Arcade Spirits – Recensione
Voto 70

Arcade Spirits è una visual novel di genere sentimentale/slice of life dove, vestendo i panni di un giovane disoccupato, dovremo costruirci una vita solida e priva di rimpianti. Il gioco è disponibile su Steam

  Voto 70 good

Arcade Spirits – Recensione

Is it wrong to pick up girls in an Arcade Spirits?

Primo balzo nel mercato degli indie da parte di Fiction Factory Games, Arcade Spirits è una visual novel romantica con un gameplay interamente rivolto al roleplay.

Nei panni di un personaggio da noi creato attraverso l’editing del gioco, la nostra storia inizierà con l’ennesima ricerca di un lavoro per riuscire a campare in un futuro indefinito (20XX). In una vita vuota e priva di stimoli, la nostra coinquilina Juniper ci fa installare una app particolare, IRIS, che fungerà da guida spirituale e da supporto morale e fisico nei momenti più difficili. Grazie ai suoi calcoli, riusciremo a trovare il lavoro dei nostri sogni e anche il partner perfetto.

Flirting in the ‘XX

Rifacendosi allo stile narrativo delle visual novel giapponesi, alleggerendone un po’ il carico, Arcade Spirits si presenta fin da subito come un gioco sentimentale, incline al farti relazionare con gli altri personaggi in diversi modi, non solo con la classica “romantic route“. Infatti, una delle prime scelte è proprio quella di vietare o meno i flirt (e dunque le opzioni relative a esse), cambiando dunque gran parte degli obiettivi dei dialoghi, almeno in termini di role play. Decidendo di tenere i flirt, tuttavia, osserveremo anche uno dei più grandi difetti del prodotto: la sua superficialità.

Sebbene tratti le relazioni in modo piuttosto equilibrato, le scelte diventano fin troppo invadenti rispetto al puro aspetto della persona, ponendo fin da subito sì dei commenti realistici e concepibili, ma anche estremizzati all’ennesima potenza come se essi fossero stati messi lì giusto per averli. Mentre i commenti verso le ragazze sono più gentili e vaghi, quelli nei confronti degli uomini sono deliranti e fin troppo sessuali, interdicendo non poco il giocatore che si ritrova spiazzato dalla pochezza di quella scelta. La simbiosi con un altro personaggio è importante, per questo ci vengono attribuiti dei punti in base ai tratti della nostra personalità (ardito, scherzoso, gentile ecc..) che ci aiutano a capire anche verso chi approcciarci in maniera più profonda. Per fortuna, questo sistema non è inquinato dal flirting, che si limita a delle prime impressioni blande e sorvolabili che lasciano soltanto l’amaro in bocca.

Arcade Spirits

La meccanica della caratterizzazione funziona abbastanza bene, fornendo risposte variegate e permettendoci di valorizzare al meglio il carattere del nostro avatar, evitando personalità binarie come quelle in Mass Effect 2. A causa della grande mole dei personaggi con cui è possibile intraprendere un qualsiasi tipo di relazione, non è facile seguire ognuno di loro nella stessa run, per questo la presenza di numerosi spazi per salvare i dati è apprezzata. La maggior parte delle decisioni e delle risposte ha un peso da non sottovalutare durante la run, dunque è necessaria una certa attenzione ai dettagli delle conversazioni e alla caratterizzazione dei personaggi, in modo da evitare momenti spiacevoli o contrasti evitabili.

Un oceano pieno di pesci

Arcade Spirits offre un cast abbastanza variegato, con personaggi solidi e scritti in modo da poterne dedurre le scelte tramite delle piccole analisi psicologiche. Ciò ovviamente mostra come la scrittura abbia un peso mastodontico sul gioco, arrivando a metterti in dubbio sulle tue stesse preferenze e sfidando la tua morale. Sebbene gli eventi non siano appassionanti, il ritmo narrativo e il relazionarsi con i colleghi e i clienti rende la vita all’interno del gioco una vera avventura divertente da seguire e affrontare, con momenti spesso esilaranti o decisamente provocanti (è dura dire di no a QueenBee). Anche il cambio delle ambientazioni è piacevole e ben giustificato, rimuovendo la staticità della vita all’interno di una semplice sala giochi.

Arcade Spirits

Il design dei personaggi e delle ambientazioni in Arcade Spirits è sorprendentemente piacevole, anche grazie alla diversità dell’aspetto di ogni NPC e lo stile che ricorda (per qualche assurdo motivo) la gang di Scooby Doo. Infatti, la storia sarà piena di citazioni allo show e agli arcade anni ’80, dunque sarà pane per i denti di molti vecchi appassionati. L’unico tallone d’Achille per questa parte del gioco è la creazione stessa del personaggi, che bensì offra un livello appena decente di caratterizzazione, non riesce a soddisfare soprattutto nel design femminile, praticamente identico a quello maschile. Stessa cosa vale per il vestito, fin troppo blando e non sostituibile. Un vero peccato, visto la bellezza degli altri design.

La musica poi, non sarebbe nemmeno niente male presa per conto suo, ma purtroppo durante il gioco cozza terribilmente con le situazioni e con il doppiaggio, diventando soltanto un fastidio. Quando si parla di visual novel, il saper scegliere e posizionare la giusta melodia nel momento più opportuno è una dote che può far fare il salto di qualità al prodotto. Ma quando tale dote non viene dimostrata, il gioco perde uno dei suoi pezzi più importanti, facendo sfuggire l’occasione di brillare come una stella. Il doppiaggio invece riesce a fare perfettamente il suo ruolo, fornendo una voce accattivante per praticamente ogni personaggio e rendendo i dialoghi ancor più interessanti e appassionanti.

Arcade Spirits

In definitiva, Arcade Spirits è una visual novel che convince e diverte, ma ha dei difetti a volte piccoli, a volte importanti, che ne sminuiscono il valore. Anche così, è impossibile non consigliare questo titolo agli amanti del genere.

Arcade Spirits – Recensione ultima modifica: 2019-03-01T08:00:44+02:00 da Gabriele Gemignani

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