Recap Milan Games Week 2018 – Parte 2

Recap Milan Games Week 2018 – Parte 2

Il talento italiano risplendere a Milan Games Week 2018

Giorno due, Milan Games Week 2018, ricomincia la scoperta dei titoli indipendenti che la fiera ha da offrire. Con molto entusiasmo e curiosità, ci siamo dedicati a giochi particolarmente interessanti e, grazie anche alla collaborazione dei vari sviluppatori, abbiamo lasciato la fiera con una buona impressione del panorama indie italiano. I titoli che promettono bene ci sono e anche la varietà di genere è ottima, con titoli che variano dal platform, al party-fighting game, al rage game e persino action e walking simulator. Il padiglione indipendente ci ha messi davanti a persone, idee e ambizioni differenti,e vi parleremo di tutte questo nell’articolo, trattando ciò che più ha catturato la nostra attenzione nella seconda giornata del Milan Games Week.

Fly Punch Boom!

Il primo gioco che abbiamo provato è stato su invito dello stesso sviluppatore, il quale vedendoci ci ha invitato a giocare con una frase che presenta alla perfezione il suo titolo. “Ragazzi, volete prendervi a mazzate spettacolari in stile Dragon Ball?”; non c’era modo migliore di introdurre Fly Punch Boom!, titolo che si pone come via di mezzo tra un Fighting game e un Party Game. Il gioco è nato dalla mente del suo unico sviluppatore che ci ha parlato di come abbia pensato a questo titolo dopo aver visto le battaglie cartoonesche di Kung-fu Panda e Dragon Ball. Fly Punch Boom! punta sull’immediatezza del gameplay, facile da prendere in mano ma pieno di chicche nei livelli che cambiano le dinamiche di gioco. Le mappe sono costruite per essere molto diverse tra loro, con meccaniche uniche in ognuno dei quattro stage che abbiamo potuto testare, il tutto condito da uno stile coloratissimo che, seppur non brilli nel design, riesce a splendere nell’espressività esageratamente cartoonesca che accompagna le battaglie. Il lavoro di Jollypunch games mostra passione e riesce a divertire, mostrando di aver le carte in regola per accompagnare serate in compagnia. Ci auguriamo solamente che nel tempo possa avere molti più contenuti a livello di mappe. Il gioco è previsto per PC, con uscita entro quest’anno, ma lo sviluppatore avrebbe intenzione di portarlo anche su console col passare del tempo.

Landflix Odyssey

Direttamente da Fantastico Studio arriva un titolo che sicuramente farà la felicità di tutti gli amanti di serie tv: Landflix Odyssey. Il gioco è un platform con livelli basati su varie serie tv di fama mondiale, sebbene ovviamente queste avranno i loro nomi storpiati. All’interno della demo disponibile al Milan Games Week 2018 abbiamo potuto provare diversi livelli basati su due famosi brand: Stranger Things e Games of Thrones. Il gioco parte col piede giusto sin dai primissimi minuti, non tanto per l’ispirazione a serie famose quanto per l’ottima, quanto classica, formula di platform che esso propone. Gli sviluppatori ci hanno parlato di come siano fan dei classici titoli Nintendo, decidendo così di puntare al genere platform e dobbiamo sottolineare che sembra sappiano molto bene cosa rende un gioco di questo genere divertente.

Sfruttando il concept delle serie tv, le meccaniche di gioco cambieranno in base al brand, ma i ragazzi di Fantastico Studio son andati ben oltre, proponendo livelli totalmente differenti anche all’interno della stessa parodia. Ad esempio in uno dei livelli basati su Games of Thrones si potrà cavalcare un drago, trasformando il gioco in uno shoot’em up a scorrimento orizzontale. Siamo rimasti soddisfatti dalla nostra prova del gioco anche grazie al fatto che la varietà implementata nei vari livelli non va a offrire un esperienza diversa dal normale e inferiore, ma si tratta di livelli ben curati e ben realizzati. Nota di merito alla colonna sonora, estremamente adatta e in grado di catapultare subito il giocatore all’interno di Landflix Odyssey.

Black Paradox

Sempre da Fantastico Studio, al GamesWeek era presente anche Black Paradox, titolo del genere roguelike Shoot’em up uscito a fine Luglio su Steam in accesso anticipato.. Già ci occupammo del gioco in un anteprima,quindi non ci dilungheremo su di esso, ma la grossa novità è stata la possibilità di provarlo su Nintendo Switch. Il gioco è ottimo e la console nintendo sembra perfetta per questo titolo. Parlando con gli sviluppatori è emerso come ci tenessero a questo porting, dato che capiscono come la Switch sia una console adatta per migliaia di giocatori adulti che non riescono a ritagliarsi il tempo per giocare su PC o console durante la settimana. Non possiamo che concordare con loro e seguiremo gli sviluppi di Black Paradox ora anche su console Nintendo.

The Suicide of Rachel Foster

Il Walking Simulator è un genere che o si ama o si odia. Sicuramente possiamo capire come non sia per tutti un esperienza in cui l’interazione si limita a camminare e spostare qualche oggetto, ma questo genere ha donato in passato titoli interessanti, quali Gone Home o Firewatch. The Suicide of Rachel Foster si accosta, a detta di una delle sviluppatrici a Firewatch, sfruttando una formula simile che prevede una comunicazione tramite telefono con un personaggio esterno e l’orientamento tramite mappa cartacea. La forza che spinge questi giochi è la trama, meglio se sostenuta da una buona ambientazione, e The Suicide of Rachel Foster ha entrambe le cose. Il titolo ci porta all’interno di un Hotel abbandonato, con la protagonista che dovrà ispezionarlo per poi metterlo in vendita. Ma come sempre le cose non vanno bene e una tempesta di neve ci intrappola nell’hotel, assieme a degli scomodi ricordi e a delle verità non dette che portano avanti un’avventura che parte col piede giusto

La narrazione è interessante, ma soprattutto è sostenuta da due particolari elementi. Il primo è il doppiaggio, di ottima fattura e affidato a uno studio professionista che sta facendo un lavoro egregio. Il secondo invece è l’hotel, realizzato con perizia e che comunica un senso di mistero al giocatore. L’ispirazione a Shining è scontata in questo frangente, ma funziona molto bene. Purtroppo la build che abbiamo provato presentava qualche problema di texturing, ma ci è stato assicurato che questi son già stati risolti e saranno assenti nella prossima build che porteranno a Parigi. Da sottolineare un eccelso comparto sonoro, che guida il giocatore nell’esplorazione e contribuisce all’atmosfera generale del titolo quasi in chiave horror. Il titolo di 101% è sicuramente da tenere d’occhio, sperando riescano a lanciarlo per la fine dell’anno, o l’inizio del prossimo, come ci han voluto comunicare durante la prova.

Lost Paradise

I ragazzi di Stigma Studios hanno avuto una visione, hanno visto un gioco ambizioso, appartenente a un genere con pochi ma ottimi esponenti e hanno deciso di iniziare un lavoro che ha del colossale; considerando la limitata forza lavoro a disposizione. Lost Paradise si presenta come un titolo appartenente al genere hack’n’slash con forte ispirazione a giochi come Devil May Cry o il più sfortunato Soul Sacrifice, con grande ispirazione artistica verso quest’ultimo. Il gioco usa l’Unreal Engine 4 per presentare un esperienza 3D con modelli dall’ottimo dettaglio grafico, e questo sicuramente sta rendendo più pesante il lavoro di Stigma Studios, che vuole regalare un esperienza ad ora unica sia nel mondo indie che in quello dei tripla A. Questo perché se già il concept di un Hack’n’slash totalmente in 3D è nuovo per il panorama indipendente, ciò che è stato rivelato in questa Milan Games Week 2018 stupisce. Lost Paradise infatti unisce due tipologie di gameplay, completamente separate ma utilizzabili in rapida successione.

In breve Stigma Studios ha rivelato che il gioco avrà un lato TPS. Premendo un tasto il mondo cambierà completamente, passando da un ambientazione fantasy a una sci-fi. Questa scelta di sviluppo richiederà molti sforzi di ottimizzazione considerando che la transizione dovrà durare un secondo, così da poterla utilizzare in combattimento. Questa scelta ovviamente apre a delle idee di game design con potenziale enorme, oltre al dare al gioco un’ampia varietà di ambientazioni e un art design di tutto rispetto. Riguardo Lost Paradise c’è tanto da dire ed è incredibile come ci sia molta carne al fuoco nonostante il gioco sia in una fase ancora embrionale. Per una discussione più approfondita del titolo, vi rimandiamo all’articolo dedicato a Lost Paradise, dato che un resoconto non renderebbe giustizia al potenziale di questo progetto.

Questo conclude il nostro secondo recap su Milan Games Week 2018. Nei prossimi giorni arriveranno ulteriori articoli di approfondimento e interviste, ma per ora possiamo già affermare che l’Italia ha finalmente diversi assi nella manica nel mercato videoludico, e il mercato indipendente italiano non è mai stato più convincente di adesso.

Recap Milan Games Week 2018 – Parte 2 ultima modifica: 2018-10-12T07:00:21+02:00 da Alessandro Tosoni

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