Bastion – Recensione
Voto 91

Bastion è ciò che gli amanti degli ARPG hanno sempre voluto. Il titolo di Supergiant Games arriva anche su Nintendo Switch, pronto a regalarci, di nuovo, emozioni e divertimento

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Bastion – Recensione

Bastion, un “normalissimo Action-RPG”

Sappiamo benissimo che parlare di Bastion nel 2018 possa sembrare superfluo, visto quanto se ne è già discusso da quando, nel lontanissimo 2011, Supergiant Games tentò il tutto per tutto nel renderlo disponibile al grande pubblico. Lo sappiamo benissimo, ma è uscito su Nintendo Switch (senza apportare alcun tipo di modifica o di aggiunta, male male), quindi ce ne freghiamo.

Ne abbiamo parlato anche in una puntata di Rewind, in cui abbiamo preso in considerazione anche il suo successore spirituale, Transistor, ma non siamo riusciti a resistere alla tentazione estrema di riprendere la tastiera in mano per tessere, ancora una volta, le lodi del capolavoro del piccolo studio californiano. Pronti? Via.

Bastion

Step by step

In un mondo andato completamente in rovina, il nostro protagonista, Kid, si risveglia al centro di una stanza fluttuante nel vuoto, con un narratore esterno che ne descrive le azioni. Sembra non esserci un percorso, ma appena Kid inizia a muoversi la strada si forma davanti ai suoi piedi. Riprende il suo fidato Martello di Caen, il micidiale Sparazanne e l’amorevole Scudo e poi, passo dopo passo, si avvia verso il Bastion.

Unica ancora di salvezza per un mondo distrutto dalla Calamità, il Bastion è solo il punto di partenza per una narrativa ingegnosa, piena di colpi di scena, forse a tratti così tanto enigmatica da farla passare per lacunosa. Molti dei nostri interrogativi rimarranno senza risposta, molti altri la troveranno in singole frasi di dialogo che mai verranno riproposte, ma una volta arrivati ai titoli di coda tutto ciò non avrà importanza, perché l’emozione sarà comunque tanta.

Bastion

Narrate da un enigmatico personaggio che ci accompagnerà per tutto il gioco, le vicende si dipaneranno davanti ai nostri occhi in un crescendo di eventi e situazioni a tratti surreali, fra sogni, intrighi e tradimenti, personaggi comprimari scritti in maniera eccellente (seppur semplice) e un Kid in costante evoluzione. Un eroe non eroico, un guerriero che si ritrova a dover combattere dopo la distruzione di ogni morale, etica e vita intesa in senso stretto. Un protagonista molto umano, nonostante non dica una singola parola nelle circa dodici ore di gioco necessarie al completamento del titolo.

Normale, mai banale

Bastion si comporta come un normalissimo Action-RPG in visuale isometrica stile Diablo, come tanti hanno fatto finora e tanti faranno negli anni a venire. La differenza fra il titolo di Supergiant Games e tanti altri, è che Bastion si comporta come un eccellente “normalissimo Action-RPG”.

Bastion

Le meccaniche sono molto semplici: un tasto per l’attacco melee, uno per l’attacco ranged, uno per schivare e uno per le pozioni curative. Aggiungiamoci i dorsali per parare con lo scudo e l’altro per attivare l’abilità speciale che abbiamo selezionato, e otterremo un combat system semplice, ma funzionale e immediato. L’ottima varietà delle armi a disposizione, sia per gli attacchi da mischia, sia per quelli a distanza, riuscirà poi a soddisfare ogni tipo di giocatore creando una varietà eccelsa e che premia la rigiocabilità.

Rigiocabilità premiata anche dalle varie sfide che potremo sbloccare nel corso del gioco. Questo perché sì, a difficoltà normale e nei livelli di storia Bastion non risulta essere particolarmente impegnativo o complesso. Basterà osservare con un minimo di attenzione i pattern di attacco dei nemici e imparare a schivare o parare di conseguenza e si arriverà, senza morire troppe volte, alla fine. Questo se escludiamo i livelli (più simili a enemy-rush) nel “chissà dove”, opzionali e non legati al proseguire della trama, o le varie sfide e malus che potremo infliggerci tramite il Tempio.

Bastion

Il Tempio è solo una delle tante strutture che andranno ad arricchire man mano il Bastion. Passando dalla Fornace, in cui potremo potenziare le miriadi di armi che troveremo sparse nei livelli, all’Arsenale, che ci servirà per decidere il nostro stile di battaglia, la nostra isola felice si riempirà man mano di varie costruzioni, NPC ed esserini di varia natura, rendendola man mano sempre più vicina alla definizione di “casa”.

Nonostante la grande mole di nemici a schermo, non ci sono stati combattimenti in cui ci siamo ritrovati spaesati o confusi, o in cui non riuscivamo a capire cosa stesse accadendo. Tutto è fluido, corretto e preciso, senza sbavature di sorta. A tutto questo vogliamo aggiungere una menzione particolare per il level design, mai scontato o banale. Se la trovata di farci costruire il livello davanti ai nostri occhi passo dopo passo è geniale e unica, la varietà delle ambientazioni, fra vegetazione alta e fitta e terreni che si sgretolano sotto i nostri piedi, renderà il tutto ancora più singolare e divertente e vi farà rattristire per la medio-breve durata del gioco.

Bastion

Artisticamente parlando, Bastion è una gioia per gli occhi. Un costante acquerello, con colori che spaziano dalla brillantezza del Bastion alla cupezza del mondo in rovina che ci circonda, con animazioni sensazionali e un frame-rate rocceo anche sulla console in portatile. Anche a livello sonoro sfioriamo l’eccellenza, sia per le varie soundtrack, sempre azzeccate e consone al momento che stiamo vivendo, sia per la voce del narratore che farà innamorare ogni singola donzella. O donzello, insomma avete capito.

Bastion è un “normalissimo Action-RPG” che sfiora la definizione di capolavoro senza mezzi termini. Capace di tenervi incollati allo schermo lungo la (purtroppo) breve durata dell’esperienza, il titolo di Supergiant Games saprà regalarvi emozioni sia a livello sceneggiativo, sia di gameplay. Fresco, frizzante e mai banale, Bastion è una gemma eternamente incastonata nei nostri piccoli e fragili cuoricini.

Bastion – Recensione ultima modifica: 2018-11-14T07:00:33+00:00 da Marta Gravina

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