Dead Cells – Recensione
Voto 89

Dead Cells è un’avventura 2D che mescola metroidvania e rogue-lite, sviluppata da Motion Twin. È disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4

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Dead Cells – Recensione

Dead Cells: velocità, brutalità e precisione

Il momento è giunto, Dead Cells è finalmente uscito dall’Early Access e si propone al pubblico nella propria versione completa su PC, Xbox One e PlayStation 4 (versione da noi testata). Un paio di mesi fa ve ne avevamo parlato in anteprima: potete trovarla qui, se volete fare un ripasso veloce. Ora, però, è il momento di capire se l’opera di Motion Twin è definitivamente pronta per essere giocata e se la qualità che ci aspettavamo conferma le aspettative. Mettiamo da parte l’hype e vediamo questo indie cosa sa fare.

dead cells

Divertimento da perderci la testa

Ogni partita di Dead Cells inizia allo stesso modo: un blob verdastro cade da una conduttura e prende possesso di un cadavere decapitato. Questa è la nostra natura e ad attenderci non c’è un comitato di benvenuto, ma creature di varia forma, pronte a farci la pelle. Ci equipaggiamo con un paio di armi (prese da un ampio arsenale di spade, scudi e archi) e un paio di trappole o bombe dagli effetti più disparati. Ci buttiamo nel dungeon di fronte a noi, di volta in volta creato in maniera semi-casuale dal gioco.

Il nostro obbiettivo è sempre quello di superare l’area corrente, così da raggiungere un luogo sicuro in cui spendere le Cellule. Queste ultime vengono elargite dai nemici, casualmente, e devono essere investite in potenziamenti permanenti (ad esempio un maggior numero di cure) oppure usate per sbloccare nuove armi o trappole, che iniziano ad apparire durante le run da quel momento in poi.

 

Gli equipaggiamenti sono uno dei fulcri del gioco: come è ovvio, uno stocco andrà sfruttato in modo diverso rispetto a una daga da bandito o a un’ascia gigante. Non solo perché la velocità di attacco e il range sono differenti, ma soprattutto poiché sono sempre caratterizzate da capacità uniche. Proseguendo con l’esempio lo stocco effettua un danno critico dopo una rotolata, mentre la daga da bandito infligge più danni alle spalle. Combinandole con trappole elementali, scudi da parry che aumentano i danni dopo la parata o poteri congelanti ad area, ci si rende conto di come Dead Cells spinga il giocatore ad usare uno stile di gioco diverso di volta in volta: una grande varietà che può divertire moltissimo.

Ogni run, infatti, ci vede creare un nuovo personaggio in base agli oggetti che ci vengono elargiti: inevitabilmente tendiamo ad andare alla ricerca dei nostri pezzi d’equipaggiamento preferiti, ma non abbiamo mai la certezza di ottenere esattamente quello che desideriamo. Un tocco di imprevedibilità all’interno di una struttura da gioco di ruolo in formato lite.

Riguardo a questo punto, nei dungeon troviamo delle pergamene utili a potenziare una caratteristica scelta fra tre; queste influenzano i punti vita e la potenza degli equipaggiamenti. A ciò si sommano le Mutazioni, ovvero bonus da attivare nella zona sicura, anch’esse potenziate dalle tre caratteristiche. La ricerca delle pergamene quindi, determina pesantemente la nostra sopravvivenza nei dungeon, ma al tempo stesso è importante saper dosare i tempi.

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Fast & Furios & Dead

Dead Cells può essere giocato con calma, ma la verità è che è fortemente pensato per la rapidità, con tanto di contatore fisso su schermo. Uccidere nemici in sequenza ci dona un bonus di velocità e la mappa è disseminata di teletrasporti così da eliminare completamente il backtracking. Vari dungeon, inoltre, propongono un’area difesa da una porta a tempo. Dead Cells diventa quindi un gioco di efficienza pura, di rapidità e brutalità mescolate.

Le aree (varie sia a livello artistico che come level design) sono un insieme di piattaforme e passaggi che ci permettono di prendere di sorpresa i nemici: dobbiamo cercare di non dare loro il tempo di eseguire un singolo attacco. Le altezze sono nostre amiche poiché ci permettono di effettuare un attacco in caduta che, oltre ai danni, stordisce le creature dandoci quel secondo di vantaggio utile ad abbatterle. Lo stesso accade con le porte, che possono essere sfondate. Per giocare e divertirsi con Dead Cells è fondamentale essere attenti, rapidi e precisi.

(Non) vince chi preme più forte

Spesso ci renderemo conto che stiamo premendo come degli ossessi i tasti del controller per colpire, schivare, saltare o lanciare bombe: tutto contemporaneamente. Dead Cells è un ottimo esempio di button smashing intelligente e accorto. Può suonare come un contro senso, ma è una buona definizione. L’attenzione, inoltre, è fondamentale non solo per vantarsi di aver eseguito delle mosse incredibili, ma anche e soprattutto per non lasciarci la pelle. I nemici di Dead Cells non perdonano e, soprattutto con le boss fight, dovremo veramente sapere come affrontarli per non perire sotto i loro colpi.

I boss sono l’unico punto debole del gioco: il loro design è valido ma non incredibile e sono solo quattro (una run completa richiede di sconfiggerne tre). Inoltre, tendono a soffrire particolarmente le mosse bloccanti (tagliole, congelamento…) a causa di una velocità e un caos a schermo che diventa un po’ eccessivo nella seconda metà degli scontri. L’approccio alle battaglie, tramite le nostre prove, ci pare quindi pendere troppo verso certi setup, limitando quindi il gusto del “giocare a modo proprio”.

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Muori, combatti, muori… e poi ripeti

In ogni caso, conta molto anche l’esperienza che si acquisisce partita dopo partita: la ripetizione è parte fondamentale di Dead Cells (sempre di un rogue-lite parliamo, dopotutto). Ad ogni nuovo tentativo si affina la tecnica e si sbloccano nuove armi o Mutazioni e, se si riesce ad avanzare a sufficienza, si ottiene una Runa, ovvero una mossa unica e permanente che permette l’accesso a nuove regioni di gioco secondo la classica struttura dei metroidvania. Se, dalla prima zona, inizialmente possiamo solo accedere al Cortile, dopo aver ottenuto l’abilità di far crescere dei viticci melmosi potremo arrampicarci fino all’ingresso delle Fogne. Dead Cells, quindi, ricompensa ogni sforzo non solo con il divertimento ma anche con nuovi contenuti.

Saranno necessarie molte ore per vedere tutte le aree e sconfiggere il boss finale; un numero destinato a salire esponenzialmente se si desidera completare l’opera al 100%: inoltre, è possibile tentare la sorte con delle complesse sfide a tempo. A chiudere il cerchio, c’è anche una semplice ma intrigante narrazione che, di run in run, ci dona piccoli dettagli sul mondo di gioco ovvero questa isola-prigione colpita da un Malessere misterioso. Riconfermiamo inoltre la bontà visiva di Dead Cells: i colori, la fluidità e lo stile delle ambientazioni saranno amati da ogni fan della pixel-art.

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Dead Cells è un gioco di alto livello che richiede impegno e dedizione, soprattutto per apprendere le basi e entrare nell’ottica del “più veloce o muori”, ma è in grado di donare soddisfazione e divertimento per molte ore. Se non fosse per alcune ombre sulla gestione dei boss, staremmo a parlare di un grande capolavoro. Sicuramente per alcuni questo appellativo se l’è già meritato.

Dead Cells – Recensione ultima modifica: 2018-08-06T18:00:37+00:00 da Nicola Armondi

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