us

E non stiamo usando parole a caso. My Memory of Us sfoggia una particolare estetica basata sulle varie sfumature di bianco, nero e grigio con qualche tocco di rosso molto acceso dove serve, ma soprattutto su chi serve. Se per i nazisti la discriminazione era su base razziale, etnica, religiosa e sociale, nel titolo di Juggler Games il diverso è il rosso.

Rossi saranno anche i punti di interesse dei vari puzzle, che ci andranno ad indicare oggetti chiave con cui interagire, leve, valvole e quant’altro. Tutto il resto sarà in costante bianco e nero, quasi a voler sottolineare il mondo triste dell’omologato, del non diverso, del tradizionale. Un’estetica quindi simbolica e molto curata, piena di dettagli e accuratezze varie che, unite a una OST evocativa, seppur semplice, sapranno farvi immergere fin nelle profondità dell’odio e della tragedia.

My Memory of Us

Memento

In My Memory of Us potremo controllare entrambi i bambini separatamente o contemporaneamente se li facciamo tenere per mano, accompagnandoli in un’avventura lunga all’incirca quattro ore totali. Ad interrompere le passeggiate ci saranno una serie di enigmi di natura diversa, basati principalmente sulle abilità dei due protagonisti.

Il bambino, infatti, potrà affrontare le varie sezioni stealth nascondendosi e camminando furtivamente e sarà dotato di uno specchio con cui può accecare i nemici o altri personaggi. La bambina, invece, sarà molto più dinamica e veloce e potrà correre e saltare piccoli baratri nel terreno. Avrà anche in dotazione una fionda con cui lanciare sassi per colpire e far cadere oggetti o, più semplicemente, premere pulsanti.

My Memory of Us

Veniamo dunque al problema principale di My Memory of Us: la frustrazione. La poca accuratezza dei comandi, unita a una generale pressapochezza tecnica (che ci ha dato anche qualche problemino di soft crash) aumentano a dismisura la quantità di tentativi necessari per portare a termine alcune specifiche sezioni. Non un problema generale, quindi, ma di alcuni capitoli e minigiochi in particolare, specialmente in quelli più avanzati in cui bisognerà comandare il bambino su uno scooter ed evitare i vari ostacoli. L’imput delay del comando ci ha fatto molto spesso terminare malamente contro un tronco o un camion, ad esempio.

In generale, altrimenti, il titolo si attesta su una difficoltà di base piuttosto bassa, con enigmi e puzzle piuttosto intuitivi e semplici, ma che comunque non mancano di far divertire… Quando funzionano accuratamente. Un peccato, perché l’avventura dei nostri due piccoli complici è qualcosa da vivere e da sentire, ma soprattutto da ricordare.

My Memory of Us riporta alla mente momenti oscuri della storia moderna, cercando di rendere omaggio a persone, eventi e situazioni passate che l’essere umano non dovrebbe mai dimenticare, per non ricadere in errore. Una riproduzione ricostruita su un’estetica gradevole e particolare, che però pecca nel lato più giocoso, contornandosi di vari difetti tecnici che minano l’esperienza complessiva, rendendo la risoluzione di alcuni enigmi o minigiochi più frustrante che altro. Un vero peccato.

My Memory of Us – Recensione ultima modifica: 2018-10-29T07:00:10+00:00 da Marta Gravina

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