Lost Paradise – Anteprima

Lost Paradise – Anteprima

Lost Paradise racconta due mondi sovrapposti, due generi coniugati e un grosso mistero: lo Stigma.

Ambizione, questa è la parola che più è comparsa nelle nostre domande ai ragazzi di Stigma Studio, durante l’intervista che ci hanno gentilmente concesso alla Milan Games Week 2018. Lost Paradise è un titolo con ottime idee alla propria base, ma anche un titolo le quali idee sono estremamente difficili da realizzare. Solo con tanta passione, pazienza e, appunto, ambizione è possibile portare avanti un progetto simile senza tagliare i concept più complessi da realizzare; cosa che Stigma Studios non è intenzionato a fare. Sin dal primo colpo d’occhio si nota come Lost Paradise voglia distinguersi dallo standard dei giochi indipendenti. Il genere ad esempio, è qualcosa di molto raro nel settore: si tratta di un Hack’n’Slash con ispirazione a DMC e Soul Sacrifice, sebbene il gameplay sia più lento e ragionato. Inoltre l’impatto grafico, grazie al motore Unreal Engine è di tutto rispetto, tanto da aver creato la curiosità di molte persone nell’ambito della fiera. Ma quali sono le idee di cui abbiamo parlato poco fa e che sostengono il progetto?

Tutto deve avere senso

La base dell’intero progetto è un concetto, sul quale si basa la storia del titolo; lo Stigma. Sulla mano del protagonista sarà presenta un simbolo, ritrovabile anche in uno dei menù di pausa. La cosa interessante di questo concept è che lo Stigma sarà senziente, e anzi, fungerà da narratore principale degli eventi. Il protagonista sarà muto, quindi ogni informazione sarà filtrata dal punto di vista di questa misteriosa entità, creando un intrigante dualità tra il voler scoprire di più sullo Stigma e il volersi fidare delle sue informazioni. Dopotutto saremo invitati a fidarci di lui, dato che non è il solo mistero che aleggia nel mondo di Lost Paradise. Nel mondo di gioco sarà possibile trovare anche degli NPC, situati in un HUB centrale in stile Nexus, che potranno fornire informazioni da un altro punto di vista, ma nel corso dell’avventura sarà solo lo Stigma a comunicare col giocatore. Sia durante la prova della demo, che abbiamo approfondito per quasi un ora, sia durante l’intervista gli sviluppatori hanno puntato molto sui concept della storia, specie sui misteri di Stigma e dei multipli Layer, ma si son sempre trattenuti dal rivelare troppo a riguardo.

Le speculazioni si sprecano e i ragazzi di Stigma Studios incoraggiano chiunque provi il loro prodotto a pensarci, così da mantenere alto l’interesse. Ad esempio, ci son stati forniti indizi riguardo l’importanza del sistema di morte del titolo, che andrà a influenzare gameplay e storia, portando modifiche alla colonna vertebrale del protagonista, utilizzabile anche come “drone” per esplorare le stanze prima di entrarvici. Non ci è stato invece detto nulla sulle maschere, indossabili dal protagonista e in grado di cambiare il suo moveset. Nella build disponibile alla Milan Games Week la maschera ci permetteva di avere una schivata più rapida, ma non abbiamo avuto indizi di narrazione a riguardo. Siamo abbastanza sicuri che anche queste saranno integrate nel sistema narrativo, considerando quanto Stigma Studios si stia impegnando per rendere tutto contestualizzato. Insomma, c’è tanto da discutere e ipotizzare sul concept narrativo di Lost Paradise. La storia infatti è già nel suo stato finale, aspettando solo di essere sceneggiata nelle prossime fasi di sviluppo.

Lost Paradise

Un cambio di prospettiva

Ma Lost Paradise non vuole basarsi solamente su dei concept narrativi intriganti, cosa che funzionerebbe a metà, come abbiamo visto in titoli come We Happy Few, ma porterà tali concept a riflettersi nel gameplay. La cosa che più ci ha colpiti nel provare questa early build è la meccanica del cambio di layer, accennata precedentemente come uno dei misteri più importanti della narrazione. In Lost Paradise sarà possibile, tramite la pressione di un tasto, imporre un cambio di ambientazione, che porterà l’intero livello a ritexturizzarsi assumendo un diverso stile grafico e un diverso gameplay per il protagonista. Questo era stato previsto sin dall’inizio dei lavori, come confermatoci da un membro del team di sviluppo. Il titolo quindi assume una duplice forma, da una parte è un action game dalle tinte dark fantasy, mentre dall’altra si vede un TPS con ispirazione sci-fi. Questo evento sarà molto importante per il titolo finale, infatti l’obbiettivo di Stigma Studios è quello di rendere il cambio di Layer utilizzabile in battaglia, dando quindi molteplici approcci nel combattimentoi. Da sottolineare un altro elemento impressionante portato dal cambio di layer, cioè il cambio di IA nei nemici.

La visione dei ragazzi di Stigma Studio è difficile da realizzare, così come ambiziosa da introdurre nel mercato. Parliamo di un titolo che, sulla carta ha grandi possibilità anche e soprattutto al di fuori del mercato italiano. Il lavoro si prospetta ancora lungo, vista la mole di contenuti da equilibrare e ottimizzare, ma se il gioco riesce a mantenere le sue ottime promesse possiamo sperare in un grande successo.

Lost Paradise – Anteprima ultima modifica: 2018-10-16T12:00:00+00:00 da Alessandro Tosoni

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