Minit – Recensione
Voto 75

Minit è un’epica avventura da vivere 60 secondi alla volta. Afferrate la spada e andate a sconfiggere i temibili industriali che inquinano e distruggono tutto. Disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC

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Minit – Recensione

Una vita ogni 60 secondi in Minit

Spesso e volentieri, chi per un motivo chi per un altro, tendiamo a lamentarci di quante poche effettivamente siano 24 ore in un giorno. Chi vi scrive, personalmente ne preferirebbe 48 per poter riuscire a far tutto con calma e pazienza, e per poter dormire qualche ora in più che male non fa mai. Cosa accadrebbe, invece, se la nostra vita durasse 60 secondi, al termine dei quali moriremmo per poi resuscitare a casa? Se volete scoprire che cosa significa e che ansia comporta questo concetto, Minit è il gioco che fa per voi. Sviluppato da un team composto da sole quattro persone e prodotto da Devolver Digital, Minit è un titolo disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC. Impersoniamo un guerriero senza nome, che si muove all’interno di un’ambientazione in pixel art che rimanda all’epoca Game Boy e che deve sconfiggere la sua temibile maledizione.

minit

Armiamoci di spada e… no, forse meglio di no

L’avventura inizia da un semplice gesto, che tutti i videogiocatori hanno fatto almeno una volta nella loro carriera ludica, ma che stavolta risulta essere un po’ più problematico del previsto: raccogliere una spada. È stato infatti l’arrivo della fabbrica di spade, quindi dell’industrializzazione e dell’inquinamento, a distruggere un delicato equilibrio che persisteva nel mondo di Minit.

Minit

Uno dei primi PNG che incontriamo subito dopo esserci armati ci chiede infatti di interrompere la produzione delle armi, concetto ribadito da una serie di cartelli parlanti che inneggiano un odio profondo nei confronti dell’industria. Questo è, in parte, Minit. Una critica alla moderna industrializzazione, all’inquinamento e alla massificazione. Operai sfruttati, fiumi pieni di immondizia e oli per motori, depersonalizzazione e profitto a tutti i costi sono solo alcune delle critiche lanciate dal titolo.

Il concetto stesso dei 60 secondi di tempo limite è anch’esso emblematico: la fretta. Piaga dei nostri tempi, la fretta non ci consente di godere di tutto quello che ci circonda. L’affetto dei cari, del nostro animale domestico o la bellezza di un semplice riposino. Il semplice fatto di vedere il timer finire, mano a mano trasmette un senso di ansia e angoscia terribili, sia per un mero fatto di gameplay, sia per il fatto stesso che il tempo sta per scadere. Fretta, che brutto concetto.

È tutto un Enigma

Minit è un avventura in pixel art con visuale isometrica, completamente in bianco e nero e con pochi fronzoli estetici. È tutto molto minimale, ma, nel complesso, funziona particolarmente bene, anche perché in ogni caso non abbiamo il tempo di stare a lamentarci delle minuzie grafiche. 60 secondi sono davvero pochi, ve lo assicuriamo. Di base, il titolo è una classica avventura con diverse aree da esplorare e oggetti da trovare, che sbloccano altre aree e così via. Una cosa importante da sottolineare è che il limite dei 60 secondi non intacca minimamente il progredire del gioco: ogni cambiamento importante che apportiamo all’ambiente e ogni progresso di storia viene ovviamente mantenuto tale anche dopo la “morte” e rinascita del protagonista.

Nel corso dell’avventura, dobbiamo venire a capo di diversi enigmi ambientali e soddisfare molte richieste da parte di PNG, alcune piuttosto banali, altre molto meno. I vari puzzle sono sempre diversi e, per la maggior parte, intuitivi utilizzando un minimo di astuzia. Ne abbiamo trovati davvero pochi disonesti e solo nelle fasi finali di gioco, dove la curva di difficoltà è notoriamente più alta.

Minit

Un piccolo problema risiede nel combattimento. Il nostro avventuriero può utilizzare una semplice spada come arma e purtroppo alcune volte i comandi non sono precisi come vorremmo e così le battaglie, soprattutto nelle prime fasi di gioco in cui si ha veramente poca vita, diventano un qualcosa da evitare piuttosto che un passatempo gradevole. Il personaggio comunque non ha statistiche, non si può salire di livello né migliorarsi in alcun modo quindi, tranne in rari casi, i combattimenti sono evitabili.

La domanda che è in circolazione da quando è stato annunciato il gioco è sempre quella: sì, ma quanto dura? La risposta è piuttosto semplice. In una prima run, in cui non si conoscono gli enigmi e non si fa attenzione al completismo, è possibile finire il gioco in circa tre ore, che raddoppiano se si vuole completare il secondo giro e puntare al 100%.

Vale dunque la pena acquistare Minit? Secondo noi sì. Vi ritroverete davanti un titolo che, seppur limitato nella durata e nella realizzazione, potrà darvi grandi soddisfazioni ed emozioni. I messaggi di fondo sono molto interessanti e lo stratagemma dei 60 secondi funziona, senza risultare particolarmente frustrante. Consigliato soprattutto a chi ha vissuto i grandi fasti del Game Boy e a chi non soffre di ansia.

Minit – Recensione ultima modifica: 2018-04-03T15:00:22+00:00 da Marta Gravina

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