Intervista a Tiny Bull Studios sviluppatori di Blind

Intervista a Tiny Bull Studios sviluppatori di Blind

Tiny Bull Studios un team indie italiano da seguire

Abbiamo visitato i Tiny Bull Studios, attivo gruppo di sviluppatori di Torino, al lavoro per ultimare il loro più grande progetto intitolato Blind, un videogioco per VR con un’idea di base molto particolare. Il team è anche l’artefice del nuovo Omen Exitio: Plague, già recensito qui su rewindie.it. Accolti da Matteo Lana (CEO) e Simone Grosso (Game Designer), la nostra visita è stata combinata assieme a Gamesource.it che ha già pubblicato un interessante resoconto di come è andata la giornata. Ci siamo subito trovati in sintonia confrontandoci sulle nostre comuni passioni per videogame/boardgame, chiacchierando sui loro progetti che non si fermano solo ai giochi ma che riguardano anche l’organizzazione della Global Game Jam assieme all’associazione T-Union. Abbiamo quindi posto alcune domande che ci rivelano interessanti particolari sulla storia di questo team indipendente italiano.

<<R: Parlateci un po’ di voi, chi sono i Tiny Bulls e come è nato il vostro studio?

Tiny Bull Studios: Per raccontare le origini di Tiny Bull Studios dobbiamo tornare al 2011, l’anno che ha sancito il termine degli studi universitari miei e di Rocco, laureati magistrali in Realtà Virtuale e Multimedialità presso l’Università degli Studi di Torino. Entrambi con lo sguardo orientato al futuro e un sogno nel cassetto: fondare la propria software house. Abbiamo dunque deciso di unire le forze e di coinvolgere Simone Grosso, nostro attuale Game Designer e Arianna Ciardi, Graphic Designer del team.

Mettere in pratica il nostro sogno si è però rivelato più arduo di quanto pensassimo: ci siamo ritrovati spesso a lottare con le unghie e con i denti, anche solo per intraprendere un metro di questo tortuoso cammino lungo chilometri. I sacrifici compiuti in questi 8 anni di attività sono ormai incalcolabili, ma adesso finalmente riusciamo a vedere uno spiraglio di luce in fondo a quello che sembrava un tunnel interminabile!

<<R: Sappiamo che è dura portare avanti lo sviluppo di un videogioco. Dedicate tutte le vs. forze lavorando allo sviluppo di giochi o vi occupate anche di altro?

Tiny Bull Studios: Non saremmo mai arrivati fin qui senza impiegare parte delle nostre risorse in progetti B2B, “Business to Business”, che hanno rappresentato in questi anni il carburante necessario (seppur non sempre appagante dal punto di vista creativo) per muovere gli ingranaggi di questa macchina infernale che è una software house indie. E probabilmente continueranno a esserlo anche negli anni a venire.

tiny bull studios

<<R: Vista anche la vostra esperienza all’estero, come percepite in Italia l’interesse verso i videogiochi indipendenti?

Tiny Bull Studios: Il mercato italiano è sicuramente in evoluzione, seppur ancora distante da quello di altri Paesi. Senza dubbio, realtà come quella offerta da rewindie.it, contribuiscono a sensibilizzare i giocatori, convogliandoli verso una tipologia di videogiochi a cui appartengono anche le nostre produzioni. E di questo vi siamo molto grati!

<<R: Abbiamo avuto modo di recensire l’ottimo Omen Exitio: Plague e ne intuiamo il potenziale, sono previste novità?

Tiny Bull Studios: Omen Exitio ha in serbo parecchie novità che attendono solo di essere svelate! Abbiamo un grosso aggiornamento in programma per inizio settembre, che non vediamo l’ora di mostrare attraverso i nostri social. Gran parte delle modifiche attualmente in lavorazione sono frutto del prezioso feedback ricevuto dai giocatori, e hanno lo scopo di migliorare il nostro gioco in base alle esigenze e alle richieste del pubblico. Ci teniamo a dire che tutti gli update di Omen saranno gratuiti. Omen Exitio era nato inoltre come serie di giochi, e ci sono tante altre storie che abbiamo intenzione di raccontare, con numerose aggiunte di gameplay, che speriamo possano approfondire (e non snaturare) il concetto di librogame.

<<R: Il motore dietro OMEN potrebbe diventare uno strumento di riferimento per scrittori che vogliono mettere in “video” il loro libro game. E’ possibile pensare ad una piattaforma, magari aperta, di questo tipo?

Tiny Bull Studios: È ancora presto per pensare concretamente a un’ipotesi di questo tipo, ma il pensiero ci ha sicuramente sfiorato. Vedremo! 🙂

<<R: Durante la Milan Games week 2017 abbiamo visto all’opera Blind, un gioco dal concept davvero originale, da dove nasce l’idea?

Tiny Bull Studios: L’idea di Blind nacque alla Global Game Jam del 2014, il cui tema era “non vediamo le cose per come sono, ma per come siamo noi”. Uno dei membri del team si è dunque chiesto: e se fossimo ciechi? Così nasce il prototipo di Blind, ai tempi “Come to see my house”, che col tempo si è evoluto radicalmente, diventando il videogioco che è ora. Sebbene, col tempo, siano affiorati diversi giochi con un concept simile a quello di Blind, crediamo di essere stati in grado di distinguerci, sviluppando un prodotto dotato di una propria, forte identità.

tiny bull studios

<<R: Ci sono nuovi progetti in cantiere? Continuerete a sviluppare giochi legati all’esperienza VR?

Tiny Bull Studios: Di possibilità per il futuro ce ne sono parecchie, ma nessuna di queste si può definire veramente “in cantiere”. La verità è che siamo troppo presi dall’imminente uscita di Blind per avere anche solo il tempo di pensare a ciò che verrà dopo. Una volta che Blind sarà pronto per il rilascio, inizieremo a considerare i vari concept possibili!

<<R: A proposito di VR, qual è la reazione del pubblico che ha provato Blind? E’ un gioco che mette alla prova chi soffre molto la motion sickness?

Tiny Bull Studios: Per quanto riguarda la motion sickness, pochissime delle persone che hanno provato Blind hanno accusato problemi di questo tipo. Complice la limitata visibilità offerta dal gioco, Blind risulta un’esperienza VR abbastanza leggera sotto questo punto di vista. Le reazioni per fortuna non si limitano a questi sporadici casi di nausea, anzi! Ce ne rendiamo conto soprattutto alle fiere, dove molti i giocatori si presentano al nostro stand per provare Blind, e ogni volta che qualcuno si toglie il visore mostrando un sorriso soddisfatto è per noi motivo di grande orgoglio per ciò che siamo riusciti a costruire.

È in quei momenti che ti rendi conto che, un giorno, il tuo gioco arriverà sugli scaffali (fisici o digitali) e che chiunque potrebbe decidere di acquistarlo e di giocarci. È una sensazione difficile da spiegare: tornando alle origini del nostro team, forse si tratta della sensazione del sogno che si sta concretizzando. O, almeno, così speriamo!

Intervista a Tiny Bull Studios sviluppatori di Blind ultima modifica: 2018-05-14T08:00:51+00:00 da Matteo Gallo

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