Crest – Recensione
Voto 72

Crest vi permette di vestire i panni di un Dio, permettendovi di impartire comandamenti e leggi ai vostri coloni, con i vantaggi e gli svantaggi del caso. Disponibile per PC

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Crest – Recensione

In Crest vestiamo panni di un Dio, con tutte le responsabilità del caso

Quanti di voi hanno sognato di essere un vero e proprio Dio? I God Game non hanno sempre centrato il bersaglio e a parte gloriosi successi del passato come Populous o Black and White, alcuni titoli più recenti come Godus hanno ben pensato di utilizzare questo tipo di setting riscuotendo da subito un’enorme successo in termini di hype ma ottenendo infine come risultato un clamoroso flop. Un titolo che però ci ha colpito dai primi trailer e annunci è sicuramente Crest, che per certi versi riprende l’idea di giochi simili ma in una veste completamente nuova e con uno stile più vicino al gestionale.

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Scrivi i tuoi comandamenti

All’avvio del primo mondo, veniamo subito introdotti al gioco con un tutorial completo che spiega le basi, fornendo anche qualche dritta su come intraprendere i primi minuti di gioco. In Crest, la prima cosa da apprendere è la gestione dei comandamenti che sono la colonna portante del gameplay e che permettono di avere approcci di vario tipo, con conseguenti reazioni da parte della popolazione attraverso l’aumentare o il diminuire della devozione verso il proprio Dio. I comandamenti vanno impostati secondo tre paramenti principali: popolazione interessata, azione da svolgere e su chi svolgerla. Inizialmente non sono presenti moltissime opzioni da scegliere, ma sono più che sufficienti per impartire i primi comandamenti che, se vengono accolti in modo positivo dalla popolazione, possono giovare in maniera considerevole.

Con il passare del tempo, noterete che la vostra popolazione inizierà a migliorare il linguaggio, sbloccando quindi nuovi vocaboli e abilità che andranno ad integrarsi alla lista dei comandamenti, permettendovi di impartire ordini molto più vari, grazie ai quali riuscirete ad espandervi nelle terre disponibili. Come è logico pensare, non è possibile impartire tutti gli ordini che vogliamo, infatti il sistema dei comandamenti è legato ad un parametro che aumenta con la fama e che diminuisce di tre unità ogni qualvolta viene imposta un nuova legge divina.

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Espandi le città e crea alleanze

Come ci insegna la storia, difficilmente le città vicine sono propense ad andare d’accordo, soprattutto se di mezzo ci si mettono fiorenti miniere d’oro e ricche zone di pesca. In Crest tutto questo viene ripreso e, attraverso la nascita di nuove città, diventa necessario mantenere buoni rapporti con tutti. Infatti se una città crede di essere amica di un’altra, non è detto che per i vicini sia lo stesso. Per questo motivo nella scelta dei comandamenti sono disponibili delle scelte che ci permettono, tra le altre cose, azioni diplomatiche come trattati di pace fino a vere e proprie dichiarazioni di guerra. Come ogni legge, anche i comandamenti possono non essere ben accetti dalla popolazione e questo ci spinge a modificarli attraverso dei suggerimenti proposti dagli oratori. E’ importante decidere se accettare o meno questi suggerimenti in base alle nostre esigenze, rischiando ovviamente di perdere la fiducia e l’appoggio di una determinata parte della popolazione. Nell’insieme siamo quindi chiamati a prendere decisioni più o meno semplici che condizionano lo sviluppo del nostro coloratissimo mondo via via sempre più grande e ricco di vita.

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Graficamente piacevole

Altro aspetto interessante che ci ha spinto a proseguire l’avventura è sicuramente l’aspetto grafico che, sebbene tecnicamente non eccelso, riesce a rilassare complice anche la vivacità presente nei vari biomi e fra gli abitanti delle città. Grazie al suo stile minimale e sfaccettato, riesce a regalare emozioni che spesso non troviamo in titoli con un comparto tecnico decisamente più avanzato e dal budget sicuramente maggiore. Durante le nostre sessioni di gioco sarà facile incontrare nuove terre, caratterizzate da uno stile unico rispetto a quelle precedentemente esplorate, sia per la presenza di particolari biomi quali ad esempio le zone marittime, le foreste e la savana, sia per la presenza di animali che sono gradevoli compagni durante le sessioni di gioco. L’unico problema che abbiamo riscontrato dal punto di vista grafico è sicuramente la presenza di alcuni glitch e bug che tendono a presentarsi durante la generazione delle mappe, svelando così situazioni poco piacevoli da vedere e che spesso ci hanno obbligato a creare un nuovo mondo per eliminare alla radice il problema. Anche se la longevità è potenzialmente infinita, grazie alla possibilità di creare mondi sempre diversi, abbiamo notato che dopo un certo numero di ore il gameplay potrebbe risultare monotono, il che potrebbe portare alcuni giocatori ad abbandonare il gioco.

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Crest è un titolo sicuramente da tenere d’occhio che lo porta finalmente fuori dal Limbo dell’Early Access. Il gameplay ci è sembrato interessante e caratterizzato da un’ottima longevità e rigiocabilità, complice anche il fatto che ogni partita può essere interpretata e giocata in molti modi diversi. Buono anche il comparto grafico che riesce a regalare momenti piacevoli durante il gioco, grazie ad uno stile unico sia dei personaggi che dei biomi.

Crest – Recensione ultima modifica: 2018-03-09T09:00:02+00:00 da Giuliano Radut

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