Twilight Struggle – Impressioni

Twilight Struggle – Impressioni

L’ossessione per Twilight Struggle

La passione per i giochi da tavolo è una vorace belva che si ciba di tempo. Sono sempre stato affascinato dai giochi con una durata importante, in particolar modo dai cosiddetti wargame, potete quindi facilmente capire che Twilight Struggle della GMT Games, con il suo primo posto stabile in numerose classifiche, sia sempre stato una forte attrazione. Il problema è sempre solo il tempo, trovare le condizioni adatte nelle nostre vite già troppo compresse per riuscire a mettere insieme le persone giuste al posto giusto nel momento giusto è raro come un misterioso allineamento planetario. Per fortuna a volte questo succede e non vi nascondo che, già durante la spiegazione delle regole, le sensazioni buone c’erano tutte e il gioco mi ha catturato dal primo minuto delle successive sei ore, passate poi via in un lampo.

“Tieni, ti faccio iniziare coi russi che per la prima partita sono più facili, ad inizio partita puoi essere più aggressivo con le carte.” Il consiglio del mio amico/nemico non poteva rendermi più felice. A quanto pare i russi hanno un avvio partita più bellicoso ma sinceramente non ho notato questa disparità anzi, ho sofferto molto di più la prima parte della partita per poi crescere nel finale. Il gioco è diviso in tre fasi temporali di Inizio – Metà – Tarda guerra, ognuna caratterizzata da un nuovo mazzetto che man mano rimpolpa il deck di gioco.

twilight struggle

Ogni turno viene distribuita una mano di carte che rappresenta gran parte delle azioni disponibili. Ogni carta ha una doppia faccia perché può essere usata o per l’evento che la contraddistingue oppure per il suo valore di forza. Lo scopo del gioco è controllare con la nostra influenza gli stati del mondo, ognuno dei quali contraddistinto da un tetto minimo di stabilità; la nostra influenza deve sempre superare (con una netta maggioranza) quanto è stato speso dall’avversario. Alcune importanti carte decretano il conteggio punti in uno dei continenti del mondo e diventa importante decidere dove e quando impiegare i propri punti influenza. Infatti chi stacca di venti punti l’avversario viene dichiarato vincitore.

Un disastroso avvio in Europa, che mi lascia quasi subito senza forze, mi costringe a scegliere un nuovo obiettivo su cui concentrarmi e decido di impiegare i miei sforzi per i due terzi in Asia e per un terzo in Centro America.

Twilight Struggle mi ha definitivamente fatto capire che la meccanica delle maggioranze è in assoluto la mia preferita e dover continuamente bilanciare i valori di influenza sparsi su tutto il globo terrestre, ti fa davvero sentire come il burattinaio che tira i fili di comando di una rete internazionale composta da forze politiche e militari.

La percezione dell’ambientazione è massima e gli eventi storici delle carte riprendono fatti realmente accaduti, come ad esempio la rivoluzione cubana o la nascita della Nato, in un continuo incedere della storia, non linearmente così come la conosciamo, ma con tempi ed esiti tutt’altro che scontati.

twilight struggle

Si tratta di un gioco o è una cosa vera? – Che differenza fa? (wargames 1983)

Durante la fase di Inizio Guerra riesco a giocare e vincere con successo l’evento Guerra di Corea creando un pesante stallo in Asia che perdurerà per tutta la partita. Questo stallo non è mai stato spezzato nemmeno dal mio avversario, cosa che mi ha consentito di prendere velocemente il controllo dei Caraibi fino al Messico.

Oltre agli eventi, ogni carta ha un suo valore di punti operazione che possiamo spendere per bilanciare l’influenza in una nazione o per scatenare un colpo di stato e rovesciare un regime avversario. Queste azioni ovviamente intensificano la tensione globale, rappresentata dal livello di DEFCON che da 5 a 1 indica quanto è “calda” la situazione. Il giocatore che fa precipitare il mondo nella terza guerra mondiale è dichiarato sconfitto ed è quindi importante non esagerare con l’uso della forza. Molto interessanti le limitazioni date dal livello di DEFCON che impediscono man mano le operazioni militari prima in Europa, Asia e Medioriente; sempre possibile invece belligerare in Africa o Sud America in una riuscita e triste rappresentazione della realtà.

La fortuna è una componente importante di Twilight Struggle? Si e no, non riesco a decidermi con una sola partita su quanto sia determinante la casualità del tiro di un dado. Il mio avversario ha subito molte volte questa sfortuna e sinceramente però, il dado rosso è stato lanciato molte meno volte di quello blu; questo mi fa pensare che lui abbia voluto sfidare troppo la fortuna, perché in fondo sta a noi decidere se giocare senza dado o provare il tiro.

Verso metà partita prendo il sopravvento e ad un certo punto piomba in stanza la First Lady del mio nemico che chiede: “Chi vince?” – uno sguardo alla mappa e… “Bè guarda in Francia ballano il Casatchok e in Messico si parla già fluentemente ucraino!”

twilight struggle

Un grande bilanciamento

Nonostante la supremazia non puoi mai stare tranquillo, la partita è una continua lotta punto a punto, una sfida di nervi e di intelligenza ultra ambientata che, a costo di ripetermi, ti fa immaginare come vero protagonista nella stanza dei bottoni.

Una delle meccaniche a mio avviso più riuscite è quella riguardante gli eventi avversari. Il mazzo infatti è a metà composto da carte russe e metà da carte americane. Ovviamente capita di avere in mano carte avversarie che quando vengono giocate forniscono a noi stessi gli importanti punti operazione, ma obbligano lo svolgersi dell’evento sempre favorevole al nemico. Riuscire a pianificare quando giocare la carta, nel momento in cui ci reca il danno minore, è un vero piacere per gli amanti degli schemi. Non dimentichiamo però che spesso le carte avversarie le possiamo “bruciare” per avanzare nel tracciato di corsa allo spazio. Un interessante modo alternativo per far punti o guadagnare importanti bonus di intelligence.

Anche qui la Russia domina e ogni occasione è buona per sbeffeggiare lo Yankee: “Voglio ricordarti che qui stiamo per passeggiare sulla luna, voi state ancora sui trattori…”

twilight struggle

Twilight Struggle mi ha convinto sul provare nuovi wargame. Ho sbagliato mille cose, giocato le carte punteggio nel momento meno adatto, speso influenza in luoghi rivelatisi poi inutili per la vittoria ma nessuno stratega è perfetto e sicuramente l’esperienza e la conoscenza delle carte cambierà di molto la mia seconda partita. Di fatto ogni azione rivela quale zona diventa importante in questo round per il punteggio e questo mi ha fatto piacevolmente pensare a possibili azioni di bluff!

La vittoria è rimasta incerta fino alla fine e, nonostante il gioco preveda vari possibili finali che accorciano la partita, la nostra guerra si è conclusa solo all’ultimo turno di gioco con il calcolo del punteggio finale, dichiarando la Russia vincitrice e nuova dominatrice del mondo. Un gioco da riprovare, nella speranza di trovare un compagno affiatato quando il prossimo allineamento astronomico ci lascerà liberi di intavolare.

Twilight Struggle – Impressioni ultima modifica: 2018-05-16T08:00:38+00:00 da Matteo Gallo

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