Chuchel – Recensione
Voto 88

Chuchel è la nuova divertentissima avventura punta e clicca di Amanita Desgn, casa di sviluppo di Machinarium e Botanicula. Disponibile per PC

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Chuchel – Recensione

Chuchel è un passaggio attraverso il tempo

Quando metti le mani per la prima volta su un nuovo prodotto della Amanita Design, l’avvio del gioco ha qualcosa di simile all’apertura del sipario a teatro. Ti metti comodo, regoli il sonoro e prepari i tuoi sensi ad essere stupiti ancora una volta dalle storie di questa fabbrica di sogni. Chi ha giocato ai passati capolavori della software house di Brno sa bene cosa stiamo intendendo; parliamo di titoli che hanno lasciato il segno tra cui Samorost, Botanicula e Machinarium. La nuova avventura si intitola Chuchel e preparatevi ancora una volta ad un opera capace di farvi viaggiare attraverso le sensazioni, per fare un saluto al bambino che vi siete lasciati alle spalle.

chuchel

Un punto nero di felicità

Chuchel è sostanzialmente un’avventura punta e clicca con protagonista una buffa palla di pelo con indosso un cappello che lo fa quasi somigliare ad una ghianda. Il personaggio non è un campione di intelligenza e il suo carattere irascibile, unito ai suoi goffi tentativi di superare ogni livello, lo rendono un perfetto eroe comico. Chuchel non ha una vera e propria trama, semplicemente l’omonimo protagonista desidera follemente una ciliegia che fin da subito gli viene rubata dal rivale Kekel; si innesca così un folle inseguimento attraverso numerosi livelli collegati fra loro con grande fantasia e senza nessuna pretesa di realismo.

Fin dal suo risveglio in una scatola di cartone, Chuchel vi cattura con un carisma fuori dal comune. Non ci sono dialoghi e tutti i personaggi si esprimono a gesti e con buffe voci o suoni (magistralmente realizzati da DVA, band della Repubblica Cieca che potete ascoltare in un video inserito in questo articolo). Proprio il sonoro è una delle componenti meglio riuscite, così musiche ed effetti animano il carattere di ogni creatura meglio di mille parole, dando vita ad un vero e proprio paese delle meraviglie. A stimolare ulteriormente il piacere di gioco ci pensa il comparto grafico caratterizzato da animazioni di altissimo livello con alcune delle più strane forme di vita mai viste. Gli sfondi e gli oggetti di scena ricordano disegni infantili ma si sposano benissimo con l’atmosfera distesa e piena di gioia di questa avventura.

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Il potere della comicità

Dopo pochi secondi a contatto con Chuchel vi si stampa in faccia un sorriso che non va più via per tutta la sessione di gioco. Chuchel è allegria, gioia e spensieratezza. In qualche modo questo gioco è capace di trasportare i vostri pensieri all’interno di una forma più semplice, facendovi ricordare cosa vuol dire essere un bambino. Riderete di stupide gag e di altrettanto frivole situazioni comiche e tuttavia non riuscirete a staccare gli occhi di dosso allo strano esserino nero impegnato nella sua frustrante lotta per raggiungere la ciliegia. Lo vedrete fallire ancora e ancora e ogni volta verrà allestita una nuova scena tutta da scoprire.

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Alcuni capitoli sono puri intermezzi realizzati per il piacere della risata e possiamo quasi definirli dei video, sebbene siano necessarie brevi interazioni. Invece altre intere scene sono dedicate alla soluzione di enigmi, mai troppo complessi e che vi vedranno tentare e ritentare fino a trovare la giusta combinazione di azioni da svolgere. Non troviamo nulla di male in questa scelta e il gioco scorre fluido fino alla fine e la nostra esperienza si è svolta in un’unica sessione di oltre due ore. Sicuramente ad alcuni può non andare giù la durata esigua e il basso livello di sfida, specialmente se ci stiamo aspettando qualcosa di più simile ai precedenti lavori della casa di sviluppo.

Stile inconfondibile

Lo stile di Chuchel ci ha immediatamente ricordato le stranezze dei Monty Python, ad esempio l’uso della “manona” che arriva da chissà dove proprio come il “piedone” caratteristico del gruppo comico britannico, oppure ancora l’ingresso del gigantesco titolo “CHUCHEL” sfoggiato a conclusione di ogni evento. Durante la caccia alla ciliegia lo strano protagonista viene colpito, schiacciato, fatto cadere, allungato, trasformato per riuscire a risolvere puzzle che a volte richiedono il vostro ingegno mentre altre volte sono più orientati verso prove di abilità. Vista la natura del titolo assolutamente non punitiva, in ogni momento possiamo richiamare un aiuto che cerca di suggerici come risolvere la situazione, funzione che abbiamo sfruttato davvero poco. Concludiamo informandovi che Chuchel è uno dei candidati tra i migliori indie per la categoria Excellence in Visual Art al prestigioso premio Independent Games Festival 2018.

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Ci piace pensare ad Amanita Design come ad un pittore che, dopo aver dato tutto in una corrente artistica, decide di passare oltre ed inventare qualcosa di nuovo con cui esprimersi. Chuchel non è la solita avventura punta e clicca piena di colpi di scena e di enigmi duri da risolvere ma è ugualmente capace di stupirvi e rapire la vostra attenzione. Consigliamo a tutti di provare questa esperienza, ancora meglio se condivisa con qualcuno così da aggiungere ancora più sorrisi agli sguardi rivolti a questo strano omino nero.

Chuchel – Recensione ultima modifica: 2018-03-08T19:09:54+00:00 da Matteo Gallo

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