Hollow Knight – Recensione
Voto 95

Hollow Knight è un gioco a cui è difficile trovare dei veri e propri difetti. Un perla di Team Cherry che non rivoluziona il genere, ma lo porta a dei picchi altissimi, raggiunti da pochi titoli che appartengono ormai al passato. Disponibile per PC e Nintendo Switch

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Hollow Knight – Recensione

Un regno in rovina, un guerriero muto che non da l’idea di essere un salvatore e tanti misteri da scoprire. Hollow Knight prende un’ottima narrativa “soulsiana” integrandola in uno dei migliori metroidvania di sempre

Durante il magnificente 2017 videoludico, in mezzo a titoli ben più blasonati quali Zelda, Nier Automata o Persona 5, anche nel campo indipendente uscì una perla, destinata a far parlare molto di sè. Parliamo di Hollow Knight, titolo di Team Cherry appartenente al genere Metroidvania. Con un prezzo di lancio persino troppo basso per la qualità presente nel titolo e una fanbase dedicata, Hollow Knight si è ritagliato il suo angolo nel mondo videoludico. Questo ha portato Team Cherry a volerlo supportare con delle espansioni gratuite, tra cui l’ultima, Godmaster, uscita di recente. Quale migliore occasione per parlare di questo titolo quindi, se non dopo aver giocato quella che pare essere la versione definitiva del titolo ( sebbene sappiamo che è in sviluppo un seguito in cui si impersonerà l’eroina Hornet).

Il fascino del perduto, il talento di spiccare in un mercato saturo

Hollow Knight non nasce in una situazione di mercato molto favorevole al progetto. Il titolo si presenta infatti puntando su 2 elementi, il genere metroidvania e l’ispirazione “Soulsiana” per difficoltà alta e narrativa. Entrambi questi fattori son talmente diffusi nell’industria non solo indie degli ultimi anni che è ormai difficile spiccare. Tanti titoli, come Overwhelm o Unworthy, han provato questa stessa formula, con risultati altalenanti. Creare un’ambientazione perduta e affascinante è molto più complesso di quel che possa sembrare, e uno degli errori peggiori che si possono fare in questa situazione è cercare di scopiazzare esageratamente i maggiori esponenti di questa vena artistica. Hollow Knight però, prende una strada diversa e assolutamente redditizia sia per l’impatto iniziale che per la qualità del gioco in generale. Team Cherry ha proposto un regno in decadenza, con zone di ogni tipo, fluviali, montane, cittadine, ecc… ma creando una varietà che non stanca mai. Il tutto appoggiandosi ad una realizzazione artistica unica, azzeccata e ben sfruttata anche a livello di game design. Le zone, gli npc, i nemici, i boss, tutto in Hollow Knight trasuda amore per il videogioco, con una cura particolare posta nel bilanciamento tra scrittura dark e situazioni molto più leggere. Il tono dark della trama non soffoca il giocatore, grazie anche a personaggi simpatici che si supportano a vicenda, in un viaggio che sarebbe altrimenti stucchevolmente cupo. Team Cherry ha essenzialmente preso la moda artistica imposta dai Souls e l’ha rivisitata, portandola a nuovi risultati, mostrando spirito di intraprendenza, coraggio e talento.

Un metroidvania consapevole della propria natura

Una cosa importante da mettere in chiaro quando si progetta un videogioco è il focus che questo deve avere. Sia che si punti ad essere classici, come nel caso del fantastico Celeste, sia verso qualcosa di eccentrico, come per We Happy Few, il focus deve essere chiarito per poter capire su cosa concentrarsi. Il lavoro di Team Cherry ha dimostrato che sapevano perfettamente cosa stavano facendo. Hollow Knight non prende una via particolarmente originale, non cerca di rinnovare il genere dei metroidvania, ma punta per la strada classica: prendere la natura del gioco, con i pro e contro che porta, e elevare la qualità di questa formula al meglio raggiungibile dalle loro capacità. Sin dalle primissime battute infatti si può notare come tutti gli elementi che rendono un Metroidvania divertente siano presenti in Hollow Knight. L’esplorazione è libera, ramificata e porta sempre a qualcosa di interessante, il combattimento richiede attenzione e conoscenza dei nemici, portando quindi il giocatore ad essere cauto nell’esplorazione. Trovare un checkpoint, una shortcut o una strada che porta a zone conosciute è sempre una gioia, perché ci si può prendere una pausa e sperimentare tutto il possibile. Questo è accentuato anche dall’ottima meccanica della mappa, che si dovrà prima comprare da un simpatico npc che viaggia per il mondo e poi completare tramite la propria esplorazione.

Hollow Knight

Un altro elemento che si riflette sempre sull’esplorazione e che ha sempre portato i metroidvania a fare il salto di qualità quando ben inserito è il backtracking intelligente. All’inizio di Hollow Knight il nostro avatar avrà pochissime mosse a disposizione, un salto, un attacco e basta. Esplorando, battendo boss e superando sfide platform (opzionali e non) si sbloccheranno sempre più mosse, arrivando ad avere un moveset estremamente ampio con schivate, salti speciali, attacchi speciali utili anche per il movimento. Ovviamente avere più mosse significa poter accedere a zone precedentemente inarrivabili, e quindi a dover fare il tanto temuto backtracking. Hollow Knight però, come solo pochi classici son stati in grado di fare, rende il backtracking sempre divertente e interessante. Le aree son pensate per potersi evolvere con il personaggio, con più mosse a disposizione sarà più facile attraversare aree conosciute, trovando magari anche tante ricompense aggiuntive. Il backtracking inoltre non lascia mai il giocatore perso, senza aver minimamente idea di dove andare, grazie al già citato ottimo sistema di gestione della mappa.

Hollow Knight

Sfide difficili e come bilanciarle

Un punto di forza di Hollow Knight, così come anche un piccolo punto debole, è la difficoltà. Bisogna subito mettere in chiaro una cosa, Hollow Knight è difficile, ma concludere l’avventura principale non comporta nessuna sfida esageratamente complessa. Tutto è assolutamente fattibile con i giusti equipaggiamenti. Il gioco offre sempre la possibilità di aggirare una sfida troppo complessa….all’interno dell’obbligatorio. Se invece si va ad analizzare tutto il contenuto sicuramente alcune sfide, specie nel White Palace, possono sembrare esagerate. Non ci sentiamo però di condannare troppo questo aspetto, anche perché Hollow Knight ha un target che coinvolge giocatori Hardcore che apprezzano tali sfide, anche quando sono volutamente squilibrate. Sottolineare la presenza di contenuti esageratamente difficili è d’obbligo, ma anche evidenziare come questi siano opzionali e puntati alla fanbase Hardcore lo è. In compenso un buon 90% del contenuto del gioco gode di una difficoltà molto ben calibrata, in grado di far migliorare il giocatore man mano che questo prosegue nel gioco.

L’equilibrio su cui si basa il titolo di team Cherry è sottile, ma funziona egregiamente. I boss presenti nel gioco sono molto numerosi, con tanto di versioni potenziate dei più importanti che portano con sé moveset migliorati, oltre che danni doppi in alcune situazioni. La varietà dei boss è impressionante, così come la loro qualità, sebbene ci sia qualche scontro meno brillante di altri, specie nei boss appartenenti al contenuto iniziale del gioco. I Nemici aggiunti con i DLC Hidden Dreams e Grimm Troupe invece, sono pressoché perfetti, con una sola battaglia che porta con sé un esagerato output di danni. Questo grazie anche al totale ribilanciamento del titolo avvenuto col lancio del DLC Lifeblood.

hollow Knight

Become the Godmaster

Godmaster è l’ultimo DLC uscito per Hollow Knight. Un’espansione che porta con se diversi boss e contenuti molto interessanti, purtroppo rari nei metroidvania. Il principale contenuto di Godmaster sono le bossrush e la possibilità di combattere a piacimento ogni boss del gioco, in versione base, potenziata o con battaglie one-shot. Essendo i boss uno dei principali fiori all’occhiello del titolo è scontato capire che un contenuto che permette di riviverli, anche in versioni potenziate, impreziosisce infinitamente il titolo. Ma Godmaster non si limita a questo. Infatti i premi per la conclusione delle bossrush sono dei nuovi boss, tra cui tre originali e due fight riviste e potenziate. Questo ovviamente porta anche del nuovo e ottimo contenuto narrativo, aumentando anche l’hype per il futuro basato su Hornet. Da evidenziare anche come le OST del gioco, sia all’interno di Godmaster che negli altri contenuti, siano eccezionali. Le composizioni di Larkin sono azzeccatissime per il titolo ed aiutano enormemente a creare l’atmosfera perfetta, oltre che ad accompagnare le bossfight.

La cosa più bella che può capitare in sede di recensione è quella di aver difficoltà a trovare dei difetti al titolo di turno. Questo è il caso per Hollow Knight, titolo che riesce a essere superbo, intelligente e qualitativamente mostruoso in ogni sua feature. Parliamo di quella che si conferma essere una grande perla del panorama indie, nonché uno dei migliori titoli dell’industria in generale. Godmaster prosegue il percorso già iniziato dai precedenti DLC di arricchire il titolo, portando contenuti di qualità altissima e lasciandoci con l’hype a mille per il prossimo contenuto su Hornet.

Hollow Knight – Recensione ultima modifica: 2018-09-06T08:00:17+00:00 da Alessandro Tosoni

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