Agony – Recensione
Voto 45

Agony ci farà vivere un disperato tentativo di fuga dall’Inferno, nel senso letterale del termine, durante il quale assistiamo a orrori disturbanti e in grado di togliere il sonno. Disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One

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Agony – Recensione

Agony, una vera e propria agonia, di nome e di fatto

Agony, uno dei titoli più intriganti e controversi di questi ultimi tempi. Un titolo che, data anche l’esposizione mediatica che ha ricevuto prima dell’uscita ufficiale, complici anche le tematiche trattate nel gioco, aveva molti occhi puntati addosso e creava di sicuro un certo tipo di aspettativa anche dopo l’annuncio di qualche tempo fa sul ritardo per la release.

E invece, senza che quasi se ne parlasse ancora, Agony esce la settimana scorsa, senza prepararci alla sua macabra sorpresa. Agony, fondamentalmente, vorrebbe presentarsi come una sorta di survival horror, dove la parola “horror” è soltanto un mero eufemismo per spiegare le atrocità alle dovremo assistere e a vivere in prima persona. Agony infatti, ci cala nei nebulosi, e sicuramente scomodi, panni di un’anima dannata, condannata all’eterno supplizio nelle profonde Malebolge dell’Inferno.

Lasciate ogni speranza

Inizialmente non ci ricorderemo neppure chi siamo stati e perché ci troviamo in quel luogo di punizione e sofferenza ma, mano a mano che proseguiremo nella nostra odissea infernale, qualcosa in più ci verrà svelato. Il nostro fine ultimo, come del resto quello di molte altre anime perdute pari a noi, è quello di riuscire ad incontrare la Dea Rossa, un’oscura Divinità Infernale in grado, forse, di restituirci la nostra libertà e magari anche di farci risorgere a nuova vita.

Agony

Peccato però che per fare ciò, o perlomeno per provare a farlo, dovremo attraversare i vari Gironi Infernali confrontandoci con gli altri dannati e sfuggendo agli orrendi e implacabili demoni che ci danno, costantemente, la caccia e il tormento. Dovremo quindi imparare, e alla svelta anche, a sfuggire a queste mostruose creature, in primo luogo nascondendoci in anfratti bui o pile di corpi martoriati e trattenendo il respiro, sperando che i nostri osceni perseguitori non si accorgano della nostra presenza, anche perché una volta scoperti avremo davvero pochissime possibilità di sfuggire ai Demoni, i quali saranno anche in grado di farci fuori con un colpo solo.

Fortunatamente (?) però, siamo già all’Inferno, luogo dove vigono regole generali separate da quelle del resto del Creato e noi, o meglio la nostra anima putrescente, potremo andarcene in giro svolazzando per qualche tempo, con la facoltà di poter possedere il corpo fisico di un altro Dannato o, più avanti nel gioco, anche quello di alcuni Demoni. Una capacità davvero degna di nota, vista anche la situazione in cui attualmente ci ritroviamo.

In Agony l’Inferno è rappresentato come un luogo buio, inquietante, ricoperto interamente da superfici dall’aspetto organico, sanguinolento. Il level design e la resa stilistica è davvero ottima, va detto, inquietante e disturbante quasi all’eccesso, e anche i vari personaggi che incontreremo nel nostro viaggio infernale sono caratterizzati in maniera convincente e spaventosa. Tutto farebbe pensare a un ottimo titolo, decisamente rivolto agli amanti delle emozioni forti. Peccato (mortale) che le cose non stiano affatto così.

agony

Il vero inferno è giocarci…

A dispetto delle ottime premesse e della suggestiva ambientazione, Agony, nella versione Playstation 4 da noi testata, si presenta come un gioco rozzo e mal fatto. Tolta l’ambientazione e l’impatto visivo di alcuni elementi, tutto il resto è davvero da buttare. Gli ambienti e alcun demoni, soprattutto quelli dalle provocanti e procaci fattezze femminili, sono graficamente molto ben realizzati, come abbiamo già detto, peccato però per le animazioni, spesso legnose e innaturali, e la resa dei volti visti da vicino, con dettagli somatici che paiono essere usciti direttamente da un ottimo gioco della PlayStation 2.

Oltre alla scarsa qualità dei volti e delle espressioni facciali, abbiamo anche riscontrato che spesso i movimenti delle labbra e della bocca vanno in totale asincrono col doppiaggio. Oltre a questo, gli effetti di luce e ombre sui modelli di tanti personaggi sono realizzati malissimo, conferendo a quasi tutti una sorta di aspetto “plasticoso”. A tale poca accuratezza nella realizzazione dei particolari facciali e di movimento dei personaggi, è accostata una sorta di maniacale e dettagliata “perfezione” nel rappresentare i loro organi sessuali. Davvero, la differenza tra il giorno e la notte. Se si tratta di una scelta stilistica mirata, noi non siamo riusciti davvero ad apprezzarla.

Agony

Oltre a questo, l’azione soffre di vistosi cali di frame rate e di fastidiosi e purtroppo frequenti sfarfallii della schermata. Sul piano sonoro siamo messi meglio, ma decisamente non bene. Musiche ed effetti in se sarebbero anche piuttosto azzeccati ed evocativi ma, totalmente a caso, si fondono in una specie di cacofonia fastidiosa, e di sicuro non voluta per esigenze di ambientazione.

Malissimo anche sul fronte di controlli e gameplay: i primi sono legnosi e decisamente poco precisi, rendendo frustrante compiere anche delle semplici azioni di routine mentre il gameplay in se stesso è troppo nebuloso e confusionale. Tolti i primissimi minuti di gioco che fungono da tutorial, ci ritroveremo a non avere la benché minima idea di cosa fare e di dove andare, sensazione acuita da una pessima gestione del sistema luci e ombre che peggiora notevolmente la percezione dell’ambiente circostante.

Agony era un titolo veramente ambizioso. La morbosità e l’ottima resa visiva dell’ambientazione che, nonostante i tagli di alcune situazioni davvero estreme rimane comunque un vero pugno allo stomaco, non bastano minimamente a compensare il vero e proprio disastro fatto nel comparto ludico vero e proprio. Con tutta la buona volontà, Agony risulta praticamente ingiocabile. Pesanti cadute di stile sulla resa grafica e controlli frustranti faranno scemare l’entusiasmo già dalla prima ora di gioco. Peccato davvero, perché sulla carta, Agony aveva davvero tutte le premesse per diventare un grande titolo, invece è soltanto un’agonia!

Agony – Recensione ultima modifica: 2018-06-05T08:00:48+00:00 da Marco Valle

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