Hello Neighbor – Recensione
Voto 68

Hello Neighbor è un titolo survival horror nel quale dovremo intrufolarci nella casa del nostro vicino per portare a galla i suoi (e nostri) più oscuri segreti. Disponibile per PC, Mac e Xbox One

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Hello Neighbor – Recensione

Hello Neighbor, quando l’orrore vive al nostro fianco

Dopo diverse versioni e una fortunata campagna Kickstarter, è arrivata da pochi giorni la versione definitiva di Hello Neighbor primo titolo sviluppato dalla polacca Dynamic Pixels che fino ad oggi aveva esclusivamente lavorato nel mondo dei videogames mobile. Gli sviluppatori hanno levigato le diverse imperfezioni che mostravano il fianco del titolo ma, nonostante ciò, ha fin da subito raccolto diversi consensi e attenzioni da parte di molti videogiocatori.

Baffi, urla e guanti neri

L’incipit iniziale ci vede vestire i panni di un ragazzo mentre gioca davanti alla sua casa quando un urlo desta la curiosità del giovane. Spaventati ci avvicineremo di soppiatto alla finestra della inquietante villa di fronte alla nostra abitazione e scorgeremo il baffuto vicino affrettarsi nel chiudere a chiave una porta della sua casa fino a che non si accorgerà della nostra presenza e si avvinghierà su di noi.

Hello Neighbor

 Con questo inizio dal sentore hitchcockiano de “La finestra sul cortile”, prende il via Hello Neighbor che metterà a dura prova il nostro ingegno così da permetterci di intrufolarci all’interno della casa del nostro vicino di nero guantato, svelare l’oscuro segreto celato dietro quella porta e portare a galla gli orrori di chi vive a pochi passi da noi. Muoveremo il nostro intrepido protagonista attraverso una visuale in prima persona potendo interagire con diversi oggetti che troveremo lungo il nostro girovagare tra il dentro e il fuori della villa. L’interazione con quello che ci circonda è ai massimi livelli.

Ci troveremo ad aprire armadi e cassetti, quadri e scatole alla ricerca dell’oggetto che fa al caso nostro e che riterremo utile per risolvere gli intricati puzzle di cui l’abitazione è pregna, permettendoci così di sbloccare nuove stanze ed aree fino al raggiungimento del piano cantine, accessibile dalla porta misteriosa e sempre ben protetta dal proprietario. L’unico impedimento al nostro furtivo curiosare sarà ovviamente il vicino che ci braccherà disseminando l’abitazione di trappole così da scoraggiarci, mantenendo inviolato il suo oscuro segreto. All’interno della casa eviteremo il losco figuro nascondendoci sotto i letti o dentro gli armadi nella speranza di non essere scoperti, mentre l’aumentare del nostro battito cardiaco ci avviserà della sua vicinanza: un semplice ma ingegnoso escamotage di game design che, oltre ad aiutarci nell’affrontare il gioco, infonde nel videogiocatore un senso di tensione su cui il gioco cerca di far leva.

Hello Neighbor

L’orrore è dentro di noi

La scelta degli sviluppatori della Dynamic Pixels è stata quella di realizzare un titolo cercando di allontanarsi dai soliti cliché del genere e optando per una direzione artistica completamente insolita e sopra le righe. Ci muoveremo infatti in un’ambientazione dai colori accessi dove i rossi i gialli la faranno da padrone soprattutto nella prima parte, il tutto caratterizzato da una veste grafica volutamente cartoonesca e stilizzata, seppur non infantile. Se da una parte la scelta è sicuramente originale, lo stile optato tende a smorzare l’atmosfera che potrebbe far storcere il naso agli appassionati di questo genere. La visuale in prima persona permette di vivere l’avventura con gli occhi del protagonista, così come fu per altri titoli da cui Hello Neighbor trae ispirazione; uno su tutti quel Alien: Isolation che qualche anno fece saltare dal divano più di un giocatore, regalando puro terrore e inquietudine videoludica. Se però nel sopracitato Alien: Isolation la potenza dello xenomorfo era palpabile sin dalle prime ore di gioco, in Hello Neighbor la tensione cresce in modo graduale. La struttura del titolo a mo’ di scatole cinesi affonderà il giocatore che, puzzle dopo puzzle, andrà a sbrogliare l’oscuro mistero del villain fino all’atto finale dove esploderà in tutta la sua potenza narrativa.

Hello Neighbor

Hello Neighbor non è un gioco perfetto, tutt’altro. Presenta difetti palpabili soprattutto per quanto riguarda la fisica degli oggetti ma centra pienamente l’obiettivo sulla quale si base il gioco stesso. L’errore sarebbe quello di approcciarsi al titolo come ci si approccerebbe ad un puro survival horror, dove l’unico scopo è affrontare e sopravvivere a orde di mostri e creature fameliche. Hello Neighbor è un puzzle game incastonato in un plot dal tema di fondo crudo. L’orrore è qualcosa di molto più vicino alla realtà e a volte è proprio la triste quotidianità a spaventare, costringendoci ad affidarci alla fantasia.

Hello Neighbor – Recensione ultima modifica: 2017-12-13T08:09:34+00:00 da Stefano Rabaglino

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