Mulaka – Recensione
Voto 70

Mulaka è un titolo action-platform che vede come protagonista Mulaka, un sacerdote sciamano dell’antica tribù dei Tarahumara alle prese con i malvagi demoni delle leggende. Disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch

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Mulaka – Recensione

Mulaka, l’Ercole messicano

Secondo le leggende dei Tarahumara, il mondo fu creato dall’unione del padre Luna e della madre Sole, da loro nacquero i figli delle stelle sotto il nome di Tarahumara. Tramite la loro danza magica crearono dalla terra la vita e la fecero prosperare in tutto il globo. Dalla vita tuttavia, crebbe anche il seme dell’odio che portò conflitti sempre più brutali fra le civiltà. Solo Mulaka, un sacerdote Sukuruame, è in grado di riportare la luce nel mondo e sconfiggere l’oscurità. Mulaka è il nuovo titolo indie creato dallo studio messicano Lienzo, ambientato nella Sierra Tarahumara del nord Messico. Basato sulle leggende della tribù locale, il titolo si presenta come un mix fra azione e platform, con al suo interno diversi puzzle da risolvere per andare avanti con l’avventura.

mulaka

Il mondo 3D di Mulaka è popolato per lo più dalle creature delle leggende Tarahumara, che con la loro presenza minacciano la vita degli abitanti del luogo e fanno da antagonisti al nostro eroe. Attraverso una voce fuori campo, veniamo introdotti alla lore di Mulaka, che fin da subito assume un aspetto alquanto fiabesco, rivelando un’atmosfera degna di questo nome. La narrazione è piacevolmente fluida, senza troppi intoppi né fronzoli, rispettando un’evidente linearità e semplicità. Stessa cosa non è possibile affermare per la sceneggiatura, che seppur semplice, spesso si perde in frasi banali o situazioni estraniate dal contesto, cozzando con l’aspetto mistico che caratterizza l’ambientazione.

Tanti attacchi poche tattiche

Il gameplay grazie alla sua varietà riesce a essere divertente e mai noioso, evitando la frustrazione e mischiando platform, puzzle e combattimenti. Le battaglie, che dovrebbero essere il cardine del gioco, sono gestite con una buona varietà di comandi, che ci permettono di compiere attacchi veloci, pesanti, in salto e persino di lanciare la nostra lancia, salvo poi recuperarla dopo un breve delay. Oltre agli attacchi base, esistono altre forme di offesa: l’attacco speciale che sfrutta i poteri da sciamano di Mulaka per creare un attacco devastante, le bombe creabili attraverso la raccolta di un determinato tipo di pianta e i poteri divini, che ci permettono di trasformarci in varie bestie. I controlli sono  facili da padroneggiare anche se talvolta imprecisi e ostici nei salti e nelle azioni che li coinvolgono.

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Questa discreta varietà non è tuttavia compatibile con i mob, che pur facendo parte di un bestiario sufficientemente vasto, sono poco eterogenei quando si tratta di strategia. Infatti, esistono per lo più tre modi per affrontare una creatura: colpirla con un attacco leggero se il nemico è veloce, con uno pesante se è più resistente infine a distanza nel caso sappia volare.Queste tre “tattiche” valgono per praticamente tutto il bestiario, sottolineando dunque la ripetitività nelle meccaniche del battle system. I boss si salvano da questa regola, utilizzando un sistema simile a quello di Demon’s Souls. Ogni boss ha delle caratteristiche diverse, dunque è essenziale riuscire a capire i punti deboli di ogni nemico per riuscire a creare una strategia sempre diversa per sconfiggerlo. I boss sono la fonte principale di sfida del gioco, che viene aiutato anche da dei puzzle piuttosto semplici e da un platform tutto sommato divertente.

Alla ricerca di uno scopo

Le mappe sono piuttosto vaste, seppur graficamente grezze ed essenziali e l’intera area di gioco è esplorabile anche se la povertà del contenuto della stessa non incalzi il giocatore a esplorare più del necessario. Per orientarci durante le missioni ci viene in aiuto una visione speciale che, entro un limite di tempo, permette a Mulaka di identificare gli obiettivi nella mappa e le piante da raccogliere. Le piante sono utili a creare rimedi curativi e bombe, essenziali per andare avanti nel gioco e dunque obbligatorie da ricercare. Pur non essendo incoraggiata, l’esplorazione non è nemmeno scoraggiata, soprattutto grazie alla velocità e all’infinita stamina di Mulaka, che ricalca le caratteristiche del suo clan con una speciale corsa, simile nei movimenti a quella dei demoni di Devilman Crybaby. A causa dell’ampiezza delle aree, la presenza di piccoli bug è praticamente inevitabile e, in alcuni rari casi, i problemi del gioco costringono a un reset totale per poter proseguire nelle missioni. Nonostante ciò il frame rate, certamente aiutato dalla scarsa quantità di dettagli nella grafica poligonale, risulta essere abbastanza stabile. Fa piacere comunque che il titolo sia arrivato anche su Nintendo Switch, facendo fare alla console un discreto passo in avanti nel mondo indie e permettendo ai giocatori di provare questo gioco su console portatile.

mulaka

La musica aiuta il giocatore a immergersi nell’atmosfera di Mulaka, ricalcando piuttosto bene i ritmi tribali di quei territori e di quel periodo, dando un tono più deciso a tutto il gioco. Questo aspetto, insieme alla discreta direzione artistica ispirata puramente alle leggende messicane, fa sì che Mulaka acquisti un’impronta propria, riuscendo a farlo distinguere dalla massa di giochi indie simili nelle meccaniche. Alla fin fine, l’impressione data da Mulaka  è quella di essere uno Spyro con protagonista Cu Chulainn di Fate/stay Night (e, dal mio punto di vista, è tutt’altro che un difetto; N.d.R).

In definitiva, Mulaka si è dimostrato un gioco piacevole e fluido, seppur grezzo e con qualche problema nella sceneggiatura che è a volte può rovinare l’atmosfera. L’idea di partenza si è rivelata vincente, rendendo Mulaka divertente e ben caratterizzato. Difetti a parte, sicuramente è un gioco che merita di essere provato.

Mulaka – Recensione ultima modifica: 2018-03-03T09:30:17+00:00 da Gabriele Gemignani

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