Battle Princess Madelyn – Recensione
Voto 55

Casual Bit Games Inc ci presenta Battle Princess Madelyn, un action a scorrimento in stile retrò disponibile su PC, Xbox One, PlayStation 4, PlayStation Vita, Wii U e Nintendo Switch

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Battle Princess Madelyn – Recensione

Battle Princess Madelyn… I got sunshine in a bag

Battle Princess Madelyn è un action game platform a scorrimento creato da Casual Bit Games Inc. in onore di vecchi titoli come Ghouls’n Ghost e proposto su PC e console per la gioia di tutti i fan del genere. Parliamo di una fiaba dove la protagonista, una principessa guerriera, deve salvare il suo regno dalle forze del male. Per farlo, si armerà di lancia e si catapulterà in dieci diversi livelli conditi con una modalità arcade per intensificare la sfida e aggiungere contenuto. Tale fiaba viene raccontata dal nonno alla sua nipote, che nel suo immaginario prenderà le fattezze della principessa Madelyn, la protagonista del gioco, portando l’allegria a una bambina fin troppo presa dai videogiochi senz’anima.

Just not according to keikaku

Il gameplay di Battle Princess Madelyn è piuttosto semplice: nei vari livelli, ci sono varie zone da completare con diversi boss al suo interno che ci faranno proseguire nella storia una volta sconfitti. Per farlo, dobbiamo attraversare le varie mappe di gioco saltando fra varie piattaforme e uccidendo scheletri e mostri con l’ausilio delle nostre lance infinite. Sotto la guida del nostro cane fantasma, il nostro obiettivo non sarà solo salvare il regno dalle forze del male, ma aiutare anche i cittadini rimasti vittima degli scontri. Queste sono le classiche missioni secondarie che ci porteranno a esplorare meglio i vari livelli per trovare oggetti nascosti e completare la nostra libreria di collezionabili.

Battle Princess Madelyn

L’incipit del gioco è dunque piuttosto semplice e chiaro, la stessa cosa tuttavia non posso dire del gameplay stesso e di come il gioco sia stato gestito. Da una parte, le mappe sono piuttosto vaste e talvolta riescono a spingere il giocatore a esplorare grazie alla loro struttura, però questo lato buono viene letteralmente seppellito dal modo che ha il programma di trattare i nemici. Se le mappe sono variegate e divertenti da affrontare, i nemici al loro interno presentano due grandissimi difetti: in primis, un’intelligenza artificiale imbarazzante che non riesce minimamente a stare dietro al giocatore. In secondo luogo, il modo in cui le varie creature (soprattutto i minions) compaiono nel livello. Infatti, creature come pipistrelli e nemici particolari a parte, i mostri secondari come gli scheletri hanno una comparsa randomica letteralmente sotto i nostri piedi, rendendo l’intero livello una roulette in cui se hai fortuna e non ti appare sotto i piedi mentre fai un salto riesci a completare l’area senza troppo problemi, ma quando l’RNG è contro di te non c’è verso di poter sopravvivere all’assalto improvviso e casuale di tali creature.

Il loro comparire randomicamente, spesso nei momenti sbagliati, rende buona parte del gioco non dipendente dall’abilità del giocatore e della sua padronanza del gameplay, come invece avviene in titoli come Cuphead e Dead Cells (che pur essendo un rogue-lite è consapevole di esserlo e bilancia a dovere la sua difficoltà). Questa soluzione è stata probabilmente utilizzata per compensare la scarsa intelligenza artificiale, andando a creare una difficoltà farlocca e che non invoglia a continuare l’esplorazione proprio per il suo essere ingiusta. Cosa che invece non avviene per niente ai boss, che seppur tremendamente semplici offrono un pattern da scoprire e da sopraffare, permettendo al giocatore più abile di sconfiggere l’avversario senza nemmeno subire un danno, dopo ovviamente vari tentativi. Se avessero trattato allo stesso modo il resto di Battle Princess Madelyn, forse sarebbe uscito un gioco meno difficile da battere, ma sicuramente più divertente da completare.

Battle Princess Madelyn

Un regno da scoprire

Parlando semplicemente delle ambientazioni e delle mappe, non è semplice trovare una critica per come sono state realizzate, perché ogni ambientazione è classica quanto suggestiva e a modo suo “originale”. Per quanto siano ambientazioni comuni per quel tipo di gioco, la perizia con cui sono stati realizzati a livello grafico i vari livelli offre un’esperienza diversa, più completa, perché riesce a ricreare l’atmosfera di ambienti tetri e misteriosi con il solo ausilio dei pixels. Il poter decidere se saltare i nemici con una certa abilità nei salti o sconfiggerli pazientemente cambia l’esperienza di gioco anche grazie al modo in cui queste mappe sono pensate. Mappe che ti mettono a disposizione diverse vie e possibilità. Entro certi limiti, è possibile farci anche una mappa mentale di alcune grotte.

Mentre le ambientazioni fanno egregiamente il loro dovere, i personaggi hanno design piuttosto scialbi e banali, rimanendo su una scia di “classico” che oramai sa solo di stantio e non ha molto appeal. Madelyn in sé risulta essere una principessa guerriera priva di carisma e con veramente poco da dire, mentre in giochi come Metroid, Castelvania o anche solo Guacamelee 2 già soltanto dall’estetica il protagonista riusciva a far presa sul giocatore, così come i personaggi secondari. La storia stessa, seppur non così importante per l’economia del gioco, non riesce a dar forza ai vari personaggi, fungendo come semplice elemento di contorno per dare un contesto a ciò che succede.

Battle Princess Madelyn

Se non ci fosse la musica, il mondo sarebbe un posto triste

La musica è forse la parte migliore di Battle Princess Madelyn, visto che presenta vari motivi più che orecchiabili (in versione orchestrale o arcade, per i nostalgici) e si amalgama perfettamente sia allo stile di gioco, sia alle situazioni in cui è proposta. Dal lato puramente musicale è un indie da non sottovalutare.

Ultimo appunto, la scelta di creare un ambiente di gioco puramente retrò ispirato anche allo stile del Nintendo 64, ereditandone tutti i difetti. Giocato ad alta definizione, le scritte stesse che uno dovrebbe leggere per informarsi sulla storia di questo gioco o per regolare le opzioni sono particolarmente sgranate e fastidiose, talvolta addirittura difficili da interpretare. La fedeltà andrebbe seguita fino a un certo punto, perché altrimenti si sfocia sul bieco fanatismo.

Battle Princess Madelyn non ha convinto fino in fondo, dimostrandosi un gioco non retrò, ma arretrato con molti difetti che lo rendono “antipatico” da giocare in buona parte dei suoi livelli. Nonostante questo, i boss sono molto divertenti di affrontare, le mappe sono molto carine e ben elaborate e la soundtrack fa la sua figura.

Battle Princess Madelyn – Recensione ultima modifica: 2018-12-27T08:00:27+02:00 da Gabriele Gemignani

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