Vanuatu – Impressioni

Vanuatu – Impressioni

Sognando Vanuatu seduti a un tavolo

Devo ammettere di aver aspettato agosto prima di scrivere questo articolo di impressioni di gioco. Spero che almeno qualcuno di voi, leggendo queste righe, si trovi al fresco sotto la palma di una spiaggia stupenda, con un dissetante cocktail estivo in mano. So che l’aspetto estivo e vacanziero di Vanuatu fa subito pensare a un giochino rilassante adatto a questo periodo torrido, ma come spesso accade l’apparenza inganna. Ambientato nell’arcipelago di Vanuatu nel Sud Pacifico, a turno dobbiamo svolgere azioni per costruire capanne, trasportare turisti sulle isole, pescare pesci e tesori o disegnare sulla sabbia. Queste attività frivole e spensierate nascondono però un piccolo demone, perché nel nostro gruppo questo titolo si è rapidamente guadagnato la fama di gioco “più cattivo” di tutti. Così qualche tempo fa riesco ad organizzare la partita perfetta, ovvero a cinque giocatori, e adesso scopriamo insieme come è andata a finire.

L’uso improprio della sabbia

Al tavolo, oltre al sottoscritto, ci sono altri due pseudo esperti di Vanuatu che ancora sentono bruciare le dolorose ferite procurate dalle precedenti esperienze di gioco. Sin dalla prima partita abbiamo rinominato questo titolo “Inculatu”, per via della sua originale meccanica di scelta azioni, vero capolavoro di game design per gli amanti della forte interazione. Infatti ogni giocatore dispone di cinque cilindri di legno che a turno vanno posizionati sulle azioni in una sequenza particolare: prima due, poi altri due e infine l’ultimo. Le azioni sono molte e in cinque giocatori presto tutta la plancia viene colorata dalle pedine di ogni partecipante. La scelta su come e dove piazzare i cilindri è la fase più paralitica del gioco; guai a scegliere male su cosa puntare, infatti in Vanuatu non è detto che l’azione che hai scelto verrà effettivamente svolta. Solo chi ha la maggioranza di cilindri può eseguire l’azione, per poi rimuovere le sue pedine rendendo quindi disponibile la mossa per il secondo in successione di maggioranze.

Dov’è quindi l’effetto “Inculatu”? Se quando tocca a te non hai nessuna maggioranza, DEVI rimuovere tutti i cilindri da un’azione. Difficile trasmettervi le sensazioni che questo gioco può offrire, sappiate solo che molto probabilmente, per un intero turno degli otto previsti dalla partita, non riuscirete a svolgere nessuna delle azioni programmate. Ad aumentare la frustrazione (o il divertimento per chi sa apprezzare questa perla), la consapevole certezza che non avete perso tutto il turno per puro caso, ma a causa della scelta deliberata di uno dei vostri avversari che con un singolo cilindro sballa tutti i conti che avete messo in pratica.

Mi è rimasta impressa l’espressione di uno dei partecipanti, con lo sguardo fisso sul tabellone per la scelta azioni ha definito così questa sfida: “A confronto Agricola è un party game…”

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Gli ultimi saranno i primi

Vanuatu coniuga in un solo gioco molte meccaniche diverse. C’è una mappa su cui spostare le proprie piroghe, risorse da raccogliere con l’azione pescare o esplorare, un mercato per la vendita del pesce per guadagnare soldi, slot esclusivi per costruire capanne o disegnare sulla sabbia, trasportare turisti spendaccioni e acquistare risorse per caricare le navi cargo in partenza ai porti. Più che insalata di punti qui parliamo di insalata di azioni, ultima ma non ultima l’azione riposare che consente di acquisire il birillo del primo giocatore. Meglio giocare per primi o per ultimi? Non abbiamo una risposta certa a questa domanda, anche se pare molto più efficace decidere dopo gli altri, per valutare meglio la situazione maggioranze sulla lista azioni. Giocare al fondo però lascia al primo giocatore la scelta su dove piazzare le future isole e zone di mare che ad ogni turno compongono l’arcipelago di Vanuatu, vantaggio non da poco che di fatto può tagliarci fuori da future zone ricche di risorse. Nella nostra partita il primo giocatore è passato di mano tre volte ma poi sempre la stessa storia: “Toglietemelo vi prego! Portatemelo via!”

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Una delle scelte di design meglio riuscite di questo german travestito (il costume perfetto è quello del tedesco in vacanza con sandali e calzino) è l’uso dei personaggi. All’inizio di ogni turno bisogna scegliere quale personaggio accompagnerà questa fase di gioco, di fatto un bonus che potenzia un’azione o che rompe in parte le regole prestabilite. Il personaggio è però un’arma a doppio taglio perché di fatto rivela quale azione state puntando, con relativo pericolo di attacchi alle spalle. Un solo personaggio però si staglia lucente al di sopra degli altri, il mitico Predicatore!

Questo innocuo santone non fornisce nessun bonus particolare ma è un naturale salvavita, perché la sua abilità vi consente di svolgere una singola azione, qualora vi trovaste senza nessuna maggioranza. Tale potere scombina completamente le regole di base del gioco e cambia di gran lunga l’esito del vostro turno e probabilmente anche quello degli altri! Ogni mossa in Vanuatu diventa una possibile pugnalata e spesso si discute al tavolo cercando diplomaticamente di influenzare la scelta avversaria: “Se tu fai prima l’azione pescare, io poi mi tolgo da quella comprare così siamo entrambi a posto…” (sorriso ambiguo a parte).

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Sole, sorrisi e tradimenti

Sarà l’estate, sarà il caldo, sarà l’atmosfera rilassata, ma nonostante l’elevata bellicosità di questo Board Game, abbiamo giocato in modo molto rilassato, ponderando ogni azione con calma. La partita è durata quasi tre ore ma ci siamo molto divertiti. Quando cercavo questo gioco era già disponibile la sua seconda edizione che ha rivoluzionato l’aspetto grafico e migliorato i materiali, ma personalmente ho sempre preferito l’aspetto di questa prima edizione che in parte mi ricorda i miei esordi nel mondo dei giochi da tavolo. Vanuatu infatti è stato il primo gioco ad essermi veramente piaciuto e che mi ha coinvolto in quello che per me al tempo era un nuovo mondo.

Se devo criticare qualcosa al gioco, posso solo parlare delle troppe meccaniche, ma non è un vero e proprio difetto. Infatti a differenza delle sensazioni provate con Lord of Hellas, le tante meccaniche qui sono sufficientemente ben amalgamate e non rovinano l’esperienza. Gli aspetti vincenti sono senza dubbio i personaggi e soprattutto la geniale trovata della scommessa su azioni secondo maggioranze che rende il titolo simile ad un gestionale, caratterizzandolo però con una fortissima componente di interazione che può sconvolgere ogni decisione, certamente quindi non un solitario di gruppo.

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Come è andata finire? Due giocatori terminano la partita con una loro personale sfida nelle retrovie, mentre la lotta per il primo posto si conclude al fotofinish con 55, 52 e 51 punti e mi accontento di un soddisfacente secondo posto, anche se brucia essere stato sconfitto da chi provava per la prima volta questo piccolo capolavoro. Scrivere di questo gioco ha alimentato ancora di più la voglia di vacanze e di relax e, sebbene Vanuatu sia una meta lontana, chissà se in futuro qualcuno di noi la raggiungerà, sperando che la vera natura di quel luogo sia più dolce e accogliente del suo omonimo malvagio alter ego da tavolo.

Vanuatu – Impressioni ultima modifica: 2018-08-15T08:00:09+02:00 da Matteo Gallo

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