Europa Universalis IV: Dharma – Recensione
Voto 75

Europa Universalis IV: Dharma è l’ennesimo DLC del grand strategy più famoso di Paradox Interactive, questa volta con un importante focus sull’India. Disponibile per PC

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Europa Universalis IV: Dharma – Recensione

Europa Universalis IV: Dharma non è solo India

Spesso la domanda che gli appassionati di EUIV si fanno quando si parla dell’ennesimo nuovo DLC diventa: “Devo comprarlo o no?”. Europa Universalis IV: Dharma è solo l’ultimo di una serie di DLC che si aggiunge ad un gioco che, seguendo la storia, ha ormai scritto una sua propria “storia”. Considerato da molti il miglior lavoro di Paradox Interactive, il gioco ha subito così tante mutazioni e cambiamenti da non assomigliare poi più molto alla sua prima forma iniziale.

La politica di Paradox sulle continue nuove espansioni a pagamento è un sistema che funziona e molti appassionati seguono periodicamente questi sviluppi, acquistandone alcuni e lasciando perdere quelli meno ricchi di cambiamenti. Vediamo quindi perché Dharma è da tenere in seria considerazione per l’acquisto.

Europa Universalis IV: Dharma

Cambiamenti irrinunciabili

Come sempre in questi casi, dobbiamo concentrarci sulle migliori innovazioni di questo DLC e di come alcune di esse siano talmente incisive sulle meccaniche di gioco da risultare irrinunciabili. Uno di questi cambiamenti riguarda il nuovo sistema di riforme di governo. Dimentichiamoci quindi dell’astratto e poco profondo metodo precedentemente adottato per la scelta delle leggi che regolano il nostro stato. Adesso, tramite punti riforma accumulati nel tempo, possiamo scalare una lista di tier e personalizzare le scelte di governo, customizzando quindi i bonus nel percorso di evoluzione del nostro esecutivo. A tempo debito sarà anche possibile innescare cambiamenti radicali per mutare il destino della nazione, ad esempio evolvendo da monarchia a repubblica o in una teocrazia e così via. Un sistema semplice, ma che aumenta esponenzialmente le variabili in gioco e che allo stesso tempo ci immerge maggiormente nella struttura politica dello stato.

Riuscitissimo anche il rework delle policy. Questi importanti modificatori sono sempre legati agli accoppiamenti delle idee ma, almeno per le prime tre scelte, non subiremo malus ai monarch point e possiamo pianificare con più accortezza come disporre le scelte politiche in una griglia divisa per punti amministrativi, diplomatici e militari. Questo sistema si collega direttamente a quello descritto in precedenza, dove è possibile attivare bonus per incrementare il numero di policy gratuite.

Terzo punto importante nella lista dei must have di questo Europa Universalis IV: Dharma riguarda il commercio. I trade center non sono più stazioni immutabili nel corso dei secoli ma, tramite investimenti in denaro, possiamo evolvere i centri di scambio e aumentare il nostro potere commerciale in un nodo. Questa scelta impreziosisce la gestione del trade, così come anche l’aggiunta di un interno nuovo sistema di edifici o investimenti finanziabili nelle trade company. Spendendo ducati possiamo costruire edifici dedicati allo sviluppo delle compagnie in Africa, India o Sud Est Asiatico, raccogliendo importanti bonus diversificati in base alle nostre esigenze. Avere il pieno controllo di una trade company, potenziata con questi accorgimenti, può risultare in un’enorme fonte di benefici a lungo termine.

Europa Universalis IV: Dharma

Quante volte ti ho visto sulla cartina e ti ho sottovalutato

Abbiamo preferito iniziare la recensione con il rework di punti cardine del gioco, utili a tutte le nazioni del mondo, ma ovviamente Dharma è per sua definizione il DLC dedicato all’India. Sono tanti i cambiamenti attuati nel continente indiano, a cominciare da un massivo update della mappa con nuove province e nuovi trade node posizionati strategicamente. Come ogni DLC dedicato a un’area specifica del mondo, potete aspettarvi moltissimi eventi che renderanno più dinamiche e interessanti le vostre campagne in India, un intero sistema dedicato ai monsoni, estates collegati alla storia indiana oltre a varie modifiche agli alberi missione con particolare attenzione ai Mughals, nazione formabile che diventa di primario interesse per chi ama condurre grandi campagne di conquista.

Anche gli europei hanno modo di rapportarsi ai territori esotici con una nuova meccanica che antepone il dialogo ai cannoni. Tramite le Charter Companies è possibile acquistare province nelle aree di trade company, risolvendo la tensione internazionale con il denaro piuttosto che con i combattimenti. Una tattica anche idonea alla creazione di una comoda testa di ponte per mandare a monte la diplomazia e sferrare un attacco ancora più incisivo.

Europa Universalis IV: Dharma

Perfino i coloni a “riposo” ora possono essere sfruttati a dovere. In mancanza di colonie raggiungibili, possiamo impegnare i pionieri nelle nostre province per innescare una chance di aumento casuale nel dev dell’area. Un cambiamento intelligente che ancora una volta coniuga meccaniche e ambientazione in modo egregio.

Europa Universalis IV: Dharma è solo un DLC e come tutti gli extra Paradox è una maledetta tentazione che vi fa assaporare miglioramenti ad un gioco che spesso ci si chiede come possa ancora continuare a migliorare. È un DLC a nostro avviso importante, di quelli che possiamo definire irrinunciabili per i veri appassionati di questo grand strategy. Se siete giocatori casual di EUIV e non sentite particolare bisogno nell’aumentare la già enorme profondità nelle meccaniche di gioco, considerate l’acquisto solo se l’area Indiana è di vostro particolare interesse. Per tutti gli altri invece, il cuore del DLC non sarà l’area di gioco esotica, bensì gli importanti cambiamenti a governi, policy e commercio.

Europa Universalis IV: Dharma – Recensione ultima modifica: 2018-11-19T08:00:15+02:00 da Matteo Gallo

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