Feudal Alloy – Recensione
Voto 72

Feudal Alloy è un GdR d’azione in stile metroidvania nel quale controlliamo un pesce-robot medioevale. Disponibile su PC e Nintendo Switch, presto anche su Xbox One e PS4

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Feudal Alloy – Recensione

Pesci in faccia: Feudal Alloy

Negli ultimi anni, come ben sappiamo, l’universo dei videogame indie ha permesso la rinascita di generi non dimenticati ma sicuramente messi da parte. Tra questi, c’è il metroidvania, il quale ha colto l’occasione per stupire i giocatori di tutto il mondo, sopratutto grazie a grandi esponenti come Hollow Knight e Guacamelee!. Attu Games, una software house composta da due sole persone, tenta quindi di dire la propria con Feudal Alloy, RPG d’azione in stile metroidvania, in un mercato che sta diventando sempre più affollato. Scopriamo come è andata.

Feudal Alloy

Attu è un giovane robot. O meglio, è un pesce che controlla un robot. Ah, siamo nel medioevo, all’incirca. Feudal Alloy vuole subito incuriosire e stupire proponendo una combinazione di elementi oggettivamente originale. Vediamo però la trama: Attu vive da sempre in un villaggio popolato da robot veterani; non ha mai pensato di avventurarsi all’esterno visto che per essere felice gli basta coltivare girasoli da cui ricava olio, lenitivo per i vecchi ingranaggi degli anziani di cui si prende cura. Un giorno, però, dei banditi arrivano e derubano l’insediamento. Attu, unico ancora in forze, prende coraggio e parte all’inseguimento.

Muto come un pesce

A questo punto, vi aspettereste un epico viaggio in un mondo intrigante e particolare. Non sarà così. Una delle più grandi delusioni di Feudal Alloy è proprio la sua totale mancanza di stile. Per iniziare, gli ambienti di gioco sono divisi in tre macro-temi: bosco, castello, caverne sotterranee. Sono estremamente generiche, ripetitive e non raccontano nulla del mondo: in un titolo che propone pesci-robot-medioevali ci si aspetta molto di più. La trama inizia e finisce con l’introduzione suddetta e la totale mancanza di NPC (a parte un mercante muto) impedisce di avere anche il minimo scampolo di lore.

Perlomeno, a livello tecnico il lavoro di Attu Games è encomiabile, sopratutto per quanto riguarda le animazioni. Certo, gli ambienti si ripetono molto, ma si tratta di un lavoro a quattro mani. Il design dei nemici è interessante, peccato solo che “l’elemento pesce” non si faccia notare. In pratica, Feudal Alloy è un gioco di robot. Bei robot, ma noi volevamo pesci-robot. In ogni caso, non si vive di solo stile e, molti concorderanno, alla fine importa sapere se il gioco diverte o meno. Anche in questo caso, però, la risposta è complicata.

Feudal Alloy

Chi di spada ferisce…

Come detto in apertura, Feudal Alloy è un gioco di ruolo d’azione, oltre che un metroidvania. Questo significa che Attu dovrà equipaggiarsi di un’arma e di vari pezzi di armatura (acquistabili dal mercante o recuperabili dagli scrigni) che gli doneranno vari bonus alle statistiche. Inoltre, sconfiggendo nemici otterremo punti esperienza che lo faranno salire di livello: un level up corrisponde a un punto utile per acquisire un’abilità da uno dei tre rami (forza, difesa, stamina); peccato che quasi tutti i power up siano un semplice “più danni”, “più difesa”…

La gestione di entrambi gli elementi è estremamente lineare e, come scopriremo dopo qualche ora, disequilibrata. Attu, infatti, ha a disposizione una serie di oggetti, bombe (utili anche per aprire passaggi durante l’esplorazione), liquido di raffreddamento (per attaccare a ripetizione, senza consumo di stamina) e, sopratutto, olio curativo. Quest’ultimo può essere comprato dal mercante e trovato in specifici barili nel mondo di gioco. Un secondo modo per ripristinare i punti vita è attivare un checkpoint, posizionati con accortezza ogni tot aree, da cui si riparte in caso di morte. Nella prima regione, vista la limitata quantità di denaro, avremo a disposizione solo quelle poche bottiglie di olio trovate in giro: la sfida, quindi, sarà completare le zone senza curarsi, o quasi.

Dalla seconda regione, invece, tutto cambia: il denaro ci pioverà addosso e potremo comprare come nulla fosse un centinaio di cure, più che sufficienti per rendere immortale anche il più inabile dei giocatori. Questo non solo fa scadere la difficoltà, ma rende inutile puntare sugli equip e sulle abilità di difesa. Ha molto più senso scegliere tutto ciò che aumenta i danni per eliminare quasi tutto in pochi colpi, attaccando a testa bassa e curandosi ad ogni danno subito.

…di equilibrio perisce

Questo squilibrio dispiace sopratutto poiché, a conti fatti, il battle system ideato da Attu Games non è affatto spiacevole, per quanto non molto originale. I potenziamenti classici da metroidvania (doppio salto, scatto rapido, attacchi speciali in varie direzioni…) aiutano a rendere sempre più movimentate le fasi di combattimento e quelle d’esplorazione. Riguardo a questo, aspettiamoci tesori nascosti, passaggi segreti, tanto platforming, backtracking a ogni nuova capacità e zone a dir poco labirintiche: piccola nota, la mappa non è sempre chiarissima, quindi se avete un pessimo senso dell’orientamento potreste perdervi spesso.

Infine, deludono anche i boss: ce ne sono solo due, per di più poco intriganti per meccaniche. Il gioco è invece costellato di scontri a ondate cariche di nemici comuni: il team ha cercato di creare un po’ di varietà inserendo trappole, cannoni e laser per limitare i movimenti e rendere più intenso e particolare ogni scontro, ma anche in questo caso basterà curarsi a ripetizione e la vittoria sarà assicurata.

Per chiudere, il gioco soffre di qualche ingenuità: l’inventario non è organizzabile in alcun modo (presto avremo un sacco di equip ed oggetti) e, sopratutto, non possiamo sapere le statistiche del personaggio né dei pezzi indossati. Ogni volta si deve disequipaggiare ogni elemento per vedere quali bonus dona e quindi capire se quello appena trovato è migliore o peggiore.

Feudal Alloy


Feudal Alloy è un gioco con tanti difetti, su tutti una cifra stilistica limitata e un sistema GdR disequilibrato. Al tempo stesso è un metroidvania che “ha studiato” e sa esattamente cosa vogliono i fan: al suo interno si trova tutto quello che ci si aspetta e, sopratutto, sa divertire per 6-8 ore che diventano 10 o poco più se si punta al 100%. Quel che gli manca è un po’ originalità. Gli irriducibili del genere lo apprezzeranno, ma solo come diversivo tra un capolavoro e l’altro: è a loro che consigliamo il gioco di Attu Games, soprattutto in forte sconto. Agli altri, non possiamo non segnalare che per approcciarsi ai metroidvania c’è di meglio.

Feudal Alloy – Recensione ultima modifica: 2019-01-21T07:00:33+01:00 da Nicola Armondi

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