Battletech – Recensione
Voto 90

Battletech è uno strategico a turni con alcuni elementi ruolistici che ricalca alla perfezione le meccaniche e l’ambientazione del famoso wargame da tavolo. Disponibile per PC

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Battletech – Recensione

Battletech, dal tavolo ai nostri schermi, uno strategico a turni di altissima qualità

Battletech, questo nome ai giocatori più giovani potrebbe non dire un granché di particolare così su due piedi. Chi invece era già coinvolto in ambito ludico negli anni ’90, non solo videoludico, non potrà che avere un vero e proprio sussulto al solo sentir pronunciare questo nome. Infatti Battletech è un longevo franchise di genere fantascientifico che ha come protagonisti i Mech Warriors, ovvero coraggiosi piloti di giganteschi robot da guerra che si danno battaglia per la gloria personale o per la volontà di qualche Nobile Casata.

Nonostante l’ambientazione fantascientifica in Battletech troviamo un universo di stampo feudale. Dopo la scoperta dei viaggi interstellari, l’umanità ha velocemente colonizzato una buona porzione della Via Lattea. Mondi anche lontanissimi sono stati resi abitabili e intere nuove nazioni sono sorte su di essi, l’Età dell’Oro era comunque destinata a finire presto.

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I nuovi mondi umani hanno infatti iniziato a muovere guerra l’uno contro l’altro, in una serie di conflitti che hanno dilaniato la galassia e visto il sorgere di vere e proprie casate nobiliari che si sono spartite sistemi stellari e pianeti come gli antichi feudatari del Medioevo, dando vita a nuovi domini e imperi, stringendo alleanze e matrimoni di stato, combattendo guerre e cercando continuamente di pugnalarsi alle spalle. In pratica una sorta di Game of Thrones ante litteram, ambientato nel futuro.

I Mech Warriors sono una sorta di novelli cavalieri, che utilizzano enormi camminatori da guerra al posto dei destrieri e anche loro, come le loro controparti medioevali, possono essere al servizio di una Casata oppure errare solitari per raggiungere uno scopo o infine, molto più pragmaticamente, unirsi in compagnie di ventura e prestare i loro servigi bellici al miglior offerente. Questo a grandi linee è l’affascinante background di Battletech, che in questa nuova incarnazione videoludica riesce a catturare al 100% tutte le peculiarità di questa fantastica ambientazione.

Dimmi chi sei, Mech Warrior!

In Battletech vestiamo i panni di un pilota di mech alle prese con l’arduo compito di farsi strada tra i pericoli e gli imprevisti di questa professione. Come siamo finiti ai comandi di un robot da combattimento che pesa svariate centinaia di tonnellate, dipende da una scelta che dobbiamoprendere noi giocatori prima di dare inizio alla campagna. Definire con precisione il background del nostro personaggio non sarà soltanto un elemento di contorno infatti il gioco possiede anche una certa componente di gioco di ruolo, con paramatri e decisioni che vanno a plasmare il flusso degli eventi e il procedere quindi della nostra avventura. Diventa dunque molto importante decidere quale è la nostra origine, quale evento ci ha portato a dove siamo ora e, sopratutto, quale sarà la nostra motivazione principale. Sempre a livello di personalizzazione, è presente anche un semplice editor di araldica e di scelta della livrea dei nostri mech, particolari non fondamentali ma decisamente graditi.

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Battletech è fondamentalmente uno strategico a turni. Saremo al comando di una Lance, ovvero un’unità di combattimento formata in linea di massima da quattro battlemech, pilotati da altrettanti Mech Warriors. Ogni pilota ha un suo specifico profilo, cosa che naturalmente influisce non poco sulla sua condotta in battaglia e anche sull’effettiva precisione dei suoi attacchi. Anche i battlemech, le nostre macchine da guerra antropomorfe, hanno un bel po’ di parametri e caratteristiche varie, prima tra tutte il tonnellaggio, che inquadra un battlemech in una classe piuttosto che in un’altra e che, assieme al tipo di reattore, ne definisce anche la mobilità.

Apro una parentesi sui mech per puntualizzare che in Battletech non ci troviamo di fronte a robot guerrieri con una vera e propria “personalità”, stile Jeeg Robot, ma pilotiamo invece dei complessi veicoli da guerra paragonabili a quelli in uso nel recente Into the Breach. In pratica, siamo alla guida di un carro armato con le gambe soggetto a continue magagne tecniche e che dobbiamo sempre considerare sacrificabile. Sono infatti moltissimi i mech, sia alleati che avversari, che vediamo saltare per aria durante i combattimenti!

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L’arte della guerra

Durante le battaglie, che hanno tutte un determinato obbiettivo spesso in mutamento durante il corso della missione, prendiamo il comando di ogni mech che è in grado di muovere e sparare una volta per turno, salvo particolari modificatori, ovviamente. Gli spostamenti possono essere più o meno veloci e dobbiamo sempre tenere conto di eventuali coperture e della conformazione del terreno, particolari fondamentali durante le sessioni di fuoco. Quando ingaggiamo un mech avversario, dobbiamo selezionare quali e quante armi in nostro possesso utilizzare. Ogni arma ha una certa percentuale di riuscita, parametro influenzato anche dalla copertura e dal posizionamento.

Ogni colpo che va a segno procura un certo ammontare di danno strutturale generico e in molti casi riesce anche a danneggiare un sistema specifico del mezzo avversario, portando a serie ripercussioni sulle prestazioni del mech. Ad esempio demolendo uno degli arti robotici che reggeva un’arma, questa non sarà naturalmente più in grado di nuocerci, mentre se riuscissimo a danneggiare i sistemi di raffreddamento, potremmo ridurre drasticamente la mobilità del nemico, dato che surriscalderebbe il generatore ad ogni passo.

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Proprio la gestione del calore è un’altra componente che dobbiamo sempre tenere bene sotto controllo. Infatti i battlemech tendono a surriscaldarsi in fretta, mettendo a rischio l’integrità del reattore che fornisce energia a tutti i sistemi. Un reattore surriscaldato, oltre che funzionare male, è anche a rischio di collasso e conseguente esplosione. I combattimenti sono dunque impegnativi e avvincenti, dobbiamo ponderare sempre ogni nostra azione al meglio, soprattutto in casi di inferiorità numerica, tutto come nel wargame con miniature, prima iconica incarnazione del brand. Lo sviluppo della storia, dipendente anche dalle nostre azioni e scelte, dona al tutto una profondità e un coinvolgimento narrativo che solitamente non ci si aspetta da uno strategico a turni.

Dovendo muovere almeno una critica a Battletech, sicuramente non si può notare un comparto grafico un po’ troppo antiquato. Nonostante che sia le ambientazioni che i robot siano molto ben animati e caratterizzati, la resa d’insieme risulta un po’ troppo come nella “passata generazione”, con alcuni dettagli grafici che sembrano usciti da qualche gioco da ormai vecchia console.


In definitiva, Battletech è un gioco riuscito quasi alla perfezione. L’atmosfera e il fascino dell’ambientazione sono un obiettivo centrato in pieno, così come tutte le meccaniche dell’originale wargame. L’aggiunta di una sorta di componente ruolistica e decisionale non ha fatto altro che aggiungere valore al gioco. Peccato per la grafica non propriamente al top, particolare che potrebbe infastidire più di una persona, ma comunque trascurabile se rapportato a tutti gli altri innegabili pregi di questo ottimo titolo.

Battletech – Recensione ultima modifica: 2018-04-24T12:00:08+00:00 da Marco Valle

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