Iconoclasts – Recensione
Voto 89

Iconoclasts è un metroidvania frutto del lavoro di una singola persona, Joakim Sandberg, che ha impiegato oltre sette anni per mettere insieme un’avventura profonda, frenetica ed intelligente con meccaniche platform, divertenti boss fight ed enigmi molto originali. Disponibile per PC, PlayStation 4, PlayStation Vita, Mac

  Voto 89 great
Voto 0
Summary rating from user's marks. You can set own marks for this article - just click on stars above and press "Accept".
Accept
  Voto 0.0 bad

Iconoclasts – Recensione

Iconoclasts è capace di amalgamare un’ottima trama a fantastici lavori di level design

Capita raramente di poter mettere le mani su di un lavoro e poter percepire lo sforzo produttivo e l’attaccamento dei propri sviluppatori alla loro creatura. Iconoclasts è uno dei casi più sentiti anche perché il padre del gioco, Joakim Sandberg, ha composto in sette anni e completamente da solo questo gioiellino, facendolo crescere fino all’attuale forma finale. Il gioco è un metroidvania molto ricercato in cui la scoperta della strada giusta da percorrere è costellata da enigmi che più di una volta ci fanno tornare sui nostri passi per esplorare ogni parte della mappa, tutto mentre affrontiamo nemici sempre diversi. Oltre agli aspetti tecnici delle meccaniche di gioco, la cosa che più ci ha colpito è stata la caratterizzazione dei personaggi, alleati e nemici, che interpretano il loro ruolo in un’ambientazione di gioco che descrive uno strano mondo la cui storia, dettagliata ed originale, non sfigura davanti alle trame più riuscite dei grandi giochi di ruolo.

iconoclasts

Sotto una luna a pezzi

Il mondo di Iconoclasts è oppresso da una teocrazia chiamata One Concern, la quale detta legge attraverso gli insegnamenti di una dea madre. Le regole imposte da questa autorità obbligano ogni individuo a svolgere un determinato ruolo nella società ed un impiego che non è possibile contestare. Nel cielo una luna distrutta in pezzi da un misterioso evento mentre sul pianeta la risorsa alla base dell’economia sta terminando: questo è lo scenario in cui la protagonista Robin, un meccanico rinnegato perché questo tipo di mestiere è considerato illegale senza regolare licenza, si trova ben presto ad essere inseguita da agenti che vogliono fermarla, nonostante la sua intenzione sia soltanto quella di aiutare le persone e la comunità. Questa breve descrizione non rende giustizia alla profondità di dettagli che ricreano questo mondo colmo di sfumature, impreziosito da personaggi molto ben inseriti e contraddistinti da personalità evidenti e mai banali che affiorano durante i numerosi dialoghi. Giocando Iconoclasts proverete le stesse sensazioni di stupore che vi hanno trasmesso grandi capolavori del passato, specialmente paragonandolo alle avventure della generazione SNES. Anche lo stile grafico si ispira a quel periodo e la pixel art impiegata per realizzare questo titolo raggiunge vette maniacali di dettaglio con molte aree completamente differenti fra loro e numerosissime animazioni di nemici e personaggi, con l’impressione che alcuni dettagli vengono usati in un solo frangente e mai ripetuti.

Robin ha ereditato una enorme chiave inglese, ferro del mestiere da meccanico, ed insieme ad essa una pistola stordente che completa il suo equipaggiamento iniziale. Questi oggetti li porteremo con noi fino alla fine dell’avventura ottenendo man mano potenziamenti che ne migliorano le caratteristiche. L’uso della pistola permette un attacco veloce a media distanza ma, tenendo premuto il pulsante di fuoco, eseguiamo un forte colpo utile anche a distruggere semplici barriere e aprire nuove strade. La chiave inglese è un’arma che può deviare gli attacchi a distanza ma la sua vera utilità è nascosta nel design dei livelli, in quanto la possiamo agganciare a bulloni che aprono porte o che ci proiettano in lunghi salti, mentre più avanti la chiave apre nuove zone facendoci viaggiare su nastri trasportatori elettrificati e così via. Iconoclasts fa parte di quei meravigliosi esempi di game design che non hanno bisogno di tutorial e dove l’uso degli oggetti e delle loro molteplici possibilità in combattimento o nella risoluzione di puzzle, diventa naturale con lo scorrere delle ore di gioco, lasciandovi quel gradevole retrogusto di scoperta e soddisfazione nell’essere riusciti da soli ad andare oltre.

iconoclasts

Ero già passata da qui?

Il vero cuore pulsante dell’avventura è l’intricato e intelligente level design che Joakim Sandberg ha ideato con grande cura ai dettagli, specialmente tenendo conto della non ripetitività degli schemi. Iconoclasts riesce in qualche modo ad essere sempre diverso, a volte completamente e a volte in piccoli particolari che però mantengono costantemente il giocatore attento e desideroso di andare avanti. Spesso sappiamo perfettamente che per proseguire bisogna superare quella determinata porta e per riuscici dobbiamo sbrogliare la matassa di passaggi (aiutandoci con la mappa) necessari attraverso: modifiche al terreno, raccolta di chiavi, sconfiggendo nemici e molto altro. Le armi che conquistiamo, come ad esempio le bombe, hanno spesso una doppia valenza che le rende tanto utili in combattimento quanto indispensabili per proseguire nella storia.

iconoclasts

Un’altra vetta raggiunta da Iconoclasts è l’incredibile dose di divertimento elargita nelle boss fight, vero e proprio gioco nel gioco e prova di stile per l’accuratezza con cui sono state pensate e realizzate. Durante lo svolgimento della trama, alcuni alleati si uniranno al nostro party e in queste boss fight capita di dover controllare più personaggi combattendo con le nostre abilità da giocatori platform e con una buona dose di materia grigia usata per capire come affrontare e danneggiare il nemico. Queste sfide sono fantastiche perché perfettamente bilanciate per non essere mai frustranti e al tempo stesso molto soddisfacenti una volta superate.

La ricompensa vale il tuo impegno

Disseminati per tutti i livelli del gioco ci sono una miriade di forzieri e zone segrete che non sono indispensabili per il completamento della storia ma che sono la gioia per i completisti. Forse proprio questi forzieri sono la sfida più grande in termini di difficoltà, perché alcuni sono davvero difficili da raggiungere e richiedono un grande spirito di osservazione. Negli scrigni sono custoditi vari materiali da usare nei laboratori e costruire upgrade per Robin, conferendo bonus di vario genere tra cui difese contro i danni, boost alla velocità, maggiore resistenza sott’acqua e molto altro.

iconoclasts

Iconoclasts porta con sé una ventata di alta qualità che si distingue fra i sempre più numerosi (e spesso uguali) platform in pixel art. Il gameplay spazia da azioni frenetiche, con un sonoro tagliente che incalza nei momenti più adrenalinici, fino a sessioni riflessive alla ricerca della soluzione di un puzzle che ha coinvolto l’intera mappa di un labirinto. Tipicamente giochi come questo mancano della componente narrativa, distinguendosi “solo” come ottimi esempi di level design o gameplay; qui invece abbiamo entrambi… non lasciatevelo scappare.

Iconoclasts – Recensione ultima modifica: 2018-01-24T19:00:56+00:00 da Matteo Gallo

Post Correlati

Phantom Doctrine – Recensione

Phantom Doctrine - Recensione

Phantom Doctrine ambienta uno strategico tattico a turni nel teso periodo della Guerra fredda, una lotta fra spie piena di segreti e violenza. Disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One,

The Gardens Between – Recensione

The Gardens Between - Recensione

The Gardens Between è la piccola perla di The Voxel Agents in uscita il 20 settembre su PlayStation 4, Nintendo Switch e PC in cui potremo riscoprire il vero significato della parola "Amicizia".

PLANET ALPHA – Recensione

PLANET ALPHA - Recensione

PLANET ALPHA è un gioco di piattaforme a tema Sci-Fi. È sviluppato da Planet Alpha Game Studio e distribuito da Team17. È disponibile per PC, Xbox One, Nintendo Switch e PlayStation 4.

Lascia un commento