Dead In Vinland – Recensione
Voto 80

Un survival e un manageriale, Dead In Vinland ci sfida a sopravvivere ad un naufragio gestendo intelligentemente le scarse risorse a disposizione. Disponibile per PC

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Dead In Vinland – Recensione

Dead in Vinland sorprende per profondità e bilanciamento

La famiglia protagonista di Dead In Vinland, guidata dal padre Eirik, trascorre tranquillamente la propria viva lungo la costa di un mare del Nord. Improvvisamente la fortuna volta loro le spalle e i quattro riescono a sfuggire per un soffio da bande di razziatori, imbarcandosi in un viaggio senza speranza. Navigando senza meta, dopo molto tempo in mare ecco in lontananza una terra sconosciuta che è chiaramente l’unica possibilità di salvezza. Come trama per dare inizio a una nuova avventura non possiamo certo parlare di originalità, ma è quello che viene subito dopo ad averci stupito. Questo nuovo survival, sviluppato da CCCP, rivela basi davvero solide su cui poggiare moltissime ore di gameplay vario e bilanciato, presentato con un comparto grafico più che rispettoso e curato nei dettagli, che strizza l’occhio allo stile visto per la prima volta in Banner Saga e ultimamente anche in Ash of Gods: Redemption.

dead in vinland

Non si può avere tutto

Dead In Vinland è una sfida di sopravvivenza vecchio stile portata avanti con alcune meccaniche che dividono ogni giorno in tre distinte fasi: mattino, pomeriggio e notte. Il gioco si svolge a turni e di giorno abbiamo tutto il tempo di pensare alle singole mosse per posizionare ogni personaggio su determinati spazi azione del campo base. Ogni azione è di fatto una prova di abilità su una delle tantissime caratteristiche della scheda personaggio e dobbiamo quindi cercare di ottimizzare il risultato assegnando ognuno al compito più idoneo. Gli elementi RPG del gioco sono quindi in larga parte riassunti nella scheda, un tripudio di parametri, tratti speciali, punti abilità e punti esperienza che disegnano nel dettaglio lo stile di gioco di ogni individuo.

dead in vinland

In Dead In Vinland sopravvivere è la regola numero uno, per questo dobbiamo assiduamente controllare i cinque valori chiave che da zero a cento valutano lo stato di salute di un personaggio. Fatica, fame, malattia, ferite e depressione: tutti stati da tenere il più possibile a fondo scala perché la morte sopraggiunge se anche solo uno di questi valori viene spinto al massimo. Il sistema di gioco prova costantemente ad uccidere i personaggi in modo davvero ben bilanciato e ci si trova spesso davanti a scelte che ad esempio abbassano la fatica ma non procurano risorse per placare la fame e così via. La forza è nel gruppo e proprio come per l’effetto di una bilancia, si ha proprio la sensazione di spostare piccoli pesi qua e là senza essere mai completamente scarichi, anzi cercando il perfetto equilibrio.

Raccolti attorno a un fuoco

Ogni mattina il tempo atmosferico influisce in vari modi sulla giornata. La pioggia riempie le riserve d’acqua ma incrementa la fatica e la depressione ad ogni svolgimento d’azione oppure possiamo incappare in duri periodi di siccità o di tempesta. Quando tutto sembra perduto, il vasto inventario contenente molteplici oggetti come erbe mediche, armi, attrezzi può risolvere la situazione fornendo bonus definitivi o temporanei. Arriva così il momento in cui le due fasi diurne esauriscono le azioni a disposizione, ed ecco calare la notte. Abbiamo trovato molto divertente gestire la fase serale durante la quale i personaggi discutono riuniti attorno ad un fuoco, che è essenziale mantenere sempre acceso consumando legna, mentre decidiamo come distribuire le risorse d’acqua e cibo facendo attenzione a non farle deperire per arrivare infine al meritato riposo.

Nonostante l’intera esperienza di gioco sia molto indirizzata a meccaniche gestionali e survival, è incredibile la mole di dialoghi che ogni giorno intrattengono i nostri sopravvissuti, alterando in continuazione i parametri di relazione fra ogni membro del gruppo. Questo sistema è un modo intelligente per rendere “vivi” i personaggi e riesce benissimo ad ambientare le paure e lo stress dati dai misteri che li attendono giorno dopo giorno. Alcune volte il giocatore può scegliere fra opzioni di dialogo e influenzare le discussioni attorno al fuoco, altre volte tutto si svolge automaticamente perdendo la sensazione di controllo. I gusti qui si dividono; noi abbiamo apprezzato questi eventi casuali e incontrollati che ci hanno resi spettatori di liti familiari o particolari interazioni con nuovi membri del campo, ma comprendiamo anche chi non apprezza questo tipo di effetti randomici che influenzano concretamente le statistiche e possono quindi rovinare ogni piano troppo rischioso.

dead in vinland

Utensili e armi per sopravvivere ancora e ancora

Le azioni disponibili al campo base sono inizialmente poche ma un vasto sistema di crafting permette di creare nuove postazioni di lavoro: tenda medica, miniera, campo da caccia fino ad arrivare agli allevamenti di bestiame. L’improvvisato rifugio iniziale può trasformarsi, dopo molte ore di gioco, in un vero e proprio villaggio capace di sostenere una piccola comunità; già perché il gruppo può espandersi ben oltre i quattro protagonisti. Infatti una delle azioni più importanti è l’esplorazione dell’isola, rappresentata da una mappa divisa in caselle che nascondono ogni genere di scenario. Scopriamo così pianure, laghi, foreste e molti altri luoghi dove ogni volta una singola azione può restituire importanti risorse, può risultare in un grande pericolo, avviare una mini quest o divenire appunto un’opportunità di reclutamento. Dialogando, possiamo convincere le nuove conoscenze ad unirsi al gruppo e sfruttare nuove paia di braccia al campo base, ingarbugliando ulteriormente le relazioni fra i sopravvissuti.

dead in vinland

Durante l’esplorazione non è raro incappare in pericolosi scontri che costringono i nostri al combattimento, gestito anch’esso a turni e con un sistema che in parte ricorda Darkest Dungeon. Ogni personaggio è dotato di punti azioni da spendere per effettuare varie azioni personali che hanno effetto su determinate aree di schieramento. In un complesso mix di attacchi, buff e malus animati con close up d’effetto ben realizzate, bisogna uccidere per non rimanere uccisi e ogni scontro può gravare parecchio sulle condizioni dei combattenti. In modo poco realistico, combattiamo con solo tre personaggi a nostra scelta che non si sa per quale motivo sono subito disponibili anche a ore di cammino dal campo base; capiamo il pretesto e in Dead In Vinland non bisogna cercare il divertimento nella trama, bensì proprio nella gestione risorse e relazioni del gruppo. A complicare le cose ci pensa il barbaro Björn, uno spietato guerriero che impone con la forza un pagamento in tributi ogni settimana che presto si rivelano un grande problema per il precario equilibrio che siamo riusciti a stabilire.

dead in vinland

Dead In Vinland mette in campo un numero elevatissimo di variabili da controllare e microgestire. Ogni tentativo di run prevede tre livelli di difficoltà oltre ad una modalità permadeath che non permette di ricaricare i salvataggi, giusto in caso vogliate sfidare il gioco e voi stessi in una partita ancora più dura. I dettagli sono ben curati e il bilanciamento di risorse e caratteristiche è un meccanismo ben oliato che bisogna comprendere fin da subito per rispondere con successo ad un gioco di mosse e contromosse tra voi e il sistema di eventi. Il combattimento non è eccezionale ma si fa apprezzare come buon intermezzo al lento gameplay manageriale che è l’asse portante del titolo. Unica vera nota negativa va all’interfaccia di gioco che risulta scomoda specialmente nel cambio di area al campo base per l’assegnazione dei ruoli. In definitiva però dobbiamo essere sinceri, l’aspettativa non era alta ma siamo stati piacevolmente stupiti da questo ottimo prodotto che sa ricreare una sfida complessa ed intelligente.

Dead In Vinland – Recensione ultima modifica: 2018-04-16T08:00:04+00:00 da Matteo Gallo

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