Book Of Demons – Recensione
Voto 75

Book Of Demons è un hack and slash in stile papercraft sviluppato da Thing Trunk. Il gioco è disponibile per PC

  Voto 75 good

Book Of Demons – Recensione

Book of Demons esce dall’Early Access

Book Of Demons è finalmente disponibile nella sua versione definitiva: il gioco sviluppato da Thing Trunk è il primo della collana intitolata Return 2 Games, concepita come un omaggio ai classici del genere hack and slash. Tratto peculiare del titolo che ci apprestiamo a recensire è l’appartenenza a un mondo in cui i personaggi e gli oggetti sono fatti di carta. Dopo una breve, ma doverosa premessa, andiamo a vedere quelle che sono le caratteristiche principali del prodotto targato Thing Trunk.

Book Of Demons

L’eroe torna a casa

In Book of Demons vestiremo i panni di un eroe che, dopo anni di peripezie in giro per il mondo, torna nella sua terra natia scoprendo che qualcosa di terribile ha sconvolto la quiete dell’intera popolazione. La pace del villaggio infatti, è stata spazzata via dall’arrivo di creature infernali provenienti dai sotterranei della cattedrale: compito del nostro alter ego sarà quello di restituire agli abitanti l’oramai perduta tranquillità. Come si evince da queste poche righe la trama non brilla certo per originalità e pare un mero tributo a Diablo, di cui il gioco ricalca alcune dinamiche, ammantandole di un sottile strato di ironia e leggerezza.

All’inizio del nostro percorso ci viene data la possibilità di scegliere fra tre classi giocabili: guerriero, mago e ladro. Come prima run saremo obbligati a optare per il guerriero, ma una volta raggiunto il quinto livello, potremo virare sulle altre due classi. Il passo successivo alla scelta di classe è quello di stabilire la difficoltà della nostra campagna. Anche qui le opzioni a nostra disposizione sono tre: casual, normale e roguelike. Come primo approccio è consigliabile partire con una difficoltà intermedia per prendere dimestichezza con le meccaniche di gioco mentre la difficoltà roguelike è rivolta agli utenti più esperti, in cerca di un’esperienza ardua e stimolante.

Completate tutte le fasi di creazione verremo catapultati nel villaggio dove verrà ad accoglierci la locandiera, la quale ci farà una breve panoramica riguardo alla drammatica situazione in cui versa la popolazione: un rituale proibito ha ridestato dalle profondità della cattedrale l’Arcidemone e la sua armata infernale. Ci è subito chiaro dunque, che per mettere fine a questa immane calamità dovremo addentrarci nei sotterranei della cattedrale, sbaragliando la resistenza dei demoni che ci si parano dinanzi.

Book Of Demons

Il tempo è nelle tue mani

La peculiarità che distingue Book Of Demons dagli altri giochi del suo genere è la possibilità di stabilire la durata della nostra partita attraverso l’utilizzo del Flessiscopio. Il Flessiscopio consiste sostanzialmente in una schermata che ci viene introdotta all’inizio di ogni nuovo livello. Ci sono cinque opzioni possibili in termini di durata e dimensione delle aree che andremo a visitare: molto piccola, piccola, media, grande e molto grande. È facile intuire che, a seconda di ciò che scegliamo, i premi e l’oro che accumuleremo durante le fasi di esplorazione varieranno drasticamente.

È indubbio che una modalità del genere rappresenta un punto di vantaggio per tutti quei giocatori che, non avendo molto tempo da dedicare ai videogiochi, possono plasmare la partita più congeniale alle proprie necessità. Sarà inoltre possibile, una volta terminato ogni singolo livello, tornare all’hub centrale, ovvero la piazza del villaggio, dove potremo interagire con quattro personaggi, compresa la già menzionata locandiera. Ognuno di questi personaggi ci sarà di aiuto lungo la nostra avventura.

Book Of Demons

Hello darkness, my old friend…

Spesso capita che all’ingresso di ogni dungeon il nostro alter ego si lasci andare a qualche battuta di spirito o, come suggerisce il titolo introduttivo di questo paragrafo, a citazioni musicali come appunto quella di “The Sound of Silence”, a testimonianza dell’aura scanzonata che aleggia sul gioco. La celebre frase iniziale della canzone di Simon & Garfunkel ci aiuta ad aprire il discorso inerente all’esplorazione dei dungeon, i quali peraltro possiedono la non trascurabile caratteristica di essere generati proceduralmente.

L’esplorazione non è improntata sulla libertà di movimento, difatti ci potremo muovere solo ed esclusivamente su un percorso predefinito, una sorta di binario che limita inevitabilmente la manovrabilità del personaggio; questo non vale invece per i vari mostri che andremo a incontrare, i quali possono spaziare lungo tutta l’area di gioco. Inizialmente questa limitazione negli spostamenti potrebbe apparire farraginosa, ma con il passare delle ore riusciremo a farci l’abitudine senza troppi problemi.

Altro aspetto da segnalare è che ogni passo compiuto sui sentieri della mappa è segnato da impronte che ci aiuteranno a riconoscere le zone che abbiamo già visitato. Questa funzione ci aiuta a completare ogni livello e a non lasciarci alle spalle oro e altri oggetti importanti.

Book Of Demons

Gioca bene le tue carte

Peculiarità fondamentale del gioco è l’impiego di un’ampia gamma di carte volte al potenziamento del personaggio: quando il nostro eroe sale di livello può assegnare un punto in più alla vita o al mana. Da questo punto di vista il progresso appare piuttosto scarno, ma è proprio qui che entrano in gioco le carte. A seconda della classe che sceglieremo potremo disporre di un diverso campionario di carte, ognuna con bonus differenti, che si dividono in quattro tipologie: carte oggetto, carte incantesimo, carte artefatto e carte runiche.

Le carte oggetto sono quelle più basilari e includono pozioni curative, pozioni di ripristino del mana e accessori di grande importanza come bombe infuocate, velenose e via discorrendo. Le carte incantesimo e artefatto sono quelle maggiormente incisive: le prime prevedono l’utilizzo di abilità volte ad annichilire i nostri nemici e a consentirci quasi sempre una via di fuga; le seconde ci danno accesso a bonus di rigenerazione salute o a incantamenti per la nostra arma. Infine le carte runiche hanno come unico scopo il potenziamento delle carte oggetto, incantesimo e artefatto.

Book Of Demons

Il ruolo degli aiutanti

Legato al discorso delle carte, c’è il ruolo che alcuni abitanti svolgono all’interno del villaggio. Nella piazza centrale sono presenti quattro personaggi: la Locandiera, il Saggio, la Cartomante e il Guaritore. Ognuno di loro aiuta lo sviluppo del nostro alter ego tramite diversi compiti.

La Locandiera ha il compito di conservare all’interno di un Calderone i punti che non spendiamo ogni qualvolta si sale di livello, i premi che raccogliamo nel corso della nostra avventura e altro ancora. Il Saggio ci conferisce la possibilità di sbloccare nuovi slot per le carte, fino a un massimo di dieci (ogni carta ha un suo costo e sta dunque a noi scegliere quelle che più ci aggradano), e di identificare le carte criptate. La Cartomante ci aiuta a ricaricare le carte oggetto e a potenziare le altre, mentre il ruolo del Guaritore è decisamente più marginale e consiste nel semplice ripristino di salute e mana.

Per quanto riguarda il comparto grafico, ogni elemento di gioco è disegnato come se facesse parte di un enorme libro pop-up. Lo stile generale è sicuramente accattivante, sebbene la completa mancanza di animazioni rappresenti una nota stonata, specie nelle concitate fasi di combattimento.

Book Of Demons è un titolo originale e divertente che ha come pregio principale quello di adattarsi alle necessità del giocatore tramite l’utilizzo del Flessiscopio. Il difetto maggiore è rappresentato da un gameplay tutto sommato poco profondo che, a lungo andare, può rivelarsi ripetitivo, sebbene i dungeon generati proceduralmente garantiscano una certa rigiocabilità.

Book Of Demons – Recensione ultima modifica: 2018-12-17T07:00:08+02:00 da Lorenzo Spaziani

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