Rewind: LISA the painful – Shovel Knight

Rewind: LISA the painful – Shovel Knight

Il passato questo mese è piuttosto recente, analizziamo due eccezionali titoli del 2014: LISA the painful – Shovel Knight

Rewind è la rubrica di rewindie.it nella quale riporteremo alla luce titoli indie del passato, più o meno famosi, che hanno in qualche modo creato un solco al loro passaggio. I giochi non verranno presentati in un particolare ordine, che sia per genere, per piattaforma o per anno di uscita. Potete riprendere le precedenti puntate qui e questo mese parliamo di due titoli spettacolari usciti nel 2014, il tragicomico LISA the painful che ci porta nel suo mondo pos-apocalittico e il sarcastico ma curatissimo platform Shovel Knight.

Il percorso della redenzione è doloroso quanto quello della vendetta, specie se è una redenzione egoistica

LISA the painful è un titolo del 2014 che si colloca come capitolo di mezzo di una trilogia composta da LISA the first, the painful e the joyful. Il primo titolo era un gioco molto semplice, un Yume Nikki-clone nato nei primissimi tempi dell’era Indie, che raccontava la storia di Lisa, questa ragazzina maltrattata dai propri genitori. LISA the painful riprende quegli eventi ma li pone in uno scenario e in un genere totalmente diverso. The Painful infatti è un RPG earthbound-like, come il ben più famoso Undertale, ambientato in un mondo post-apocalittico ove il “White Flash” ha fatto scomparire ogni femmina dal pianeta, tranne Buddy, bambina che il nostro protagonista cercherà di proteggere. La narrativa crea subito un effetto molto particolare, i personaggi si trovano spesso in situazioni comiche, con molto humour e chicche di gameplay che non possono far altro che mettere un sorriso sul volto di chiunque. Di contro la vera e propria storia di LISA the painful è tra le più pesanti e crudeli che si possano trovare in ambiente videoludico e non solo. Il protagonita non è minimamente una figura positiva, ma si convince di esserlo sin da subito. Il nostro viaggio non sarà quello di un padre che vuole proteggere la figlia, ma di un uomo distrutto pronto a uccidere chiunque per ottenere una falsa redenzione per ciò che ha fatto in passato. In questo modo si bypassa il classico racconto sul rapporto genitoriale proposto in The Last of Us o nel recente GOW, mettendoci in una posizione scomoda, con la consapevolezza di essere a tutti gli effetti i cattivi della situazione.

Brad però non è comunque una persona senza cuore, anzi il gioco fa un ottimo lavoro nel permettere al giocatore di creare un legame con lui, così facendo si arriva a volerlo vedere vittorioso, lo si vuole aiutare, senza pensare troppo alla sua morale che ci viene sbattuta in faccia in quello che è uno dei più bei finali che i videogiochi possano vantare. Ma a elevare il gioco non è solo questa ottima narrazione, ma è come questa sia efficaciemente inserita in un gioco divertente e funzionale. La pesantezza del viaggio di Brad perseguita il giocatore, il quale dovrà spesso far sacrifici, scegliere tra un compagno o gli oggetti nell inventario, tra una pillola di Joy in più o il proprio braccio. Queste scelte non cambiano solo la storia, ma si riflettono sul gameplay, bloccando alcune opzioni che precedentemente avevamo in battaglia. LISA the painful è un gioco impegnativo, che può distruggere la volontà del giocatore di continuare, ma contemporaneamente ripaga più che abbastanza grazie a una storia magnifica e un finale semplicemente eccezionale.

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Rewind: LISA the painful – Shovel Knight ultima modifica: 2018-11-09T07:00:43+01:00 da Alessandro Tosoni

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