Celeste – Recensione
Voto 98

Celeste è un capolavoro che si merita tranquillamente le lodi ricevute e che ha il diritto di porsi fianco a fianco ai giganti che han creato il genere, edito e prodotto da Matt Makes Games Inc. per Playstation 4, PC, Xbox One e Nintendo Switch

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Celeste – Recensione

Comprendere il platform senza copiare i classici, raccontare la depressione senza ricorrere a criptiche metafore, Celeste riesce nella semplicità a trovare una perfezione.

Nel corso del 2018 abbiamo visto diversi titoli strabilianti comparire sul mercato, basta dare un occhiata al nostro giovane sito per vedere come titoli come Into the Breach, Dead Cells e Hollow Knight ci abbiano colpito e donato ore di divertimento. Tuttavia il 2018 è stato un anno particolare. Un anno in cui un certo titolo ha eccelso talmente oltre ogni aspettativa, da aver occultato tanti altri giochi meritevoli. Un anno in cui una piccola realtà indipendente si è ritrovata sui maggiori palchi del mondo, a competere per il GOTY con i behemot Sony e Rockstar. Il 2018, per chi vi scrive, è stato l’anno di Celeste.

Una ragazza (almeno all’apparenza), si prefigge un’obbiettivo palesemente al di sopra delle proprie capacità: scalare il Monte Celeste. Un monte che nessuno prima ha scalato, un impresa impossibile per una ragazza, anche piuttosto fragile fisicamente e tormentata da attacchi di panico. L’avventura infatti, inizia con un’anziana signora che schernisce la nostra protagonista: Madelyne. Lei non ha la stoffa per compiere l’impresa, l’anziana glielo legge negli occhi: ma salto dopo salto, l’obbiettivo si avvicina, anche se il viaggio riserva molto più di quel che sembra, infatti la sfida che Madelyne si prefissa non è altro che una distrazione. Madelyne ha tanto che la tormenta nella sua vita, e dei dubbi piuttosto comuni con cui è facile empatizzare: “Non sono in grado di concludere nulla da sola” e “Se arrivo in cima, dimostrerò di essere qualcuno“: questi i pensieri che hanno condotto la nostra protagonista ai piedi del Monte Celeste. Compiere una grande impresa per dimostrare al mondo di essere all’altezza, per dimostrare a sè stessi di valere qualcosa.

Celeste

Questo è il primo segno di ciò che affligge Madelyne, e il primo di tanti messaggi che ci porteranno a capire il suo anime. Madelyne soffre di depressione, ha ceduto all’alcolismo e la sua fragilità fisica accompagna la sua psiche nel meandri più bui della mente. Il monte Celeste non è nient’altro che una distrazione dalla mente di Madelyne, che cerca una grande conquista sperando questa riesca a riscattare una vita che sembra già sprecata. Ma il monte ha una certa fama, sembra che sia in grado di scavare nella mente di chi lo scala. Ed è tramite il mistico potere del monte che il gioco rappresenta la depressione di Madelyne, che verrà veicolata attraverso il “villain” del titolo… Madelyne. Una copia della nostra protagonista che prende in carico tutti i sentimenti negativi di quest’ultima, per liberarla dal fardello della sua condizione psicologica.

L’alter ego di Madelyne la metterà alla prova e cercherà in tutti i modi di farsi odiare, così che la protagonista possa combattere la propria negatività durante la scalata del monte. Ma è in questo momento che Celeste fa il passo che a tanti altri manca, quando si parla di depressione o negatività. La fiducia in sè stessi e la positività aiutano, ma non si può vivere di quelli: non bisogna combattere i propri difetti, bisogna accettarli e usarli per diventare persone migliori. Il viaggio nel monte Celeste rappresenta questo per Madelyne: una continua lotta contro se stessa, che sfocia in una delle migliori e più fantasiose boss fight mai viste in un platform, che alla fine fa capire alla protagonista che non deve combattere sè stessa, ma deve accettarsi.

Una storia raccontata con elementi di fantasia, ma un attaccamento alla realtà che nessun altro gioco con le stesse tematiche riesce a vantare. Il ritmo è perfetto e forma una coesione con il gameplay che riesce a trascinare il giocatore attraverso centinaia e centinaia di morti senza che l’interesse per il viaggio di Madelyne cali. Per poter giustificare il voto che vedrete su questa recensione, mi basterebbe farvi rendere conto di come abbiamo già parlato molto di Celeste, senza toccare i tre migliori punti di forza del gioco stesso: gameplay, contenuti, musica.

Celeste

A livello di gameplay, come accennato nell’introduzione, Celeste riesce a essere geniale sfruttando la semplicità. Se dovessi trovare il più grande difetto del trend videoludico moderno, sarebbe quello di voler introdurre troppe meccaniche senza esplorarne nessuna a fondo. Giochi come Skyrim sono sicuramente divertenti grazie a questo concetto, ma molti altri titoli vengono penalizzati dal voler fare troppo e male, specie nel panorama indie. Celeste è fortunatamente l’antitesi concreta di questa politica. Per giocarci bastano 4 tasti: X, quadrato, R2 e l’analogico sinistro. Questo potrebbe far pensare a un gioco limitato, eppure non si potrebbe essere più fuori strada. Celeste prende le sue semplici meccanica di scalata, scatto aereo, e salto e le esplora a livelli intoccati dai tempi di Super Mario Bros 3. Il level design pazzesco non solo pone davanti sfide sempre fresche e interessanti, ma si basa su una politica molto moderna: puntare più sulla creatività del giocatore che su una precisione millimetrica nei movimenti. I livelli di Celeste hanno un livello di sfida molto alto, basti pensare come sia assolutamente naturale fare una trentina di morti solo nel primo stage, ma il respawn veloce e la perfetta reattività dei comandi riescono a rendere la morte non qualcosa di frustrante, ma qualcosa di interessante da integrare come meccanica di gioco. La sperimentazione è assolutamente necessaria e premiata, specie nel caso si tenti di raccogliere i numerosissimi collezionabili presenti nel gioco.

Ogni Stage propone delle meccaniche uniche e nuove, che vengono esplorate su tre diversi livelli di difficolta, il Lato A, il lato B e il lato C. Per concludere l’avventura è necessario completare tutti i “lati A”, che consistono in sfide dalla buona difficoltà e che fanno crescere il giocatore man mano che questo prosegue con l’avventura esplorando le meccaniche sotto punti di vista interessanti senza spingere troppo sull’acceleratore. I lati B e C invece, sono delle challenge al limite della follia, dove il game design arriva a dei picchi forse mai raggiunti e dove la difficoltà si alza spropositatamente in sua compagnia. Completare questi livelli è un impresa molto ardua, ma contemporaneamente deliziosamente stimolante.

Celeste

Tutte le meccaniche aggiunte man mano nel gioco vanno poi a comporre un meraviglioso livello finale, dove queste ultime sono combinate tra loro, espandendo inverosimilmente il loro già enorme (e soprattutto già esplorato) potenziale. Ed è così che un gioco normale concluderebbe il proprio contenuto, con un finale che testa il giocatore e lo obbliga a utilizzare tutto ciò che ha imparato durante il viaggio… ma Celeste decide di andare oltre. In aggiunta ai lati delle cassette e alle fragole, ognuna delle quali è posizionata in modo strategico per creare un platform sempre nuovo, il gioco propone anche altro e la mole di contenuti era già considerevole così. Livelli bonus e Fragole dorate vanno a aumentare esponenzialmente il contenuto di Celeste, così come il livello di sfida.

Tutto questo ben di Dio è accompagnato da una colonna sonora eccezionale, che si adatta alla sezione del livello che si percorre, con diversi remix delle tracce per rendere meglio l’atmosfera e remix aggiuntivi riservati ai lati opzionali delle cassette. Il genere synthwave delle tracce rende alla perfezione l’atmosfera delle suggestive ambientazioni del monte, tutte realizzate in una pixel art convincente e accompagnate da artwork molto espressivi che incidono anche sulla caratterizzazione di pochi personaggi presenti.

Come già dissi recensendo Hollow Knight, la cosa più bella che può capitare in sede di recensione è aver difficoltà a trovare difetti: solitamente ci si impunta sulle minuzie, si cerca qualche frangente squilibrato o qualche difettuccio tecnico, ma con Celeste anche questo è difficile. Le sfide, anche quelle più brutali, sono rappresentate in modo molto intelligente, riservando challenge folli nei livelli più hardcore, ma mettendo sfide molto divertenti e in grado di far impegnare il giocatore in ogni singolo capitolo. Per quanto riguarda le prestazioni, su Playstation 4 e Playstation 4 Pro il gioco non ha mai avuto cali di framerate e su Nintendo Switch si comporta altrettanto bene. L’unica cosa che ricordo esser andata storta è un crash sporadico, capitato nelle prime release del titolo.

Celeste

Celeste è un titolo praticamente esente da qualsiasi difetto e se si cerca di trovarne uno la situazione diventa quasi ridicola nel tentativo di farmi tornare in mente i vari momenti di gioco alla ricerca di qualcosa di negativo da segnalare. Per fortuna, come anche il gioco stesso insegna, bisogna accettare la semplicità, e semplicemente un fattore puramente negativo non c’è. Celeste è un gioco che va molto vicino al perfect score, un gioco che riesce ad azzeccarle tutte, un gioco paragonabile ai giganti del settore, a coloro che han scritto la storia del videogioco. Beh dai, se proprio vogliamo esagerare, possiamo dire che non è Super Mario Galaxy e cercare di considerare questo un difetto.

Celeste – Recensione ultima modifica: 2019-02-08T07:00:26+00:00 da Alessandro Tosoni

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