Ash of Gods: Redemption – Recensione
Voto 65

Ash of Gods: Redemption è un gioco di narrativa e tattica che ci catapulta in un mondo sull’orlo del baratro, all’ombra di una minaccia apparentemente inarrestabile. Disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One

  Voto 65 good

Ash of Gods: Redemption – Recensione

Ash of Gods: Redemption, un titolo più da ammirare che da giocare

Ash of Gods: Redemption è il classico esempio di gioco narrativo e tattico allo stesso momento un genere che, ultimamente, sta vivendo una sorta di “seconda giovinezza” anche grazie al mercato indie. Uscito per PC, PlayStation 4 e Xbox One, il recente lavoro di AurumDust trae molto di più che una semplice ispirazione dal più famoso Banner Saga e dal suo seguito. Forse anche troppo, come vedremo tra poco.

L’ambientazione di Ash of Gods: Redemption è la classica fantasy di stampo medioevale. I nostri personaggi si muovono in un mondo che vive sotto la costante minaccia della Mietitura, ovvero il letale e apparentemente inarrestabile avanzare di un’orda formata da misteriosi e potentissimi guerrieri. Un mondo sull’orlo di una guerra potenzialmente rovinosa.

ash of gods: redemption

Un mondo perennemente sull’orlo del baratro

La storia centrale che saremo chiamati a vivere ci viene raccontata tramite una serie di scene animate, davvero di ottima fattura tecnica, in cui i personaggi riescono a “recitare” la loro parte in maniera convincente, anche se forse un po’ troppo tendente alla drammaticità. Va bene che lo scenario di per se non è sicuramente dei più allegri, ma alcuni passaggi tendono a essere quasi forzati, facendo calare l’altrimenti ottima qualità degli intermezzi. Queste scene, come tutti i dialoghi del gioco, hanno l’indubbio pregio di essere completamente tradotte in italiano, elemento non da poco per un gioco che basa la metà, se non qualcosa di più del suo stesso essere sulla narrazione. La narrazione stessa può essere goduta in tutta la sua interezza senza troppe distrazioni di sorta, giocando Ash of the Gods: Redemption in modalità storia. Questa modalità è stata pensata appunto per chi vuole godersi la trama, tralasciando quasi in toto gli scontri, che in questo caso ci vedono sempre in preponderante superiorità numerica e/o tattica rispetto ai nostri avversari.

Combattimenti eccellenti ma poco originali

Giocato a modalità normale, quella consigliata caldamente per ottenere un’esperienza di gioco completa, Ash of Gods: Redemption ci propone una risoluzione degli scontri con un sistema di combattimento tattico a turni in visuale isometrica, con una gestione che non lascia nulla al caso ma si basa interamente sulla saggia gestione dei personaggi in campo. Sarebbe tutto perfetto se questo sistema, come molto altro nel gioco, non fosse spaventosamente simile, compresa la suddivisione del terreno in caselle rettangolari, al già citato Banner Saga. Seriamente, sembra quasi di avere di fronte un clone del titolo di Stoic Studio. Tolte le estreme somiglianze, bisogna riconoscere che il sistema di combattimento è comunque molto divertente e impegnativo. Come dicevamo, nulla può essere lasciato al caso, ogni mossa deve essere pensata e messa in pratica con estrema cautela, perché l’IA degli avversari risponde davvero bene alle nostre tattiche, rendendo i combattimenti delle sfide feroci, stimolanti e rapide, cosa che purtroppo non si può certo dire delle parte dialogata.

I dialoghi del gioco, parte fondamentale dello stesso gameplay in quanto le scelte che faremo con le opzioni multiple di risposta si ripercuotono in maniera importante sull’andamento della storia, sono spesso prolissi e forzatamente cupi e gravosi proprio come per le scene animate. Già dalle prime conversazioni, questa debordante loquacità, spesso a sproposito, potrebbe portare a perdere qualche elemento fondamentale per la trama stessa.

ash of gods

Ash of Gods: Redemption poteva essere un ottimo gioco, e dal lato prettamente artistico lo è di sicuro, con le splendide scene di intermezzo e la rappresentazione grafica e sonoro di un livello davvero elevatissimo per una produzione indie. Alcuni dettagli però, non ultima la scarsa originalità che permea tutto l’insieme, affossano molto l’esperienza di gioco. Molto bello a vedersi ma già dalle prime battute viene fuori quel “qualcosa che non va”, difetti che a lungo andare penalizzano di molto l’esperienza.

Ash of Gods: Redemption – Recensione ultima modifica: 2018-04-14T08:00:14+01:00 da Marco Valle

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